Questa grandissima poetessa polacca Premio Nobel per la letteratura del 1996 nata nel 1923 e morta nel 2012, ha lasciato come ultime testimonianze un paio di libretti entrambi editi da ADELPHI nel 2012, “DUE PUNTI” e , postumo, “BASTA COSI’, carichi di estremo rigore ed ironia. Da uno di questi, “DUE PUNTI”, è tratto il testo “AVVENIMENTO” che personalmente commento con una mia poesia e che invito gli amici che leggeranno questo post, in particolari studenti, a commentarla liberamente.
AVVENIMENTO
Cielo, terra, mattino,
ore otto e quindici.
Quiete e silenzio
tra le erbe ingiallite della savana.
In lontananza una pianta d’ebano
con foglie sempreverdi
e radici estese.
D’un tratto la beata immobilità viene turbata.
Due esseri che vogliono vivere scattati nella corsa.
Un’antilope in fuga impetuosa
e dietro una leonessa ansante ed affamata.
Al momento le loro chances sono pari.
La fuggitiva è perfino in vantaggio.
E se non fosse per quella radice
che spunta dal terreno,
e se non fosse per l’inciampare
di uno dei quattro zoccoli,
se non fosse per il ritmo spezzato d’un quarto di secondo,
di cui approfitta la leonessa
con un lungo balzo.
Alla domanda-di chi la colpa,
nulla, solo silenzio.
Incolpevole il cielo, CIRCULUS COELESTIS.
Incolpevole la terra nutrice, TERRA NUTRIX.
Incolpevole il tempo, TEMPUS FUGGITIVUM.
Incolpevole l’antilope, GAZZELLA DORCAS.
Incolpevole la leonessa, LEO MASSAICUS.
Incolpevole l’ebano, DIOSPYROS MESPILIFORMIS.
E l’osservatore che guarda con il binocolo,
in casi come questo,
HOMO SAPIENS INNOCENS.
COMMENTO PERSONALE CON UNA MIA POESIA
Quando ciò che accade è senza rimedio,
quando l’agire umano non può influire oltre lo sguardo,
ecco la condanna dell’umanita’.
C’è di sicuro qualcosa che sovrasta
la nostra buona volontà.
E a volte per questo si rinuncia ad agire.
Chi è più attento lo sa
e solo per decenza forse si agiterà
per cercare di salvare qualcuno o se stesso
dalla necessità.
PAOLO FIDANZI