LA SCUOLA DI IERI E LA ‘BUONA’ SCUOLA DI OGGI: BREVI RIFLESSIONI DIFFORMI; a cura dei docenti Piero Pistoia, Donatella Scarciglia, Gabriella Scarciglia

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SCUOLA OGGI E SCUOLA IERI_riflessioni

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COMMENTO ALL’ARTICOLO PRECEDENTE del dott. prof. Francesco Gherardini

04/09/2018 ore 12.55

Ho letto l’articolo, sono molto d’accordo con le vostre valutazioni,

Saluti

Francesco

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COMMENTO ALL’ARTICOLO PRECEDENTE del dott. prof. Giacomo Brunetti:

27/09/2018 (83) Libero Mail. Posta

Buongiorno

Ho letto con piacere e faccio i miei complimenti per le considerazioni che condivido in pieno e che vedo ben sopportate scientificamente.
Qualche parola da parte mia, meno scientifica, ma che scaturisce piuttosto dalla “pancia”.

  • 200/400 ore di alternanza scuola/lavoro: per la maggior parte “tempo perso”!!! Forse si otterrebbero migliori risultati con un ventesimo delle ore, organizzate con grande perizia (che purtroppo manca sia alla classe dirigente che alla gran parte della classe insegnante).
  • Progetti… progetti…progetti: per dirla con un mio arguto amico di viaggio (pensionato ormai da 27 giorni) io proporrei il progetto: “una settimana di lezione in classe”!!
    Siamo andati sulla luna (dopo lo “scandalo dello sputnik” che ha risvegliato i pedagogisti americani) con le belle lezioni frontali e con il “sano” studio. Cavallo che vince non si cambia… perché i metodi di insegnamento sì ??
  •   Infine un po’ di organizzazione: mia figlia Amelia, 16 anni, fa il liceo in Francia, a Bordeaux. Là la scuola è iniziata il 27 settembre, ma il 7 agosto aveva già ricevuto via mail l’ ORARIO DEFINITIVO. Qui siamo ad oltre dieci giorni dall’inizio delle lezioni e stiamo viaggiando ancora ad orario ridotto con il 30/40% dei docenti (non esagero controllate pure!!!); l’orario definitivo, come ogni anno, arriverà più o meno con i regali di Natale!!!!!
    Che VERGOGNA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Grazie della gentile attenzione. A presto.

G

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15/10/2018

COMMENTO ALL’ARTICOLO PRECEDENTE DEL dott.ssa prof.ssa Ghilli Lucia

Concordo pienamente con voi. Voglio avere il coraggio di aggiungere al vostro ricco e magnifico intervento poche (e già conosciute) riflessioni tra le miriadi che sottolineano l’importanza della scuola e della conoscenza quando aiutano a crescere davvero.

Ghilli Lucia

Per leggere queste riflessioni, a nostro avviso culturalmente rilevanti, della prof.ssa Lucia Ghilli cliccare, sempre in questo blog, su “Ancora sulla Scuola di ieri e Scuola di oggi

Si possono leggere  anche i post a nome dei docenti Piero Pistoia e Gabriella Scarciglia su ulteriori argomenti “Brevi riflessioni personali fuori dalle righe sul senso dei dati statistici, sulla Buona Scuola, Controlla il conto, ed altro”.

A cura di Piero  Pistoia e Gabriella Scarciglia

BREVI RIFLESSIONI PERSONALI, FUORI DALLE RIGHE, SULLA ‘BUONA SCUOLA’, CONTROLLA IL CONTO ED ALTRO, dei docenti Piero Pistoia e Gabriella Scarciglia

CURRICULUM DI PIERO PISTOIA:

piero-pistoia-curriculumok (#)

 

IN AMBITI ‘INSEGNATIVI’, BREVI RIFLESSIONI CRITICHE E PRECISAZIONI PERSONALI FUORI DALLE RIGHE SU ‘CONTROLLA IL CONTO’, ‘DISCIPLINE E TECNO-RAGIONERIE’, ‘LA BUONA SCUOLA RIDEFINITA’  ED ALTRO
a cura dei docenti Piero Pistoia e Gabriella Scarciglia (vers. in divenire)

LE COMPETENZE DELLE TECNO-RAGIONERIE A FRONTE DELLE DISCIPLINE E DELLO SVILUPPO ONTOGENETICO DELLA MENTE

In particolare, comunque, i buoni scritti, sono sempre aperti a nuove congetture, a nuove argomentazioni, mai definitivi e …se falsificati anche meglio, come ci ha insegnato l’epistemologo K. Popper. Non si tratta di ‘oggetti assoluti’ appartenenti alla categoria della lectio magistralis  che, a ragione o a torto, oggi va di moda alla grande e i gruppi che la ‘sanno fare’ (spesso da sè se lo dicono!) si moltiplicano a dismisura.  Per quanto ci riguarda i nostri sono ‘oggetti in produzione’, in divenire (fieri), che procedono  su percorsi spesso tortuosi; meglio se il ‘macchinario’ per costruirli è una ‘comunità di cervelli’ in interazione, che procede ‘annusando sentieri’, scegliendo ‘percorsi’ e spesso tornando indietro. Comunità non necessariamente appartenenti alle categorie di eccellenza, spesso autoreferenti, ma solo menti ‘che non sanno’ (cioè ‘sanno di non sapere’), ma curiose di sapere e determinate ad acquisirlo in un atteggiamento di ricerca, in un trouble (‘in un travaglio’, come direbbe il grande Socrate nella sua Maieutica) di prove, tentativi ed errori, sorretti però da un einfunlung e da un background culturale più o meno rilevante onde formulare ipotesi, ‘incarnando’ la conoscenza in biologia!

Ecco, leggendo ancora della Buona Scuola, a taglio sempre più tecnologico-ragioneristico, sarebbe da riflettere più a lungo sul pensiero di Socrate relativo al responso dell’oracolo del dio di Delphi, Apollo,  alla domanda chi fosse il più grande sapiente della terra! Senza voler operare un forzato ‘transfer bruneriano’ (con transfer senza la t, come si legge nei testi di J. Bruner), vorremmo riportare però le parole di Socrate  estratte dal suo discorso nell’agorà di Atene nel 399 a.C. dopo la sua condanna a morte, che possono ‘suonare’ così <<Cittadini, svergognate e tormentate i miei figli se vi sembra che si preoccupino più dei soldi  e d’altro prima che delle virtù umane>>. Con cittadini, Socrate intendeva, politici, poeti, possessori di techné, che, con un po’ di fantasia, potrebbero corrispondere agli ideatori della Buona Scuola attiva ancora oggi!

A nostro avviso, ciò di cui parla Socrate, rivisitato oggi, con le sue virtù in riferimento all’oracolo del dio di Delphi, riguarda, forse, la ricerca, nell’attività pedagogica-educativa, di metodi (o multi-metodi) di conoscenza sul mondo naturale ed umano, focalizzati da una riflessione  storico-filosofica sulle singole discipline (strutture diciplinari), che riflettano, accompagnino e amplifichino lo sviluppo cerebrale dello studente che deve essere curato nel pensiero, nel comportamento e nei fatti (per Bruner, infatti, le strutture disciplinari riflettono le funzioni cerebrali della mente, “il logico riflette lo psicologico”). Di fatto questo processo si mantiene per buona parte del corso della vita, perché si continua infatti ad imparare per sempre, Bruner,  Montessori…, con le conseguenti modifiche cerebrali del fenotipo (nuovi collegamenti neurali fra cellule del cervello), come sembra affermare il Darwinismo Neurale del premio Nobel medico fisiologo Edelman, ed altri). Forzando le analogie, semplificando e osservando da ‘fuori’, ci piace pensare  che un buon software (un buon insegnamento-apprendimento durante la vita), possa modificare l’hardware (struttura cerebrale del fenotipo), riuscendo a creare un feedback a spirale virtuoso.

Infine, in questa ottica, se fosse vero quello che sembra afferma con forza l’accademico Emilio del Giudice, stimato fisico teorico da poco scomparso, cioè che il fenotipo sarebbe una Totalità,  un Uno, allora i vari enti che lo compongono vibrerebbero in risonanza, cioè sarebbero tutti in fase. Questo comporterebbe che una leggera modifica di fase in un certo punto (piccola zona) della struttura (per es., dove si modificano alcuni legami fra cellule cerebrali sotto l’impulso di cultura assimilata durante la vita), invierebbe messaggi, senza entrare nel merito delle ipotesi sul loro trasporto,  a tutti gli altri punti, che si attiverebbero di conseguenza, compreso quindi anche il genoma (potenzialità culturali che si trasmetteranno alle generazioni future?); forse un nuovo modo di vedere il concetto di epigenesi?  (processo di incarnazione della cultura nella biologia). Se si ipotizzasse un trasferimento attraverso onde elettromagnetiche, probabilmente tali segnali dovrebbero essere dotati di energia infinitesima o quasi, per la quasi infinita numerosità dei punti da colpire,  a meno che nei viventi fossero sufficienti anche segnali sotto l’errore per renderli operativi.

Solo gradatamente, ad un certo livello, si potrà iniziare a proporre le competenze relative alle tecno-ragionerie, inserite però armonicamente nei processi di formazione mentale (ma ciò oggi non accade quasi mai!) per creare poi i cittadini operativi del domani. Insomma, prima di tutto la formazione del cervello, seguendo tutti gli insegnamenti conosciuti della Psicologia (‘norme cerebrali’) e della Epistemologia (‘norme delle discipline’),  poi… la pratica delle carriere! Risalendo un ramo di iperbole, la Buona Scuola non è quella che si riduce alle mere visite (didattiche?), meglio se sempre più frequenti, delle fabbriche dei soldi! onde iniziare a costruire formiche ammaestrate alla loro produzione e a quella del capitale. Non è fuori luogo ricordare, a prescindere dalle motivazioni diverse, che solo ora un ministro dell’istruzione sta riflettendo criticamente sul senso dell’alternanza scuola-lavoro (intervista condotta da Gianna Fregonara riportata sul Corriere della sera, alla pagina Scuola, del 31-Agosto-2018).

Alla luce di queste argomentazioni, viene anche in mente per certi versi l’intervista sulla valutazione scolastica di Chiara Dino nel Corriere della sera  del 29-agosto-2018 dove si legge nelle risposte della docente intervistata che nell’ottica di una auspicabile collocazione professionale  quello che conta soprattutto è insegnare ai ragazzi a <<saper essere>> piuttosto che a <<saper fare>> e più avanti, sui test invalsi, si afferma che <<sono noti perché voluti da istituzioni commerciali e non educative>>

Un professore universitario durante un corso di aggiornamento ebbe a dire che non era necessario preparare gli alunni e fornire loro conoscenza come se tutti da grandi dovessero divenire ricercatori universitari. Noi non siamo mai stati d’accordo, a tutti dobbiamo fornire le basi per poterlo diventare! Lo stesso Bruner afferma che se nell’insegnare procediamo con il (o con un) metodo di un ricercatore di quella disciplina, certamente gli allievi apprenderanno nel modo migliore possibile, ottenendo un cittadino più consapevole, responsabile, pronto ai cambiamenti per adeguarsi anche alle tecno-ragionerie che fra l’altro mutano sempre più rapidamente.

Riassumendo, secondo noi, tutta la vicenda culturale che riguarda Socrate e il dio di Delphi  potrebbe così voler significare che le competenze tecnico-ragionieristiche di “politici, poeti e tecnici s.l.”, da tradurre in personaggi attuali, dovrebbero, riguardo alla maturazione ontogenetica del cervello (un processo essenziale per le ‘virtù socratiche’), avere una posizione di secondaria importanza nella nuova definizione di Buona Scuola, cosa che sembra oggi accadere sempre meno.

SULLA LEZIONE NELLA BUONA SCUOLA RIDEFINITA

In questa posizione riecheggiano le argomentazioni dell’articolo “Inventare per apprendere, apprendere per inventare” di Heinz von Foerster , riportato nel testo di Paolo Perticari (a cura di) “Il senso dell’imparare” Anabasi, 1994; di questo articolo, nel tempo, potremmo anche proporre una breve “lettura critico -interpretativa” da agganciare a quello che accade oggi.
Intanto, senza entrare nel merito, nell’ottica di questo background metodologico, potremmo riformulare quel concetto di Buona Scuola, che ultimamente andava per la maggiore, in modo che l’aggiornamento dei lavoratori, per lo più si possa configurare come auto-aggiornamento, dove le conferenze, le lezioni, i corsi dei tecnici non si richiuderebbero su se stesse, come spesso accade, ed, essenziali per le misurazioni del lavoro, sarebbero le ‘argomentazioni intorno a punti interrogativi’ e mai o quasi un confronto con un quiz ad items, dove il rispetto dei dictat dei ministeri, del Miur e dei programmi non si esaurirebbe nell’applicare protocolli ai punti interrogativi, perché nel complesso i protocolli, mai definitivi, spesso falliscono l’obbiettivo, per cui sono spesso a favore dei comunicatori e non degli alunni. C’è anche una probabilità che il protocollo possa ‘uccidere’! Se ‘muore’ il paziente, ma il protocollo è rispettato (da loro se lo dicono), nè il ‘maestro’ verrà punito , nè il suo superiore! Semplificando, il protocollo potrebbe essere considerato come una scaletta operativa, applicata ad un caso da risolvere, calibrata sullo stato dell’arte relativo a quel problema.

Proporre un evento culturale (progetto) nella speranza che abbia successo, è certamente una buona cosa, 1) se vengono attivati prima gli ‘incastri’ relativi a quell’evento, sulla frontiera del particolare ‘Mondo 3’ (Popper) degli utenti o delle classi,  ciascuno con la propria (vedere anche, per es., nel blog “Ilsillabario2013.wordpress.com”, il post ‘Epistemologia, psico-pedagogia e insegnamento della fisica nell’ottica di una nuova riforma della scuola’ a cura del dott. prof. Piero Pistoia), e 2) se verrà controllato, dopo l’evento, che qualcosa di culturale sia stato davvero ‘agganciato’! Spesso ci si limita invece semplicemente ‘a fare’ secondo legge e protocolli, perché è questo che richiede la burocrazia. Non c’è niente di nuovo sotto il sole, forse è meglio l’antico!

Ciò che davvero conta in una Buona Scuola è anche il tipo di lezione che viene fatta. E’ necessario articolare la lezione in maniera che venga condotta proprio per far sorgere dalla classe le domande legittime di Foerester, di cui gli alunni non conoscono ancora le risposte; devono sorgere interrogativi specifici che si calino nel merito e che si aggancino ai successivi passi in divenire della spiegazione ‘insegnativa’ del docente!

La lezione in costruzione deve sorgere da una interazione continua fra classe, insegnante ed alunni fra loro e sta in questa interazione multipla l’assimilazione concettuale e l’apprendimento.
La lezione-spiegazione condotta in maniera continua dall’insegnante in cattedra, magari anche al di là dei 20 minuti prescritti dalla psicologia dell’attenzione, avrà scarsa efficacia anche se condotta con tutti i crismi della logicità e della chiarezza (il vecchio ottimo insegnamento!).

Bruner parla di costruzione di una tradizione di una piccola società ( la classe), che rimarrà attiva nel ricordo e nel comportamento, non solo culturale, per tutta la vita dell’alunno.

Per l’apprendimento e l’assimilazione concettuale, il problema centrale, davvero rilevante, della comunicazione culturale in generale, non sta nella preparazione culturale specifica del comunicatore o almeno non solo in quella cioè, in ambito scolastico, nel continuo anche se qualificato aggiornamento accademico di base, d’altra parte scontato, del docente!

Ecco, invece, due importanti processi fra gli altri che favoriscono l’apprendimento:

1 – Abolire molti degli escamotages sempre più complicati che cercano di pianificare e semplificare il processo comunicativo indebolendo  l’immaginazione e la riflessione personale; l’apprendimento è personale e faticoso!

2 – Dare spazio all’arte s.l. sempre disinteressata, che attiva immaginazione e creatività, aprendo finestre per gettare uno sguardo al di là delle apparenze (per certi versi il “BEYOND THE INFORMATION GIVEN” di Bruner!)

Questo insegnamento proposto, che, a nostro intendimento, potrà costruire “IO” presenti e consapevoli in tutte le circostanze, diventerà davvero uno strumento efficace per sopravvivere nel mondo degli umani e non solo, rispondendo anche ai suggerimenti significativi e liberatori suggeriti dai sei versi seguenti di Bertolt Brecht:

Non avere paura di chiedere,
compagno! Non lasciarti influenzare, verifica tu stesso!
Quel che non sai tu stesso, non lo saprai.
Controlla il conto, sei tu che lo devi pagare.
Punta il dito su ogni voce, chiedi: e questo, perché?
Tu devi prendere il potere.

Bertolt Brecht 1993

 

Docenti Piero Pistoia e Gabriella Scarciglia

 

Curriculum di PIERO PISTOIA (Traccia):

piero pistoia curriculum ok

 

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COMMENTO ALL’ARTICOLO PRECEDENTE DEL Dott. Prof. FRancesco Gherardini

04-09-2018, ore 12.55

Ho letto l’articolo, sono molto d’accordo con la vostre valutazioni.

Saluti.

Francesco

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COMMENTO ALL’ARTICOLO PRECEDENTE DEL dott. prof. Giacomo Brunetti

27/09/2018 (83) Libero Mail. Posta

Buongiorno

Ho letto con piacere e faccio i miei complimenti per le considerazioni che condivido in pieno e che vedo ben sopportate scientificamente.
Qualche parola da parte mia, meno scientifica, ma che scaturisce piuttosto dalla “pancia”.

200/400 ore di alternanza scuola/lavoro: per la maggior parte “tempo perso”!!! Forse si otterrebbero migliori risultati con un ventesimo delle ore, organizzate con grande perizia (che purtroppo manca sia alla classe dirigente che alla gran parte della classe insegnante).
Progetti… progetti…progetti: per dirla con un mio arguto amico di viaggio (pensionato ormai da 27 giorni) io proporrei il progetto: “una settimana di lezione in classe”!!
Siamo andati sulla luna (dopo lo “scandalo dello sputnik” che ha risvegliato i pedagogisti americani) con le belle lezioni frontali e con il “sano” studio. Cavallo che vince non si cambia… perché i metodi di insegnamento sì ??
Infine un po’ di organizzazione: mia figlia Amelia, 16 anni, fa il liceo in Francia, a Bordeaux. Là la scuola è iniziata il 27 settembre, ma il 7 agosto aveva già ricevuto via mail l’ ORARIO DEFINITIVO. Qui siamo ad oltre dieci giorni dall’inizio delle lezioni e stiamo viaggiando ancora ad orario ridotto con il 30/40% dei docenti (non esagero controllate pure!!!); l’orario definitivo, come ogni anno, arriverà più o meno con i regali di Natale!!!!!
Che VERGOGNA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Grazie della gentile attenzione. A presto.
G

 

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15/10/2018

COMMENTO ALL’ARTICOLO PRECEDENTE DEL dott.ssa prof.ssa Ghilli Lucia

Concordo pienamente con Voi. Voglio avere il coraggio di aggiungere al vostro ricco e magnifico intervento poche (e già conosciute) riflessioni tra le miriadi che sottolineano l’importanza della scuola e della conoscenza quando aiutano a crescere davvero.

Ghilli Lucia

Per leggere le riflessioni della dott.ssa prof.ssa Lucia Ghilli cliccare, in questo blog, sul Post <<Ancora sulla “Scuola i ieri e Scuola di oggi”: commento al margine>>, della dott.ssa prof.ssa Ghilli Lucia.

 

 

 

 

EVOLUZIONE, ISTINTO, CACCIA: considerazioni educative personali di Piero Pistoia

EVOLUZIONE, ISTINTO, CACCIA:

Considerazioni educative personali a cura di Piero Pistoia

Per vedere in pdf l’articolo cliccare su:

CACCIA10001

 

Altrimenti leggere di seguito, in jpg, con calma:

 

 

N.B. 1) L’autore siglato R.P. nella bibliografia è Piero Pistoia; 2) gli articoli a firma Piero Pistoia sono riportati rivisitati anche su questo blog; 3) da cercare su questo blog anche “Sociobiologia”, “Evoluzione” ed “Enantiodromia” per leggere altri contenuti affini in articoli dello stesso autore. Anche in “Poesie di caccia” si ritrovano, senza pretese, gli archetipi evolutivi (…. a dividere il cibo/e non a gioco/’conta’ il cacciator la preda)

Piero Pistoia

APPUNTI CRITICI PER UNA LEZIONE SUL “PARADIGMA” DELLA NATURA UMANA DEL SOCIOBIOLOGO E. WILSON; a cura dei docenti Piero Pistoia e Gabriella Scarciglia

NBA Riccardo Fracassi è piaciuto questo post, come da mail all’Amministrotore del 17-aprile-2018.

Appunti  in via di sviluppo….

Per leggere l’articolo cliccare sul link:

gould5 (1)

“OSCURI” PENSIERI SU CUI MEDITARE: MANICHEI ED IPERBOLI, LA MENTE NARRATIVA, FALSIFICAZIONISMO E SUA BREVE CRITICA; Tavole di verità, Fallacia nell’affermare il conseguente, Modus Tollens , Duhem e Quine; di Piero Pistoia; inserto: poesia ‘Indifferenza’ di Veracini

NBA Riccardo Fracassi è piaciuto questo post, come da mail all’Amministratore del 13-aprile-2018.

“OSCURI” PENSIERI SU CUI MEDITARE  di Piero Pistoia

Per leggere questi pensieri in .pdf  e quelli rivisitati cliccare in successione sui links per leggerne il contenuto; tornare poi indietro per leggere lo scritto successivo al primo link direttamente! fino al termine dell’articolo, cliccando sulla freccia in alto a sinistra.

MANICHEI ED IPERBOLI3_ok di Piero Pistoia

Manichei ed Iperboli, revisione a cura di Piero Pistoia

Una revisione critica possibile del contenuto del link precedente

a cura di

Piero Pistoia

Una espansione, revisione e reinterpretazione critica, in positivo o in negativo, con successiva integrazione delle singole proposizioni del link precedente, volutamente iperboliche, attiverebbero per i comportamenti nella tribù degli umani, una serie alternativa di storie-guida alla Feyerabend (vedere, come un esempio paradigmatico di reinterpretazione, la poesia di Miloz in questo blog).
Infatti, in un Universo complesso, come affermava Egdar Morin “L’unico pensiero (argomentazione, giudizio, interpretazione), chiaro od <<oscuro>>, che viva, è quello che si mantiene alla temperatura della propria distruzione“.

Oggi, nell’era avanzata dei ‘computer’ e del ‘burocratismo’ dove la Verità appare unica,  la “Mente Narrativa“, di J. Bruner,  propria degli Umani, continua a rendere attive sempre più relazioni fra gli uomini, negoziando la sua ricerca, e più verità appaiono da dietro l’angolo. Per Bruner, come continua nella sua intervista Piero Lavatelli, nell’inserto LIBRI, la separazione fra mente e  corpo, proposta da Cartesio, al là di tutte le ubriacature ideologiche, sta perdendo forza di convinzione e si comincia a pensare che la realtà sociale non è esistente fuori da noi, ma dipende da noi, creata e negoziata da noi, “fatta della nostra carne e del nostro sangue”. Non c’è un unico “mondo reale” esterno ed indipendente da noi, dalla nostra mente, dai nostri linguaggi e dai nostri modelli simbolici con cui vengono costruiti i nostri mondi possibili. In generale, sembra una norma che, nel tempo della storia, quando le situazioni sociali (es., costituzioni di governi, guerre, migrazioni epocali…) si ‘cristallizzano’ sotto un’unica Verità (assenza di negoziazione),  si sprigioni un’esplosione di dolore e di ingiustizia nell’Universo, di cui si prende consapevolezza solo nel tempo futuro. “Abbiamo superato, da tempo, il rigido <<verificazionismo>>la nozione che il significato di qualunque cosa sia la sua unica e singola Verità. Il significato è un modo del connetterci, del negoziare, del riconciliare le nostre rispettive versioni del mondo al fine di trovare un modus vivendi nella diversità”. E ancora, L’uomo non è  “una specie di computer ad alta complessità e la società umana come un insieme di computer che operano congiuntamente a qualche programma comune chiamato <<società>>. La passata generazione ci aveva proposto il cane di Paulov, l’animale dai riflessi condizionati, come modello della natura umana. Stiamo ora scendendo più in basso, degradando il cane ad un computer? Mi sembra che dobbiamo rendere maggiore giustizia alle capacità intuitive dell’uomo, alla ricchezza del mondo delle reazioni umane, alla complessità della cultura”. Per la burocrazia è da dire con Bruner che essa è “antinarrativa per eccellenza; non c’è per essa che una Verità e tutti sono tenuti ad averne la stessa versione“, a favore di una nozione anti-soggettivistica di efficienza. Mandiamo al diavolo “lo sterile silenzio della nostra vita burocratizzata”!

Per leggere di più sugli epistemologi Feyerabend e Popper e sul mentalista americano  Bruner cercare queste parole sul nostro blog.
Inserire eventualmente qui l’ascolto della canzone di Guccini ‘Libera nos Domine’ da YouTube (rispettando naturalmente le leggi dell’editoria).

NON CI SPAVENTANO LE IDEE DA PIU’ PUNTI DI VISTA ANCHE OPPOSTI;

MA

UN  TIMORE INCOMBE: LA……

INDIFFERENZA

Poi tutto divenne uguale, né

cuore né fede né cielo

né mare, gli ultimi

uomini colpiranno duro

niente più sogni – dissero –

nel nostro futuro.

Roberto Veracini

_______________

A proposito dei limiti sui concetti popperiani di verificazione, falsificazione e corroborazione, accennati  precedentemente, cerchiamo di sintetizzarli  di seguito insieme alla Tabella di Verità della proposizione logica o implicazione “H implica Q” (ovvero H -> Q).

1) TABELLA DI VERITA’ DELL’IMPLICAZIONE: H implica Q
(H-> Q)    H        Q
(1) vera    vera vera
(2) vera   falsa vera
(3) vera   falsa falsa
(4) falsa   vera falsa
Dove H sono le ipotesi prodotte dal soggetto e Q sono le conseguenti osservazioni sperimentali e i dati dell’esperimento
Dalla Tavola di Verità si evince che se l’implicazione è vera – il nostro caso – la verità di Q (righi 1 e 2) non ci dice nulla sulla verità di H che può essere vera o falsa indifferentemente. Ne deriva un’espressione logica scorretta, cosiddetta della FALLACIA NELL’AFFERMARE IL CONSEGUENTE, classica dei processi induttivi e della verificazione dei positivisti. Questa espressione scorretta ha la forma:
Se “H  implica  Q1,Q2…Qn”, è una affermazione vera e
se dall’esperimento od altro risulta che le Qi sono vere
——————————————————————-
H è vera
In simboli: [(H->Q)UQ]->H.
Se le implicazioni sperimentali Qi dell’ipotesi H sono vere non risulta affatto che H sia vera, neppure probabilisticamente, perché le Qi in effetti sono infinite.
Invece se l’implicazione è vera e Q è falsa (rigo 3) necessariamente anche H è falsa, MODUS TOLLENS;

in simboli: [(H->Q)U(non-Q)]->non-H.
Se (H  implica Q) è una relazione vera,
se dall’esperimento od altro  risulta che un Qi è falso
————————————————————-

Per anticipare brevemente la argomentazione di Duhem e Quine sul superamento dei limiti del falsificazionismo popperiano a fronte delle ipotesi H e dei dati sperimentali Q, da approfondire tramite  i riferimenti ai posts, suggeriti nello scritto precedente, MANICHEI ED IPERBOLI, cliccare sotto e poi  tornare indietro cliccando sulla freccia in alto a sinistra.

FALSIFICAZIONISMO_critica in pdf

Ovvero leggere di seguito:

Per quanto riguarda il rapporto H → Q, nessun processo induttivo del positivismo sostenuto dalla logica, può portare da Q ad H (Fallacia nell’affermare il Conseguente); nessuna probabilità è derivabile per H a partire solo da Q, senza interventi del soggetto; nessuna implicazione logica, anche se “vera”, come il Modus Tollens popperiano, [(H → Q) U non-Q)] → non H], permette la falsificazione univoca (Duhem), data la presenza in H di ipotesi al contorno non esplicitate (non sappiamo cos’è che di fatto viene falsificato!), ecc.

Per quanto riguarda il versante dei dati sperimentali, la sicurezza di Q, il così detto protocollo sperimentale, basta dire che non solo la sua descrizione presuppone l’uso di un linguaggio per sua natura intriso di teoria, ma la costruzione stessa dell’informazione sul dato ha bisogno di aspettative e quindi di teorie e punti di vista più o meno esplicitati e lo stesso strumento che lo raccoglie (compreso l’occhio o altro organo di senso) si basa spesso su teorie estremamente complesse e lontane dall’ambiente di osservazione e/o di misura. Lo stesso Q non rimanda inoltre univocamente ad una sola teoria; più teorie incompatibili possono essere sostenute dallo stesso Q (Quine). (Leggere anche sul blog “La Teoria, La Realtà ed i limiti della conoscenza” del dott. Piero Pistoia).

Svariati percorsi razionali fanno attrito con il mondo!

Non c’è un solo punto da cui guardare il cosmo!

Quando ci sentiamo sicuri di un fatto è il momento di cambiare il punto di vista!

dott. Piero Pistoia

Testi consultati:

A.V. “Critica e crescita della conoscenza”, Feltrinelli, 1976

M. Pera ” Il mondo della scienza e noi” da “Il mondo incerto”, Sagittari Laterza, 1994.

Vedere anche in questo blog “Insegnamento della Fisica“, parte IV e “Dalla “Scienza alla Narrazione” di P. Pistoia.

Piero Lavatelli “USIAMO LA TESTA”  intervista a J. Bruner, Inserto LIBRI

ALLA RICERCA DI UN METODO DI CONOSCENZA ALTERNATIVO – L’uomo ed il futuro; del dott. Piero Pistoia

 

Da rivedere…con calma

N.B. – L’articolo è stato enucleato dal post contenente nove articoli, curato dal dott. Piero Pistoia, dal titolo  “Esiste un metodo  di investigazione alternativa alla Scienza? es., il sacro, il magico, l’arte, la medicina alternativa…”; pubblicato su questo blog, a più voci (dott.ssa Cristina Ghilli, il carismatico don Serafino Valvo, il teologo Marco Fabbri, Antonio Zani, Piero Pistoia).

Si può leggere su questo blog anche “Il Tao, calcolo del Fato, la carta natale, I-CHING, il miracolo, il principio di Mach” di P. Pistoia

Foto con 49 steli lunghi 14 cm, seccati all’ombra della pianticella magica Achillea millefolium, raccolta in fiore maggio-giugno e le tre monete Yin-Yang, per interpellare l’oracolo de I-CHING. Di può interrogare facilmente e gratis l’oracolo da internet da “Oroscopo.it”.

Per leggere il resto del post, dopo il link, cliccare sulla freccia in alto a sinistra per tornare indietro

Per vedere e leggere l’articolo in pdf, cliccare su:

Fantascienza1.pdf

 

Piero Pistoia

 

 

 

 

 

LEZIONI DI FISICA del dott. prof. Giorgio Cellai

Lezione di elettrodinamica n° 1

LEZIONE DI FISICA 1: IL CIRCUITO ELEMENTARE E FORZA ELETTROMOTRICE

Dott. Prof. G. Cellai

 

Per leggere articolo in doc, cliccare su:

IL CIRCUITO ELEMENTARE 1

Per leggere articolo in pdf cliccare su:

circuito-elementare-2

___________________________

 

Lezione di Elettrodinamica 2

LEZIONE DI FISICA 2: MODELLO VISCOSO E LEGGI DI OHM

Dott. Prof. G. Cellai

 

CELLAI_Modello viscoso Sillabario.pdf

 

DESCRIZIONE DI UN PERCORSO SEMPLIFICATO NELL’EDIT CLASSICO DEL BLOG DI W-P, DA “Tutti gli articoli” a “Aggiungi media”; a cura di Piero Pistoia

Post con vita a tempo

DESCRIZIONE DI UN PERCORSO SEMPLIFICATO DA “Tutti gli articoli” a “Aggiungi media” a cura di Piero Pistoia

Entrati nell’EDIT appare una pagina complessa che, a sinistra in nero, riporta una serie di menù fra i quali si trova la voce “Articoli”, su cui, cliccandoci, appare a lato un altro piccolo menù che contiene lo scritto “Tutti gli articoli”. Nel resto della pagina appare una doppia schermata, la “BACHECA” rispettivamente con informazioni generali sul blog e statistiche.

FOTO PAGINA BACHECA

 

Si prema su “Tutti gli articoli”, appare una seconda pagina dal titolo “ARTICOLI [Aggiungi nuovo”] ed una paginata di bel 8 colonne. Ci sono i titoli di tutti gli articoli del momento a partire dall’ultimo con la possibilità di modifica di ognuno, mentre a sinistra rimane in nero ancora il menù precedente.

FOTO PAGINA ARTICOLI E RELATIVI ATTRIBUTI

Da questa pagina partono una sventagliata di possibilità. Se vogliamo la pagina dove mettere il nostro articolo, che abbiamo già per es. su file, si prema su “Aggiungi nuovo” Appare la pagina dal titolo “Aggiungi nuovo articolo”: a sinistra rimangono ancora in nero i menù precedenti, al centro
uno schermo bianco dove scrivere o memorizzare l’articolo, a destra i menù per agire sull’articolo (Formato, Pubblica, Categoria, Tags…)

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MEMORIE E COMPLESSITA’: relazione della prof.ssa Laura Pineschi

NBA Riccardo Fracassi e piaciuto questo post, come da mail all’Amministratore del 26-Marzo- 2018.

La relazione dal titolo “ memorie e complessità” denota, secondo la professoressa, un contesto sociale e didattico , che ne costituisce la base, un po’ datato, ma l’impianto ideologico è ancora condivisibile; per cui ella ne ritiene valida la pubblicazione sul Blog.

MEMORIE E COMPLESSITA’

IL PREMIO LETTERARIO “LA LUNA NUOVA” del 1996 e del 1997, proposto dall’Associazione Culturale “IL CHIASSINO” (Castelnuovo v.d.c.); a cura di Piero Pistoia

NBA Bhutadarma e piaciuto questo post, da mail all’Amministratore del 11-lugli-2018.

IL PREMIO LETTERARIO “LA LUNA NUOVA” DEL 1996

Nel 1996, l’Associazione Culturale “Il Chiassino”, nata nell’autunno 1987 a Castenuovo Val di Cecina, come informò il coordinatore Fabio Giovannetti, personaggio attivo di grandi idee ed entusiasmo, oltre a proporre e svolgere molte altre iniziative culturali (gestire la biblioteca comunale, il servizio “Informagiovani”, il collegamento con Internet…), istituì al tempo fin dal 1991, ogni autunno, il Premio “La luna Nuova”, dapprima come concorso di poesia e poi, dal 1995, come concorso letterario con una sezione aperta anche ai giovanissimi scrittori e poeti. Le opere alla premiazione venivano lette e “illustrate” con sottofondi musicali e con immagini (utilizzando grandi schermi), creando un ambiente di sicuro coinvolgimento ed un’atmosfera veramente suggestiva. Le opere vincitrici del concorso 1996 furono ospiti de “Il Sillabario” cartaceo n° 1 1997, ed oggi, 2018, le riproponiamo su questo blog, come esperienza culturale significativa e riccamente emotiva, da ricordare e magare riproporre anche dopo più di venti anni.
Il racconto che segue del signor Cirano Andreini di Pistoia, vincitore del primo premio di Narrativa, ha come protagonista il Tempo con la lettera maiuscola, cioè una strana entità personale, e su questi concetti di tempo ambigui e ‘fabulosi’ vorrei divertirmi un po’ a disquisire a braccio, onde costruire un po’ di background azzardato allo stesso racconto.

Cenni ‘a braccio’ al concetto di Tempo nella scienza e nella narrazione

Le leggi della fisica non distinguono il passato dal futuro (vedere il concetto di tempo cercando tempo in questo blog). Si dice che sono simmetriche rispetto al tempo. Anche in quei fenomeni fisici che sembrano evolvere necessariamente in un certo verso (tutte le frecce del tempo che contano nel cosmo: per es., per situazioni che coinvolgono molecole, la freccia ‘guarda’ dall’ordine verso il disordine o caos; per il calore, da una sorgente calda ad una più fredda, ecc.), saranno prima o poi riscontrabili “ricursioni” statistiche (Poincarè), riconducibili alla sottostante simmetria temporale delle leggi. Basta avere pazienza ed aspettare, direbbe Feynman. Così continuando a mescolare un mazzo di carte, inizialmente ordinato, potrebbe ritornare allo stato iniziale, anche se altamente improbabile. Così l’entropia, che in sistemi isolati si dice aumenti sempre di valore, in funzione del  ‘disordine’, dovrebbe spontaneamente diminuire. Addirittura anche l’energia calorica e luminosa emessa dal sole dovrebbe ritornarvi indietro, come onda alla sua sorgente di emissione (infatti nella soluzione matematica della equazione delle onde appare una delle radici altamente improbabile per gli umani, questa, e quindi rifiutata). Ma proprio perché, nei fenomeni della vita irreversibili, battono il tempo orologi inesorabili, misura dell’efficienza dei sistemi biologici, biofisici e biochimici, sembrano prendere senso dubbi sull’idoneità del tempo reversibile delle leggi della scienza. Il tempo allora è solo un accidente dietro l’altro? O il Tempo, come per il Cappellaio di Lewis Carroll, è una Persona a cui Alice potrebbe “sussurrare una parolina” e, se in buoni rapporti, egli potrebbe eseguire tutto ciò che le fa piacere, con l’orologio? E’ il tempo che, creando, moltiplica le specie in Natura, le opinioni in società, gli Stati nella Storia, le idee nella Scienza, la diversità ovunque? E’ il Tempo Bergsoniano l’agente che si alimenta del Terzo mondo popperiano e poi crea? O crea ex-abrupto senza legami con la storia, come nella teoria evoluzionistica degli “Equilibri Punteggiati”? Il Tempo crea attraverso gli oggetti della Natura, oggetti inanimati ed animati, come pietre, cristalli, piante, animali, scienziati, poeti (per certi versi Feyerabend)? La diversità allora non è forse arte e poesia (per certi versi Bergson e Gould)?

Per approfondire le argomentazioni della scienza sul concetto di tempo, cercare in questo blog i Posts  “Concetto di Tempo”.

Il racconto che presentiamo si inserisce metaforicamente in questo dibattito, ben lungi dall’essere esaurito, narrando di una data realtà cavalcata da un Tempo che ora salta in avanti ora torna indietro, secondo sconosciuti intenti trascinando seco un presente attonito e confuso. Il sacerdote del Tempo, il Traghettatore, osserva e “tipizza” personaggi, animali e paesaggi attraverso una ironia sottile sulle “cure” umane, con nebulose risonanze, nella forma e nel contenuto, proprie dei romanzi cervantiani.

Piero Pistoia

Quando avete letto nel link, tornare indietro a leggere il seguito del post!

Chi vuole leggere il racconto e le due poesie vincitrici del premio  del 1996 in pdf, cliccare sul link: CHIASSINO0001

Altrimenti leggere di seguito:

 

PREMIO LETTERARIO “LA LUNA NUOVA” DEL 1997

N.B. – Per tornare indietro dai links, cliccare sulla freccia in alto a sinistra!

Pubblichiamo anche un racconto che si è classificato nella edizione del Premio “LA LUNA NUOVA” del 1997, sempre di Cirano Andreini.

Per leggere il racconto in pdf cliccare sul link: CHIASSINO10001

Il sonetto di intermezzo, “XVI”, di Rainer Maria Rilke, ripreso da “Sonetti a Orfeo”, è stato commentato già in questo blog.