L’UOMO, LA BESTIA E L’ALBERO, Pensieri difformi; del dott. Piero Pistoia; intermezzo: due poesie di Lorella Nardi di riferimento

Art. trasferito dal sillabario cartaceo, 3 1996. inserto della Comunità di Pomarance. Il contenuto dei rimandi ad altri numeri del Sillabario, presenti in esso, può essere letto anche ‘cercando’ in questo blog.

Per leggere l’articolo in PDF, cliccare su:

UOMO_BESTIA_ALBERO

 

Altrimenti continuare a leggere di seguito.

 

DA INTEGRARE E PRECISARE….

LA POESIA ARCANA DEL POETA VOLTERRANO MARCELLO VANZI con intermezzo; a cura di Piero Pistoia

INTERMEZZO: pittura di  Gabriella Scarciglia

MEMORIA DI PAESE

Ho riudito l’uccello piumato dei monti
librarsi davanti alle cattedrali di castagni
in questo silenzio universale di ricordo –
passaggio di un tempo felice di equinozi
quando tu – mia cara – accompagnavi
la mia trepida attesa sulle sponde
di questo paese appenninico –
e le acque dei torrenti scendevano
caste da altitudini polverose
e non c’era pensiero di morte
nei nostri occhi innamorati.
Ho riudito il passo della volpe
avvicinarsi nel brivido degli abeti –
anche allora parlavamo del rifugio
nelle sere di montagna – quando
i greggi transitavano da nord
e baciava il cielo le case del paese
con quelle ombre lunghe dietro Villa Ada
e silente il pensiero cadeva in spazi d’erbe.
Ora si torna nel perimetro sentimentale
più curvi – senza il fascino più di quelle attese –
ora i boschi ed i monti hanno il colore
crudele ed esangue delle cose perdute –
ora il paese conduce le sue gemme in questa estate –
non più pastori a chiamare crepuscoli
non più le onde degli antichi abbracci –
andiamo cara – nel vortice esasperato
di giorni ed albe lunari – nostro dolce paese – addio

(Marcello Vanzi)

Per leggere le tre poesie precedenti, con possibilità di ingrandimento, cliccare su:

(Marcello Vanzi)

 

Per leggere la poesia di Vanzi dal titolo “Frammenti” in pdf, trasferita dalla “Spalletta” del 19-06-2018 (direttore PIETRO GASPARRI) cliccare su:

VANZI0001

 

 

SPERIMENTAZIONE POETICA A CURA DI PAOLO FIDANZI

 

Per leggere in pdf il contributo di Piero Pistoia a questa sperimentazione, cliccare su:

MEMORIA_pistoia0001

 

ALTRIMENTI CONTINUARE A LEGGERE IN JPG

ALTRO TENTATIVO DI TRASFERIMENTO (2 pagine in JPG)

GIORGIO CAPRONI E L’AIKU NEL PROCESSO FORMATIVO DI UN NUOVO MOVIMENTO POETICO

(rivisitato dall’inserto Il Sillabario cartaceo, 4 1998)

UNO ZIBALDONE DI BREVI RIFLESSIONI (democrazia, addomesticamento, anything goes (Feyerabend), Eraclito, evoluzione, ed altro) SU CUI MEDITARE, a cura del dott. Piero Pistoia

 

ERRATA  CORRIGE – Alcuni di questi frammenti sono stati trasferiti da alcuni numeri de ‘Il sillabario’ cartaceo  di cui Piero Pistoia era direttore culturale; oggi esso è promotore del Sillabario2013 insieme ad altri e, di fatto solo per necessità (pro bono), esercita la funzione non ufficiale di coordinatore. Così la scrittura ‘Direttore culturale’ in questo post, va sostituita con ‘Coordinatore’ (NDC).

LINKS INTERNI ALLE ‘BREVI RIFLESSIONI’ VERSO IL FONDO del POST (le prime riflessioni delle dieci, sono accessibili scorrendo)

EPIGENESI(cenni)
M. Boockin: Felicità e Piacere
La danza di SHIVA di P. Pistoia
Costruzione della Conoscenza (flash) di P. Pistoia
Considerazioni sull’evoluzione (flash) di P. Pistoia

NB – Questi links ‘colpiscono’ qualche rigo sotto l’obiettivo!

ECCLESIASTE (9,11 – 12)

UNO ZIBALDONE DI RIFLESSIONI SU CUI MEDITARE

N.B. – La bibliografia a nome di Piero Pistoia può essere cercata su questo blog

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A cura del dott. Piero Pistoia

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Considerazioni sull’evoluzione (flash) di P. Pistoia

Cliccare sul seguente link:

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Costruzione della Conoscenza (flash) di P. Pistoia

>UN PENSIERO SULLA COSTRUZIONE DELLA CONOSCENZA (NDC)

La conoscenza non si costruisce per tentativi ed errori, ma per ‘tentativi creativi’ ed errori, che un einfunlung specifico attiva, trasformando un ambiente ‘caotico’ in uno ‘stocastico’ (da greco stocàzomai =tirare una freccia con l’arco su un bersaglio). Si tratta però di una “creatività”  da “dentro” e non da “fuori”! Creatività che partecipa  anche degli eventi della memoria biologica – astrologica (forse) (dalla pietra, alla pianticella spontanea all’albero della macchia, dall’acqua, all’aria, alla terra: eventi della vita che suggeriscono ipotesi per la vita),  oltre alla memoria culturale in stadi successivi, che spiegano un fitting che migliora sempre più nel futuro, richiamato da un matching regolativo foggiato dal marasma evolutivo.

Piero Pistoia

La danza di SHIVA di P. Pistoia

LA DANZA DI SHIVA (NDC)

Dietro la danza di Shiva non c’è solo la fine, la morte termodinamica, ma anche l’inizio. La distruzione ha significato evolutivo, nel senso che alla fine di essa si aprono alla vita nuove possibilità; riecheggia anche qui il concetto di enantiodromia eraclitea (vedere il post su questo blog). Solo se tali possibilità saranno inibite da un intervento esterno (per es., da quello umano) si ha l’estinzione definitiva!

La danza cosmica di Shiva, la dea della distruzione/creazione dell’Olimpo che sopravvive, con la compagna binaria del sole, sembra perturbi, attraversando la nebulosa di Hoote, le traiettorie delle comete che ‘piovono intorno alla terra. Così sembra infatti che la compagna binaria del sole passi ogni 26-28 milioni di anni, nei dintorni della nebulosa origine delle comete, venendo a controllare la vita e la morte sul nostro pianeta. Per questo qualcuno chiamò appunto Shiva la ‘gemella del sole.

Piero Pistoia

UN PENSIERO AZZARDATO, UNA “CAZZATELLA”  SUL NOUMENO

Certe proposizioni qualitative-descrittive pur sperimentali ‘lette’ dall’occhio umano, non si modificano aumentando la precisione dello strumento. Così sembra che le proposizioni che attengono ai cambiamenti in valore o intensità di molte grandezze, per es. l’altezza di oggetti, la loro posizione, la loro velocità…;  le affermazioni del tipo “questi oggetti A e B hanno  altezze diverse”, o “Questi oggetti A e B sono in posizioni diverse,; A e più vicino a me di B…”, o “A va più veloce di B”….Un essere capace di vedere il Noumeno non percepirebbe la stessa cosa? Allora, se fosse così, noi non dovremmo percepire qualcosa del Noumeno, cioè una parte di esso, indipendentemente dal significato intrinseco di A e B e dello spazio in cui sono situati?

Piero Pistoia

M. Boockin “Felicità e Piacere” di V. Pedrinazzi

M. BOOKCHIN: SULLA FELICITA’ ED IL PIACERE

Vittorio Pedrinazzi

EPIGENESI(cenni)
BREVE DEFINIZIONE PROVVISORIA E PROBLEMATICA DI “EPIGENESI”
L’Epigenesi è un processo secondo il quale, durante lo sviluppo ontogenetico degli individui, l’ambiente esterno riesce a incidere tracce sul DNA con possibilità di modificare il pool genetico (?) in maniera che la traccia incisa sia trasmessa alle successive generazioni (è un Aspetto Lamarchiano?). Cioè, le esperienze di vita possono modificare il DNA in maniera così consistente da trasmettere le modifiche alle generazioni future? Insomma le modifiche del mio sistema cerebrale dovute all’azione della cultura (se ci fossero state) saranno state trasmesse anche ai miei due nipoti? L’allungamento del collo delle giraffe nel corso della loro evoluzione dovuta allo sforzo continuo durante la vita per raggiungere le foglie divenute sempre più alte sugli alberi, anche questo può aver contribuito a produrre l’attuale collo lungo della giraffa?

Piero Pistoia

Per chi volesse rispondere agli interrogativi, ao123456789vz@libero.it.

ESPERIMENTO DI INTERPRETAZIONE: R. Jeffers “Un po’ troppo astratto”, commento alla poesia proposto dalla dott.ssa prof.ssa Susanna Trentini, al tempo studentessa; note del coordinatore (P. Pistoia)

PREMESSA DEL COORDINATORE

Oggi la dott.ssa Susanna Trentini – al tempo dello scritto, studentessa universitaria –  è docente di Lettere, laureata con lode. La breve presentazione al post è di Piero Pistoia, al tempo, Direttore Culturale del Sillabario cartaceo, da cui l’art. è stato ripreso (Il Sillabario  4-1998), e attualmente esercita, di fatto e per necessità, la funzione di coordinatore non ufficiale di questo blog (pro bono). Al termine una ‘fresca’ poesiola di Umberto Ghilli, al tempo, di 7 anni, con la presentazione del suo babbo dottor Lorenzo, medico.

N.B. – Questo esperimento da condurre secondo i criteri illustrati nella premessa (cioè commento su una poesia senza conoscere niente sull’autore) fu affidato ad una studentessa universitaria geniale, attualmente laureata con lode e docente in Lettere, Susanna Trentini, che accettò l’incarico. Al lettore è lasciato il verdetto.

Un analogo esperimento continuerà con la stessa autrice su altre due poesie: Miloz ‘Elogio della ragione’ e Montale ‘Ho sceso, dandoti il braccio’..VEDREMO.

Un altro  dei commenti che riflette le nostre aspettative e meglio risponde ai nostri criteri (da prendere come esempio lapalissiano di efficace presentazione di un’opera d’arte) è il sublime commento del poeta Veracini relativo alla poesia di W. Szymborska, ‘Un appunto’, in cui esplodono i punti emotivi nel raccontare un ‘appunto’ di vita. Lo stesso poeta-pittore Fidanzi commenta un’altra poesia di Wislawa con una sua poesia personale e ‘commenta’ Guernica di Picasso, cioè una pittura, con tre  musiche in successione: sinfonia di Shostokovich, serenade di Shubert, fuga di Bach.

Qualsiasi manifestazione artistica può essere commentata efficacemente soltanto con  un’analoga forma di arte o anche con altre tipologie artistiche? (per es., una pittura commentata con una poesia o con una musica o con svariate altre combinazioni). Controllare su questo blog.

Non è trascurabile che questi scritti di interesse didattico, nominati nel curriculum e valutati dal MIUR, portino spesso punteggio per la carriera!

Per leggere il commento e l’intermezzo cliccare su:

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RADIAZIONE SOLARE: UNA LEZIONE INTRODUTTIVA SUL BILANCIO TERMICO NELLA ATMOSFERA del dott. Piero Pistoia

Per leggere in pdf una traccia del curriculum dell’autore cliccare su:

 

<object class="wp-block-file__embed" data="https://ilsillabario2013.blog/wp-content/uploads/2023/04/piero-pistoia-curriculumok-1-26.pdf&quot; type="application/pdf" style="width:100%;height:600px" aria-label="<br>


piero-pistoia-curriculumok-1-26
Download

PREMESSA

In questa lezione propedeutica si forniscono le nozioni di base per affrontare lo studio del Bilancio Termico nell’atmosfera, in particolare nella troposfera; questa prima parte può essere considerata una premessa necessaria a qualsiasi “discorso” per continuare a razionalizzare questo argomento, sia, nel caso più auspicabile,  di un aggiornamento personale successivo (autoaggiornamento), sia per comprendere ed assimilare,  una eventuale seconda parte, se andrà in porto, ancora da scrivere, ma in progetto.

Per leggere l’articolo in PDF cliccare sul link che segue, altrimenti leggere in successione:

BILANCIO_TERMICO_ ATM0001

DA CONTROLLARE E CONTINUARE CON PRECISAZIONI ED INTERMEZZI…..

TEMI SCOLASTICI: ‘QUALE CULTURA’ e ‘VOCI DI POETI A CONFRONTO’; scritti dalla studentessa Silvia Pisaneschi

N.B. – I commenti, le note, le precisazioni e l’organizzazione dei testi o delle foto nei posts, come anche l’inserimento su internet dei lavori, nel bene e nel male,  praticamente sono e sono sempre stati,  in ogni occasione e ‘per ogni dove’, a cura di Piero Pistoia (lavoro siglato: NDC)! anche se non direttamente esplicitato (salvo rare eccezioni).

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I seguenti temi scolastici, assegnati dalla  docente prof.ssa Nara  Pistolesi, furono scritti da Silvia Pisaneschi, al tempo studentessa al triennio del Liceo Classico ‘Carducci’ di Volterra, oggi dott.ssa in medicina.

Vengono riproposti sul nostro blog non solo per  la rilevanza dei loro contenuti, ma anche come esempio non trascurabile di possibile utilizzo di questo blog nei curricula scolastici e non solo.

Il primo, che riguarda il significato del concetto di Cultura (‘Quale Cultura’) che oggi, nel cuore di una ‘globalizzazione ragionieristica e spesso selvaggia’,  sembra fortemente polisemico (tutto è cultura!) e irriguardoso del suo contenuto formativo ed educativo originale,  può essere letto in pdf cliccando sul seguente link:

CULTURA_PDF_Pisaneschi

Il secondo, ‘Voci di poeti a confronto’, riguarda il commento comparato, stringente e qualificato, di una poesia di Giacomo Leopardi, ‘A se stesso’ con quella di Eugenio Montale, ‘Mia vita,  a te non chiedo lineamenti’, ambedue riportate su questo blog e commentate a più voci, anche dalla stessa docente che le aveva proposte al confronto, in particolare quella di Leopardi; ma  in ambedue vede nell’indifferenza il bene di vivere.

Per leggere questo secondo tema cliccare sul link successivo

poesie_confronto_pisaneschi30001

A SE STESSO

Or poserai per sempre,
Stanco mio cor. Perì l’inganno estremo,
Ch’eterno io mi credei. Perì. Ben sento,
In noi di cari inganni,
Non che la speme, il desiderio è spento.
Posa per sempre. Assai
Palpitasti. Non val cosa nessuna
I moti tuoi, nè di sospiri è degna
La terra. Amaro e noia
La vita, altro mai nulla; e fango è il mondo
T’acqueta omai. Dispera
L’ultima volta. Al gener nostro il fato
Non donò che il morire. Omai disprezza
Te, la natura, il brutto
Poter che, ascoso, a comun danno impera
E l’infinita vanità del tutto

Giacomo Leopardi (dai ‘Canti’)

MIA VITA, A TE NON CHIEDO LINEAMENTI

 Mia vita, a te non chiedo lineamenti
fissi, volti plausibili o possessi.
Nel tuo giro inquieto ormai lo stesso
sapore han miele e assenzio.

Il cuore che ogni moto tiene a vile
raro è squassato da trasalimenti.
Così suona talvolta nel silenzio
della campagna un colpo di fucile.

Eugenio Montale (da ‘Ossi di Seppia’)

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Da notare come intermezzo in quest’ultimo articolo appare un’opera dello scultore volterrano Mauro Stefanini; chi volesse leggere un commento sulla sua scultura, e vederne altre, cliccare da Google il suo nome.

I due articoli sono stati rivisitati da IlSillabario N.3-1997-1998

ANCORA DA COMPLETARE

POMARANCE: UNA BREVE PASSEGGIATA FLORISTICA A SCANSIONE MENSILE, PARTE SETTIMA; a cura di Sofia; possibili note del coordinatore (NDC) piero pistoia

piero-pistoia-curriculumok (#)

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PREMESSE –  dott. Piero Pistoia (NDC)

Continua il monitoraggio botanico-educativo, mappatura delle piante selvatiche, a scansione mensile, lungo un percorso, alla periferia del paese di Pomarance, che, inserito nel paesaggio floristico della Val di Cecina, ne riflette, in prima istanza, le sue caratteristiche botaniche essenziali. Data la vicinanza delle Scuole, potrebbe, nel tempo, se mai la Buona Scuola diventerà attiva, essere utilizzato anche per passeggiate scolastiche culturali ad uso didattico (infatti la comunicazione non sarà meramente descrittiva, ma spesso inserita in un processo di costruzione-scoperta, cioè nei contesti delle OSSERVAZIONI SCIENTIFICHE scolastiche),  e in generale come stimolo all’osservazione guidata della Natura Spontanea della zona, e non solo (se è vero che la vegetazione dell’Italia e delle altre Nazioni limitrofe, circa nella stessa fascia di latitudine, risente mediamente del clima dell’area mediterranea), per ravvivare il concetto di diversità biologica e rinnovare un nuovo patto con la Natura.  E questo è CULTURA! forse più significativa e formativa di altre e senza consumare risorse.

Riflessioni spurie

Se riesci a  ‘nominare’ una piantina dal ricordo, la più insignificante, la più nascosta e sconosciuta,  la riconosci e la inserisci nel tuo quotidiano (per te allora inizierà ad esistere nel Tutto!). Forse potrebbe essere possibile cogliere un parallelo, anche se a livello minore di consapevolezza e di interazione, fra il ‘nominare’ la pianticella e lo straordinario  processo reciproco di addomesticamento fra il Piccolo Principe e la volpe, nel famosissimo grande libello di Antoine De Saint-Exupery! Il ‘nominare’ non è forse il primo passo dell’addomesticamento? La piantina può ‘identificarti’ attivando qualche sconosciuta reazione chimica della sua biologia? Se tale reazione si esplica con un impulso elettro -magnetico, sarebbe possibile misurarlo con un particolare amplificatore? O la misura risulterebbe impossibile perché l’energia da misurare sarebbe così piccola da uscire a sinistra dell’intervallo di tolleranza della misura ovvero si perderebbe nel ‘rumore di fondo’ dello strumento?  Mi ricordo di  tentativi di progetti di circuiti riportati su riviste di elettronica  di anni fa (se possibile ne riporteremo uno) con questi obbiettivi. Le strane associazioni di pianticelle selvatiche, che talora meravigliano, sono volute dal caso? Forse sì, ma non lo sappiamo fino in fondo per la mancanza delle infinite informazioni relative a questi eventi sulla reciproca interazione, sulle interazioni con le comunità di animaletti ad esse associati (insetti, batteri,..), … e sulle interazioni di associazioni lontane nel tempo e nello spazio  attivate dalla loro presenza (interazioni fra segnali debolissimi fra eventi sperduti nello spazio-tempo).  E’ molto probabile che segnali di comunicazione, intra ed extra specifici, esistano (si pensi al fenomeno multiforme del parassitismo e alle sue interazioni, es., cistus-ipocistus…, alla congerie di piccoli animaletti che brulicano nelle associazioni spontanee e non, all’impollinazione, ecc.). Sarebbe da rendere più operativa una disciplina (che potrebbe chiamarsi Etologia Botanica) da sviluppare e su cui investire, se possibile per es., anche sul piano delle nanotecnologie,  per ripulire il segnale dalle energie spurie e permettere misure ed esperimenti, ovvero progettare metodologie statistiche capaci, tramite analisi di molti dati, di focalizzare un segnale rilevante.  Da ricordare che l’ Universo (il Creatore?), è, comunque, uno dei più potenti e precisi registratore di eventi! e mai evento forse si perde (si pensi, per es., alla risurrezione o al trasferimento dei corpi e del loro spirito in molte religioni).

Forse il problema della rilevanza ‘metafisica’ del nome, per certi versi, è anche sottolineato nel film denso e criptico “La Grande Bellezza”, quando la Santa, piccola e rannicchiata al centro dei grandi Trampolieri bianchi, arrivati lì anche per riposare, sussurra allo scrittore che la intervistava, “Io conosco l’unico e vero nome di ognuno di essi“, come l’Universo; ‘di ognuno di essi’, forse perché ogni individuo di ogni specie, possiede un DNA diverso!

EINSTEIN:  la logica ti porta da A a B; l’immaginazione dovunque!     PLATONE: la ‘Verità’ è altrove!

Quando i fenomeni in studio sono  complessi non escludiamo a priori anche qualche valutazione al di là della fisica e del buon senso, che, anche se guardano, ‘vedono’ solo da vicino! mentre il senso comune non  riesce a fare neppure quello.

COME NELLE ALTRE  PARTI I TESTI QUALIFICATI DI RIFERIMENTO PER QUESTO LAVORO SULLE PIANTICELLE SELVATICHE SONO PRINCIPALMENTE I SEGUENTI (consigliamo i lettori, interessati da questi posts, di  procurarseli per i riferimenti, l’approfondimento e la qualificazione delle biblioteche personali!) :

EUGENIO BARONI “GUIDA BOTANICA D’ITALIA” Ed. CAPPELLI

PIETRO ZANGHERI “FLORA ITALICA Vol. I-II” Ed. CEDAM        

SANDRO PIGNATTI “FLORA D’ITALIA Vol. I-II-III” Ed. EDAGRICOLE

EDUARD THOMMEN “ATLAS DE POCHE DE LA FLORE SUISSE” EDITIONS BIRKHAUSER BALE.

N.B. – Il testo precedente di THOMMEN è stato perduto e sostituito dal testo acquistato ad hoc:

E. THOMMEN e A. BECHERER con lo stesso titolo, ma con EDITORE, SPRINGER BASEL AG; più recente, comprende anche le nazioni straniere limitrofe. Si tratta della sesta edizione redatta da Aldo Antonietti. 

VENGONO ANCHE CONSULTATE DUE GROSSE ENCICLOPEDIE SUL REGNO VEGETALE, L’UNA EDITA DA VALLARDI E L’ALTRA DA RIZZOLI; E SVARIATI ALTRI TESTI SECONDARI DI DIVERSE CASE EDITRICI CHE NOMINEREMO QUANDO NECESSARIO.

A questi testi si farà continuamente riferimento esplicito e si spera che Autori ed Editori permetteranno di trasferire ogni tanto anche qualche disegnetto schematico, ‘DESSINS AU TRAIT’, di chiarimento, dai testi  a questo post, precisando sempre e con cura le coordinate da cui  estratto.  Gli unici obiettivi di questo lavoro, infatti, sono e rimarranno solo quelli di ‘costruire’ e comunicare didatticamente cultura, per quanto ci riesce, sempre del tutto gratis (questo blog non ha alcun fine di lucro ed è autofinanziato). Comunque siamo disponibili nell’immediato a qualsiasi intervento su questo post ed altri su avvertimento (al limite, se necessario, anche a sopprimerli!)

Il testo teorico di riferimento sarà:

Carlo Cappelletti “BOTANICA, Vol.  I° e Vol II°”, UTET

VERRANNO USATE NELL’OCCASIONE ANCHE LE SCHEDE RIPRESE DA UN TESTO SCRITTO DA DUE RICERCATRICI DELL’UNIVERSITA’ DI PISA:

Dott.sse GABRIELLA CORSI ed ANNA MARIA PAGNI

 “STUDI SULLA FLORA E VEGETAZIONE DEL MONTE PISANO”;  Arti Grafiche Pacini -Mariotti, Pisa

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CONTINUANO LE PREMESSE (NDC)

LE PIANTINE DI APRILE 2017 NEL PERCORSO BOTANICO

Avevamo trapiantato una delle piantine da interpretare per registrarne la crescita.

SEGUONO LE FOTO DELLA PIANTINA DURANTE LA CRESCITA, ANCORA DA CLASSIFICARE (prime ipotesi: Rosacea, Apiacea, forse un sedano o prezzemolo selvatico)

PRIMA FOTO IN VASO

Come si vede dalle foto il butto centrale ha foglie con caratteristiche diverse da quelle basali laterali e si presume porterà alla cima fiori e infiorescenze, le sue foglie sono  strette e lanceolate pennato sette.   I lobi delle foglie iniziali (basali: livello zero) più rigide e scure (foglie davanti in basso della foto precedente, fotografate dopo anche ingrandite), sembrano più rotondeggianti  e forse meno incisi delle successive (foto precedente caule a destra e la foto subito qui sotto), pur mantenendo la forma  tendenzialmente romboidale. La forma dei fusti erbacei con le foglie è essenzialmente triangolare a ‘felce’.

Sopra: foglia caulina leggermente diversa dalle foglie della rosetta

Sotto: cima della nuova foglia da caule centrale (livello 1°)

Cima delle foglie di uno dei primi  butti centrali; i successivi hanno foglie quasi lineari; tali butti centrali iniziano in un punto del ramo (nodo) con l’apertura di una guaina da cui appare una gemma (vedere foto)

Cima di una foglia di prima nascita (livello zero)

Cima ingrandita della precedente foto

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Confronto fra foglie iniziali e quelle successive

Oggi 23 Aprile 2017 la piantina precedente ha fatto tre gemme, sui cauli centrali, con  fiori abbozzati (forse) ad infiorescenza  ombrellifera come avevamo previsto.

Sopra, tre gemme fiorifere e foglie filiformi amplessicauli

Sotto: oggi 25 aprile una gemma sta esplodendo  in  una infiorescenza ad ombrella corroborando l’ipotesi di una Apiacea o Umbellifera; per il genere e la specie ancora da vedere.

DA SEGUIRE ULTERIORMENTE LA CRESCITA

FINE NDC

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PASSEGGIATA BOTANICA DI SOFIA; 4 aprile 2017

Passeggiata del 4 aprile 2017

  1. All’inizio della strada vicinale, proprio all’angolo con Via dei Filosofi, ho fotografato questa Brassicacea., che si ripete anche durante il resto del percorso. (Capsella bursa _pastoris)
  2. Vicinissima alla Borsa _pastore ci sono dei cespugli di Fumaria…….. (Credo officinalis). Sono visibili anche i suoi piccoli frutti ancora verdi.
  3. Sulla dx, di fronte alla apertura che porta a S. Anna, nel cespuglietto della foto, (dove inizia una specie di viottolo che segue i campi) ho notato, anche se ormai a fine fioritura, un ‘Giacinto romano’: Bellevalia romana. Non è facile trovarne, è una piantina poco comune. E’ stata riclassificata tra le ‘Asparagaceae’.
  4. Poco più avanti, sulla sx, nelle vicinanze del cartellino dell’Asteriscum, sono fioriti dei piccoli ‘Muscari neglectum’ (pure questa ‘Asparagacea’)
  5. Altra Asparagacea, sempre vicino al cartellino, ho notato l’Ornithogalum umbellatum (latte di gallina comune)

GERANIACEAE DA CONFRONTARE:

  1. Erodium malacoides……o forse alnifolium. Questa pianta è visibile all’inizio della strada, nell’angolo dx dell’incrocio Vicinale S. Anna e Via Filosofi.
  2. Due Geraniacee a confronto: rotundifolium e robertianum (con probabilità)
  3. Geranium robertianum
  4. Geranium rotundifolium
  5. Geranium sanguineum

Queste 3 specie si trovano tutte quante vicinissime, nel tratto di strada mostrato dalla foto. Colonizzano il ciglio e l’argine della via, sia a dx che a sx. Sono specie molto simili tra loro, si differenziano dalla forma delle foglie, ma per l’esatta identificazione, dovremmo aspettare la maturazione d e i frutti…… Simili anche loro, ma potrebbero essere di aiuto.

E’ comunque interessante osservare e confrontare ben quattro di queste piccole specie, appartenenti tutte alla stessa famiglia e così vicine da individuare!

SEGUONO NELL’ORDINE LE 10 SERIE DI FOTO SOPRA NOMINATE DI SOFIA

PRIMA SERIE – Capsella bursa-pastoris (quattro foto)


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SECONDA SERIE – Fumaria officinalis (5 foto)

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TERZA SERIE – Bellevalia romana (5 foto)

Sulla destra è posto la grossa pietra di calcare marnoso di ingresso a S. ANNA, nascosta dal cespuglio e si intravede appena la punta a destra; foto circa da ovest ad est

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SERIE QUARTA – Muscari neglectum (6 foto)

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SERIE QUINTA – Ornitogalum umbellatum (3 foto)

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SERIE SESTA – Erodium malacoides (7 foto)

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SERIE SETTIMA – Due Geraniacee a confronto (1 foto)

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SERIE OTTAVA – Geranium robertianum (6 foto)

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NONA SERIE – Geranium rotundifolium (5 foto)

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DECIMA SERIE – Geranium sanguineum (5 foto)

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SERIE UNDICESIMA – ZONA GERANI (1 foto)

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NDC

Foto di Piero Pistoia di G. sanguineum, trapiantato

LA PASSEGGIATA BOTANICA DI SOFIA DEL 22 APRILE 2017

CON RELATIVI COMMENTI E FOTO

Passeggiata del 22 aprile

  1. Credo che saper riconoscere con certezza una Apiacea, non sia proprio così semplice… Ho notato che la nostra piantina ‘ignota’ ostenta le sue foglioline basali in diverse varianti e per la maggior parte dei casi cresce prevalentemente al margine della fossetta della strada. Stropicciando le sue foglie con le dita emette un odore che ricorda quello del finocchio o del sedano. Naturalmente per la sua identificazione la terremo in osservazione fino alla fioritura, fino a controllarne i semi. Per ora gli azzardi di ipotesi potrebbero suggerire una certa rassomiglianza con l’Apiacea: ‘Oeante pimpinelloide’=finocchio acquatico. Vicino alla nostra piantina ignota, ho fotografato anche quella di un finocchio, proprio per poterla confrontare con un’altra Apiacea.
  2. Amaryllidacee a confronto: Allium roseum; Muscari comosum; Porro selvatico Si possono trovare lungo tutto il tratto del percorso, ma le foto si riferiscono alle piantine che colonizzano tutto l’argine che va dalla traversa per San Pietro al Ponso.
  3. E’ diventata una consuetudine l’osservazione del piccolo slargo erboso, che si apre di fronte all’indicazione di Sant’Anna. Di solito, nascosta tra i cespugli, spunta sempre qualche specie più insolita del resto del percorso. Ne è la prova questa piccola Plantaginacea, che non fiorirà prima del prossimo mese…. Speriamo resista ai vandalici tagli primaverili dell’erba!!!
  4. Osservazione di 2 Fabacee: Vicia sativa (Veccia comune) e Hedysarium coronarium (Sulla). Le foto si riferiscono al tratto di percorso tra il Ponso e San Domenico.
  5. Quasi davanti al pelago, sta fiorendo la Salvia verbenaca, sempre sul ciglio dx della strada.
  6. Davanti al pelago ho osservato 2 specie diverse di Ranuncolacee. La prima con i fiori più grandi e consistenti si trova sul lato sx, nella fossetta proprio vicino alla rete del pelago. L’altra invece colonizza gran parte del campo di fronde sul lato dx ed ha ramoscelli e fiori molto più esili.
  7. Poco prima del Ponso, sempre sulla dx, ci sono dei cespugli di Cariofillacee. Ho cercato di confrontare le differenze di una Silene molto appiccicosa, che credo si chiami Silene italica, con una Silene Alba.
  8. Anche quest’anno è ancora presente l’Erba vajola (Cerinthe major), sul lato sx della strada, quasi vicino all’asfalto, in corrispondenza della discarica di letame. La pianta è piccolissima, ma già mostra la sua bella fioritura.
  9. Curiosità. Poco prima del Ponso, lato dx, sui rami bassi di una Roverella ho notato questa escrescenza dovuta a parassiti, diversa da quelle che avevo visto fino ad ora.

    1 – QUATTRO FOTO SCATTARE ALLA APIACEA INCOGNITA

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INTERMEZZO: NDC PIERO PISTOIA

Trapiantai in un vaso la piantina ‘ignota’, all’inizio della sua crescita, che è stata più veloce rispetto alle ‘compagne’ rimaste in posto (una specie di esperimento) e oggi (28-04-2017) posso ricavarne le seguenti informazioni:

1 – le prime foglie della rosetta di base (di zero ordine) presentano nei 360 gradi lo stesso sviluppo  come nella foto (vedere anche le altre foto precedenti relative alla pianta in vaso, anche se meno chiare di quelle di Sofia, con i relativi commenti):

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2 – Successivamente appaiono cauli centrali di diametro maggiore alla base, che ai nodi si slabbrano in guaine che si prolungano nelle foglie  (di primo ordine) completamente sette (La max: 2-3 mm ; Lu-max: 10-15 cm) e l’ elemento che resta prolunga il ramo rigato (vedere schema); vedere foto che riporta una foglia del primo livello:

FOTO DI RIFERIMENTO DEL PRIMO LIVELLO

3 – Le foglie  del secondo ordine, che prolungano la guaina come tutte,  sono  sempre più strette e lineari; subito prima delle gemme fiorifere, situate sempre sul prolungamento dell’ultimo segmento del ramo, le foglie sono diventate filiformi (foglie del quarto ordine); le gemme fiorifere, già apparse nella piantina dell’esperimento, stanno iniziando la fioritura in una ombrella semplice con una decina di peduncoli (vedere foto e schema):

Da queste foto sembra che, se si tratta del genere OENANTHE,  forse si può escludere la specie O. acquatica a causa della foglia presso l’infiorescenza; ripresa da Zangheri (op.cit.):

Mi sembra che per controllare l’ultima proposta di ipotesi di Sofia, OENANTHE pimpinelloides, basterebbe controllare le radici (filiformi con ingrossamenti a fuso diffusi) e la forma dei semi, naturalmente se è accettabile il nome del genere. Comunque ciò che sembra certo è che la famiglia sia una Apiacea e che le foglie siano difformi (almeno per  tre ordini o stadi) in funzione dello stato di sviluppo della piantina e quindi della sua altezza, fino a diventare sempre più filiformi e  intere nei pressi del fiore e lunghe una decina di cm. Ombrella con  una decina di peduncoli fiorali. Questi  aspetti rafforzerebbero l’ipotesi di Sofia. Se questa ipotesi fosse vera provare a descrivere i semi non ancora sviluppati! Questo informazione potrebbe corroborare o no l’ipotesi definitiva.

Errata corrige: nel testo le foglie del 1° livello sono considerate di livello zero (rosetta di base); quelle del secondo nella foto precedente, sono considerate del terzo livello; mentre le foglie del secondo livello sono quelle di una  foto precedente siglata “FOTO DI REFERIMENTO DEL SECONDO LIVELLO”; per cui la foto segnata come del terzo livello è in effetti del quarto. Quando avrò tempo riparerò e proporrò anche uno schema della nostra piantina sotto esperimento.

Lo Schema  della piantina ‘Finocchio acquatico’ , è riportato sotto; l’aggettivo ‘acquatico’, forse ci indica che la piantina potrebbe essere presente, nel nostro percorso, in particolare per es., dove il contatto fra la placca di calcare detritico conchigliare di basso spessore ed  il conglomerato a cemento argilloso sottostante, incontra la topografia; lì il terreno è certamente più umido.

 

 

Schema di P. Pistoia

Gemme si affacciano alla sommità della guaina verso foglie filiformi

Aspetto filiforme delle foglie del IV° ordine

Comunque è da precisare che  la semplificazione della descrizione con i livelli non esaurirà certamente le caratteristiche della piantina che è un essere vivente estremamente complesso in continua interazione con un ambiente pure complesso; così per esempio in un ambiente molto umido, riparato dal sole, con terreno opportuno è possibile che si debba aggiungere qualche altro livello intermedio per es.,  fra lo zero e il primo (vedere all’inizio del post, la foglia a destra della PRIMA FOTO IN VASO, e  la foto successiva della stessa foglia, con caratteristiche leggermente diverse dalle foglie della rosetta), così pure variano le altezze lungo i cauli su cui si situano i diversi livelli.

Oggi 21 Maggio 2017 ho notato nel percorso la presunta Apiacea (Ombellifera) Oenanthe pimpinelloides (finocchio acquatico), a intervalli, davanti all’argine della proprietà S. Anna, partendo dalla pietra di insegna, però a destra della strada (venendo da Pomarance), fino a vedere il vecchio arato sopra strada. Alcune piantine si notano anche a destra davanti alla proprietà S. Domenico; in ambiente più arido, le foglie della rosetta a superficie maggiore sono seccate.

Osservando in posto queste pianticelle che si ergono alte sopra delle altre erbe, può suggerirci una possibile ipotesi, che forse non sarà unica, sulla difformità dell’area della superficie fogliare, che tende a decrescere  dal basso verso l’alto del caule; infatti le foglie più basse, a partire dalla rosetta, dovranno avere maggiori superfici verdi, per sfruttare meglio i deboli raggi solari che le raggiungono, filtrando attraverso le erbe associate, rispetto alle altre salendo lungo i cauli.

Sono anche rifiorite varie altre pianticelle (es., la Nigella damascena, la candida Filipendula esapetala (?),… e, in via del Poderino, scendendo a sinistra, davanti al vecchio cancelletto dello stadio, dopo qualche anno, lì è rifiorita, bianchissima, l’Achillela millefolium, una piantina magica, della famiglia delle Composite, strutturata ad ombrella.

Oggi a fine Maggio quella piantina trapiantata in vaso (vedere il post PARTE SESTA), plausibilmente Mesopartes orontium , alta ormai 80 cm, ha abbondantemente fruttificato con capsule all’ascella delle foglie,  rigide vuote contenenti centinaia di semini neri (max 1 mm) oblunghi (fra un fuso ed una palla da base-ball). In alto continua a fiorire. Le foglie, il caule ed i frutti si sono ricoperti di una fine lanugine grigia quasi fino alla cima (?). Un analogo riferimento è riportato anche nel post PARTE SESTA, lì dove si argomenta  di questa pianticella. Vedere foto seguente.

Segmento medio del caule con foglie e capsule globulari; una capsula aperta ha sparso in parte  i  suoi semi. La piccola pietra è costituita da uno strato di calcedonio mammellonare grigio che avvolge una magnesite impura silicizzata (vedere anche il post dello stesso autore cliccando ‘calcedonio).

Oggi 29 maggio è stato possibile fotografare le ombrellette fruttifere dell’Apiacea di cui avevamo proposto un’ipotesi che sta reggendo alla falsificazione, Oenanthe pimpillenoides, (vedi sotto figure):

i):

Foto delle ombrellette fruttifere dell’Apiacea sotto controllo in vaso

Confrontando le precedenti foto con gli schemi corrispondenti nei testi riferimento (in particolare i dessins au trait del II vol. di Zangheri, n… e n…,(op.cit.), possiamo accettare che l’ipotesi proposta sia corroborata, cessando di fare ulteriori accertamenti.

FINE NDC piero pistoia

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SOFIA

2 – DUE FOTO SCATTATE AL FINOCCHIO SELVATICO

SEI FOTO SCATTATE AD Allium roseum

SETTE FOTO SCATTATE A MUSCARI comosum

QUATTRO FOTO SCATTATE A PORRO SELVATICO – Allium rotundum

UNA FOTO SCATTATA ALLA ZONA DELLE AMARALLIDACEE

TRE FOTO SCATTATE A PLANTAGINACEE DA OSSERVARE

SEI FOTO SCATTATE A FABACEE A CONFRONTO

QUATTRO FOTO SCATTATE A Salvia verbenaca

SETTE FOTO SCATTATE A RANUNCOLACEE A DX NEL CAMPO

SETTE FOTO SCATTATE A RANUNCOLACEE A sx (nel campo)


CINQUE FOTO SCATTATE A SILENE A CONFRONTO (latifolia)



CINQUE FOTO SCATTATE A Cerinthe maior

DUE FOTO SCATTATE A ROVERELLA

DA CONTINUARE…

14 maggio DI SOFIA

Passeggiata del 14 maggio

A)Ancora Fabacee a confronto. Presenti su tutto il percorso. Le foto si riferiscono alla parte in discesa che porta al Mirto

1)Trifoglio stellato—Trifolium stellatum

2) Trifoglio campestre – Trifolium campestre

3) Trifoglio bianco –Trifolium repens

B Due Rosacee molto simili a confronto

4) Potentilla reptans . Le foto sono relative alle piantine vicino al deposito del letame, anche se la specie è presente un po’ ovunque su tutto il percorso

5) Potentilla hirta. Questa specie invece è presente in numerosi esemplari al margine della strada sul lato dx della discesa del Mirto, dopo l’Alalterno

Oltre alcuni particolari che diversificano la struttura del fiore, queste due specie hanno foglie ben diverse (a confronto nella foto)

C) Loncomelos naborniensis.

6) Fotografato all’inizio percorso, sulla dx

D)Piantine in osservazione:

7) Filipendula in fioritura. Foto a dx appena passato il podere Ponso

8) Linum sp: da tenere in osservazione, se effettivamente si possa trattare di una specie di Lino. (Foto a sx discesa Mirto)

9)Asteracea già presente lo scorso anno. Da controllare appena fiorisce. Si trova vicinissima al Lino.

10)Orobancacea in osservazione davanti il piccolo spazio di campo che si apre davanti all’indicazione di S.Anna. Cresciute in gran numero altre piante di questa specie, in attesa di fioritura.

11) Apiacea in fioritura. Da osservare ancora, ma presumibilmente identificata come un sedano selvatico.

E)Arbusti:

12) Alaterno (Rhamnus alaternus) – Foto vicino alla grande roverella di riferimento lungo il percorso del Mirto

13) Prugnolo (Prunus spinosa) Siepe a dx salita prima del Ponso. Si notano i fruttini già ben sviluppati

14) Cornus sanguinea. Presente anch’esso sotto la Roverella discesa Mirto. Questo ancora in fioritura

SEGUONO LE FOTO DI SOFIA DEl 14 MAGGIO









FiLIPENDULE

LINACEE

COMPOSITE SOTTO OSSERVAZIONE

OROBANCACEE SOTTO OSSERVAZIONE

APIACEE SOTTO OSSERVAZIONE

OTTO SERIE DI PIANTINE DEL SERVIZIO FOTOGRAFICO DI SOFIA SUL PERCORSO DELL’11 GIUGNO 2017

LINK  -> Percorso dell’11 giugno 2017

Percorso dell

Percorso dell’11 giugno 2017
Non facile l’ osservazione delle specie presenti nel percorso, in quanto l’eccessivo caldo di questo periodo, sta disseccando anticipatamente ogni pianta.

1) La Ranuncolacea Clematide vitalba in fiore, poco dopo l’incrocio con la stradina di San Pietro

2) Ciò che rimane dell’Orobancacea: ‘Bellardia trixago’ tenuta in osservazione fin dal mese scorso, nello spazio antistante la segnalazione dell’ingresso di Sant’Anna.

3) Frutto del ‘Loncomelos narbonensis’. La foto si riferisce ad alcune piantine sulla dx poco lontano dalla casa gialla, dopo Sant’Anna.

4) La bella Asteracea: Galactites tomentosa. Alcune piante si trovano sulla dx dopo il podere del ‘Ponso’, altre nella discesa verso il ‘Mirto’.

5) Knautia o Scabiosa??? La differenza tra le due specie talvolta è impercettibile. Con probabilità la piantina in osservazione potrebbe essere una Scabiosa, in quanto la corolla sembra si apra in 5 denti, mentre nell’altra specie si divide in 4. (Foto lato sx, poco prima di San Domenico)

6) Centaurum erythrea. La pianta per l’esagerata esposizione al sole, sembra che stia appassendo prima ancora di completare la fioritura. Osservata sempre sul lato sx prima del capanno davanti San Domenico.

7) Porro selvatico (Allium ampeloprasum) Caratteristica pannocchia globosa che ospita i semi della pianta. Si trova un po’ su tutto il percorso, ormai di consistenza pagliacea.

8) Echium vulgare. Questa boraginacea si trova accanto alla siepe di alloro della casa Fontanelli e lungo la discesa verso il Mirto.

PRIMA SERIE

Ranuncolacea: Clematide vitalba

SECONDA SERIE

Orobancacea: Bellardia trixago

TERZA SERIE

FRUTTO del Loncomelos narbanensis

QUARTA SERIE
Asteracea: Galactites tomentosa

QUINTA SERIE

Knautia o Scabiosa

SESTA SERIE

Centaurum erythrea

SETTIMA SERIE

Allium ampeloprasum (porro selvatico)

OTTAVA SERIE

Echium vulgare

NDC

Ormai sono trascorsi due cicli completi (due anni) di mappatura botanica a scansione almeno mensile del nostro percorso, a nostro avviso sufficienti per un eventuale confronto con un’analogo lavoro che potremmo svolgere fra qualche anno, per cercare, per es., indizi di un riflesso possibile dell’attuale iperbolico cambiamento climatico, magari con l’apparire a sorpresa di qualche pianticella selvatica nuova e rilevante. Cessiamo così il nostro attuale lavoro con questo settimo post. Con l’occasione Sofia ci ha mandato una serie di belle foto di scorci di visuale al tramonto che si sono potuti godere durante le passeggiate nel corso di questo giugno 2017 assolato. Chiuderemo con le foto, sempre di Sofia, di scorci di paesaggio visibili da punti strategici del nostro percorso.

COMMENTO A PIU’ VOCI ALLA POESIA “ITALIANO IN GRECIA” DI VITTORIO SERENI, PARTE SECONDA; a cura di Paolo Fidanzi

ITALIANO IN GRECIA

di Vittorio Sereni

Prima sera ad Atene, esteso addio

Dei convogli che filano ai tuoi lembi

Colmo di strazio nel lungo semibuio

Come un cordoglio

Ha lasciato l’estate sulle curve

E mare e deserto è il domani

Senza più stagioni

Europa Europa che mi guardi

Scendere inerme e assorto a un mio

Esile mito tra le schiere dei bruti

Sono un tuo figlio in fuga che non sa

Nemico se non la propria tristezza

Di laghi  di fronde dietro i passi

Perduti,

Sono vestito di polvere e sole

Vado a dannarmi e insabbiarmi per anni

(Pireo, Agosto 1942)

 

La poesia ITALIANO IN GRECIA di Vittorio Sereni evoca in me una forte riflessione sulla poesia contemporanea e sui “poeti” nonché sull’idea di un’Europa politica ed economica moderna e solidale, che possa condividere, nelle rispettive peculiari diversità , un progetto di vita comune che avvicini i popoli e non cerchi di umiliarli attraverso la legge del più forte. Un Europa che sappia cogliere le novità sociali e sappia farne fronte con realismo sociale. Nella nostra poesia che appartiene alla sua seconda raccolta “ Diario d’Algeria del 1947“ Sereni scrive:-Europa Europa che mi guardi-” rivolgendosi ad un’ Europa che di fatto non esisteva. E racconta:”.. Il ritrovarsi in Grecia come militare significava appartenere, volente o nolente, a un esercito oppressore nella terra oppressa. Il contatto con l’Europa che stava al di là della frontiera, e su cui avevo forse anche fantasticato, (al verso 10 l’esile MITO nella schiera dei bruti)avveniva nel modo più brutale e più naturale, che prima non avevo neppure potuto immaginare.-” Ferdinando Camon in una sua intervista, lo incalza chiedendoli se quell’Europa fosse un’idea o al massimo un ideale, poiché appunto, allora non esisteva. Sereni risponde:- E chi di noi aveva mai vissuto veramente e pienamente l’Europa in quegli anni? Che era deformata dall’idea che il fascismo voleva darne, e dai rapporti che il regime aveva (o non aveva) stabilito con le altre nazioni.-CAMON Allora, non un’idea ma un ideale? SERENI né l’una né l’atro. CAMON Un rimpianto o una speranza? SERENI l’uno e l’atra. C’era in noi il senso di un’Europa che era stata, o che comunque avrebbe potuta essere, e che non aveva proprio niente a che fare con quella che si andava raffiguarando durante l’occupazione. Di qui il senso di colpa in noi…-

ITALIANO IN GRECIA è quindi una poesia di guerra, come scrive Dante Isella,ma ancora gravata dall’attesa, appartiene alla prima sezione della raccolta, LA RAGAZZA D’ATENE, e ancora si svolge sull’urlo del baratro bellico, nell’approssimarsi meditativo al grande evento-Datata agosto 1942 registra il passaggio in Grecia del reparto in cui è arruolato l’ufficiale Sereni, che cadrà prigioniero in Sicilia il 24 luglio 1943 – Da due anni o quasi- scrive in l’anno quarantatre, negli immediati dintorni il mio reparto cercava di raggiungere l’Africa del Nord senza riuscirvi. Fummo ad Atene quattro mesi per questo, al tempo dell’Asse fermo a El Alamein e quasi in vista di Alessandria.- A questi quattro mesi risale la nostra poesia, che sembra presagire, insieme con la fine malinconica e simbolica dell’estate, oltre a tutto l’orrore della guerra ( verso 10 le schiere dei bruti, senza distinzioni dell’una e dell’altra parte, anche l’orrore della prigionia africana (verso 17 vado a dannarmi a insabbiarmi per anni.-_ La battaglia di El Alamein (ottobre . Novembre ’42) condotta per parte degli Inglesi dal generale Montgomery, bloccò le truppe dell’Asse Roma -Berlino a un centinaio di chilometri da Alessandria d’Egitto e le costrinse a ritirarsi in Libia, lasciando agli americani via libera per lo sbarco in Marocco e in Algeria(novembre ’42) l’occupazione dell’Africa settentrionale e poi (luglio ’43) della Sicilia. Mengaldo definisce il Diario d’Algeria punto d’arrivo e insieme superamento dell’ermetismo, Raboni vede coesistere tra le sue ascendenze riscontrabili o immaginabili l’Ungaretti supremamente rarefatto e scandito del Sentimento del tempo e la scandalosa discorsività sabiana.

Per tornare un attimo all’analisi della poesia vediamo al verso 1 prima sera quanto sia indicativo di come l’intera raccolta si tratti di un vero diario da leggere di seguito, poesia poco poesia , essendo le pause tra una lirica e l’altra appena più forti di quella tra l’una e l’altra strofa, come diceva Fortini. -protratto doloroso addio. I convogli alla periferia della città strazianti per la guerra imminente… con una grande pena ( come un lutto per l’estate che finisce) il poeta avanza nel suo futuro immaginato vuoto e quasi atemporale con un intenerimento retrospettivo dovuto alla memoria del felice tempo perduto, verso l’imminente dannazione in Africa.

Ora, a chiudere questo piccolo intermezzo critico mossomi dalla lettura della poesia ITALIANO IN GRECIA, sta l’attualità di Sereni non solo nell’ideale di un’ Europa che ancora latita e sfugge, ma l’intera impostazione dialettica di questo poeta volto al dialogo e all’introspezione. Un poeta che seppe cogliere l’importanza della poesia rispetto a quella dei poeti, la fondamentale necessità di trasmettere il verso più che il poeta personaggio.(Tema da me affrontato recentemente anche su questo blog ).

CAMON- Come vede lei, oggi, (fine anni settanta – primo anni ottanta) il rapporto tra scrittore(narratore e poeta) e il pubblico?

SERENI -Lei sa che c’è addirittura una categoria sociale caratterizzata dall’attuale clima letterario; ma è fittiza, artificiale. Io sono fra quelli che augurano una rapida estinzione della società letteraria così comìè oggi: delle sue consuetudini, delle sue convenzioni e dei suoi cerimoniali; e cioè la cessazione dell’attuale rapporto scrittore-pubblico, e del modo in cui questo rapporto o mediazione avviene. Intendiamoci: uno scrittore non può non avere un pubblico,è giusto che lo abbia, ma che sia pubblico di ciò che lo scrittore scrive, non pubblico del personaggio che egli è o tende a diventare, demagogo, mattatore o sofista. Lo scrittore, in quanto individuo, in quanto persona, lo vedo più volentieri assorbito nella folla, nel popolo..

P.S.

Ho in mente di riproporre, una volta trovati i complici necessari a tutti i livelli, un foglio letterario intitolato QUESTO E ALTRO sottotitolo DIALOGO CON UN LETTOREproprio come la rivista redatta da Sereni ed altri ,che chiuse improvvisamente i battenti nella prima metà del 900 , più o meno.

Paolo Fidanzi