MEMORIA BIOLOGICA MONDO 3 E STATI PROBLEMATICI OGGETTIVI; scritto dell’accademico epistemologo Dario Antiseri; a cura dell’Editore Piero Pistoia

Questo post è invia di costruzione…

Questo scritto è stato trasferito da ‘Didattica delle Scienze’ N. 68, Ed. La Scuola, Brescia. Ringraziamo autori e Redazione se ci permetteranno di mantenerlo sul nostro blog, senza alcun fine di lucro e completamente auto-finanziato, il cui unico scopo è la comunicazione culturale gratis (non riceve infatti alcun contributo sociale o di altra natura, per nostra scelta); altrimenti, avvertito l’Editore del blog, alla mail ao123456789vz@libero.it, verrà soppresso.

Leggere in pdf lo scritto del dott. prof. Dario Antiseri, cliccando sul link seguente, scusandoci delle varie ‘evidenziature’ dovute ad intense letture:

ANTISERI_MEMORIA BIOLOGICA_mondo30002

A PROPOSITO DI MONDO1, MONDO2, MONDO3 dell’epistemologo Dario Antiseri; a cura dell’Editore Piero Pistoia

ARTICOLO IN VIA DI COSTRUZIONE…

Questo scritto è stato trasferito da ‘Didattica delle Scienze’ N. 69, Ed. La Scuola, Brescia. Ringraziamo autore e Redazione se ci permetteranno di mantenerlo sul nostro blog, senza alcun fine di lucro e completamente auto-finanziato, il cui unico scopo è la comunicazione culturale gratis (non riceve  infatti alcun contributo sociale o di altra natura, per nostra scelta); altrimenti, avvertito l’Editore del blog, alla mail ao123456789vz@libero.it, verrà soppresso.

Leggere il rilevante scritto dell’accademico Dario Antiseri in pdf, cliccando sul link seguente:

ANTISERI_Mondo1_Mondo2_Mondo30002

RISOLVERE PROBLEMI PER CONQUISTARE IL SAPERE: da non confondere i problemi con gli esercizi; dell’epistemologo Dario Antiseri, a cura dell’Editore del blog Piero Pistoia

Post in via di costruzione…

Questo rilevante scritto su cui meditare, specialmente  in questi  momenti di cambiamenti rapidi e poco riflessivi e quindi di incertezza per i quadri a tutti i livelli della gestione scolastica – dai docenti, ai dirigenti, ispettori, ai ministri, sotto segretari ecc.; sembra quasi che la loro efficacia diminuisca con l’aumentare del livello e con i cambi di governo  – questo scritto, dicevo, è stato trasferito dalla rivista Scuola Italiana Moderna, Editrice La Scuola-Brescia, del novembre 1985 e si ringrazia la rivista e l’autore se ci permetteranno di lasciarlo nel nostro blog; che non ha alcun fine di lucro, auto finanziato (non riceve, per nostra scelta, alcun contributo esterno) il cui unico scopo è la comunicazione culturale gratis; in caso contrario si  avverta, tramite mail ao123456789vz.libero.it, l’Editore del post (Piero Pistoia) che lo sopprimerà.

Sintetica premessa dell’Editore del blog Piero Pistoia

Si narra di un metodo, che l’uomo sembra sia riuscito a consapevolizzare, sotteso a tutto ciò che vive, compreso l’animale e la pianta. Nell’animale e nella pianta viene incarnato, nel processo ontogenetico che ricapitola la filogenesi, nei tessuti vitali e funziona attraverso il metodo delle soluzioni provvisorie in competizione (omologhi biologici delle teorie) e della eliminazione degli errori. Il prodotto esosomatico, per es. la tela del ragno, corrisponderebbe così ad organi endosomatici ed ai loro modi di funzionare (1). Il sapere non viene  acquistato, cioè travasato nella mente del discente (la Scuola non è  un mercato!), ma deve essere conquistato (acquisire i saperi è fatica!) sotto la guida del docente (2), onde abbreviare, costretti dai programmi ministeriali,   il lungo tempo nella costruzione della disciplina avvenuta  di fatto nella storia reale dei saperi (la Scuola deve trasformarsi in centro di ricerca!). In questo contesto sembra risolversi anche il delicato problema del rapporto insegnamento/apprendimento e dell’uso nella didattica di un metodo di fatto più semplificato – il Falsificazionismo popperiano (3) – rispetto allo stesso sottoposto successivamente a critica (4), probabilmente più usato nella storia reale dei saperi (5). In definitiva si deve <Ri-fare> con gli allievi il sapere <Già fatto>. Durante questo processo gli <sbagli>, che dipendono dal soggetto che li commette, diventeranno <errori>, cioè sbagli inevitabili, per cui non si deve più “innescare quel perverso meccanismo che è la paura dell’errore” (l’errore diventa necessario all’acquisizione dei saperi).

VIVERE E’ IMPARARE (Konrad Lorenz), VIVERE E’ RISOLVERE PROBLEMI  (Karl Popper),  QUINDI IMPARARE E’  RISOLVERE I PROBLEMI E, INFINE,  RISOLVERE I PROBLEMI E’ ANCHE IMPARARE A VIVERE (Dario Antiseri).

NOTE

1 – K. Popper “Epistemologia senza soggetto conoscente”, Armando.

2 – Per chiarire cercare il tag  ‘Bruner’ in questo blog.

3 – Il falsificazionismo popperiano, fondato logicamente dal Modus Tollens (tag nel blog), a differenza dell’illogico Induttivismo, basato sulla fallacia nell’affermare il conseguente, diventa di certo più rilevante ed efficace in una comunicazione didattica come quella proposta.

4 – Per chiarirsi, cliccare, per es.,  sui tag ‘Dalla scienza alla narrazione’, ‘Critica al falsificazionismo popperiano’, ‘Quine‘, …)

5 – Per chiarire cercare, per es., i tag ‘Popper, Induzione e Deduzione’, … in questo blog)

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Leggere l’articolo del dott. prof. Antiseri, scusandoci per le ‘evidenziature’ nel Testo (segno di intensa lettura del dattiloscritto), cliccando sul link sotto:

ANTISERI P1_TT_EE_P2

Per una ‘narrazione’ sulla epistemologia possiamo, per es.,  leggere, ancora in questo blog,  “La Teoria e la Realtà”, “Dalla Scienza alla Narrazione”, “Commento alla poesia <Non chiederci parola> Montale” ed altro.

L’ARTICOLO SCIENTIFICO E’ UNA IMPOSTURA; scritto dell’epistemologo accademico Dario Antiseri; a cura dell’Editore Piero Pistoia

Questo post è in via di costruzione…

Questo scritto è stato trasferito da ‘Didattica delle Scienze’ N. 75, Ed. La Scuola, Brescia. Ringraziamo autore  e la rivista se ci permetteranno di mantenerlo sul nostro blog, senza alcun fine di lucro  e completamente auto-finanziato (per nostra scelta, non riceve alcun contributo esterno), il cui unico scopo è la comunicazione culturale gratis ; altrimenti, avvertito l’Editore del blog, alla mail ao123456789vz@libero.it, verrà soppresso.

 

ANTISERI_EPISTEM0002

N.B. -Le note dell’articolo,  riportato nel link sopra, continuano  nella colonna riportata sotto, a partire dalla nota ’16’

BREVI CONSIDERAZIONI NON CONFORMI SULLA INTERPRETAZIONE EVANGELICA: parte seconda; “SULLA NATURA DELL’UOMO II”, scritto da Stefano Tonnarelli, trasferito da OpinioniWeb di Nicolini

Nicolini del blog opinioniWeb presenta la parte II del post, a nome di Stefano Tonnarelli, ‘Sulla natura dell’uomo’; interessati a trasferirlo sul nostro blog, ringraziamo, se ci permettete di tenerlo pubblicato; altrimenti lo sopprimeremo.

A cura dell’Editore del blog ilsillabario2013 (pieropistoia ao123456789vz@libero.it)

NOTA BENE

Per comprendere un “oggetto” complesso a più dimensioni è necessario “osservarlo” da diversi punti di vista indipendenti (uno dei criteri di questo blog). Così l’oggetto culturale “Religione”,  a più dimensioni, dovrà essere ‘letto’ ,in una comunicazione culturale, da diversi scritti più o meno ortodossi e difformi. Per trovare questi scritti in questo blog cercare per es. con il tag  “Religione“.

Per dare un’occhiata ad argomenti, per certi versi, analoghi, cercare con i tag ‘interpretazione evangelica, parte prima‘, ‘Tao, calcolo del Fato’, ‘conoscenza alternativa‘, ‘il miracolo’, ‘scritti antichi’, ‘I Ching’,…

                 

               “SULLA NATURA DELL’UOMO II” di Stefano Tonnarelli (da OpinioniWeb)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

“MITO E POESIA DI PIERO PISTOIA” e “SENTIMENTO DELLA NATURA NELLA POESIA DI PIERO PISTOIA'”; due commenti del docente Andrea Pazzagli

Per leggere i due articoli in pdf, cliccare sotto:

COMMENTO POESIE PIERO PISTOIA _PAZZAGLI

Ovvero, continuare la lettura…

Riproponiamo questo denso commento alle poesie di Pistoia, a nome di Andrea Pazzagli, per renderlo più visibile, data anche la stringente dissertazione fondata sui concetti della Philosophia Naturalis, per cui lo stupore e la meraviglia, per rendere il mondo sempre meno banale, pervadono l’umano di fronte alla Natura, attivando una rivalutazione anche personale del mito, efficace strumento psicologico di sopravvivenza.

IL MITO E LA POESIA DI PIERO PISTOIA

Insegnante ANDREA PAZZAGLI

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SENTIMENTO DELLA NATURA DI PIERO PISTOIA

 di ANDREA PAZZAGLI

La filosofia, dicevano i Greci, promana dallo stupore che pervade l’uomo di fronte al mondo, al libero manifestarsi (alèteia) di quella phisys che non si lascia mai completamente comprendere dalla ragione calcolante della scienza, della tecnica, delle metafisiche razionalistiche.

Non diverso dal filosofo è il poeta: è poeta chi sempre di nuovo sa meravigliarsi e dire la sua meraviglia davanti allo spettacolo del mondo, sempre uguale eppure sempre diverso, se nuovo sa essere l’occhio che lo contempla.

A ciò probabilmente pensava anche Pascoli quando paragonava i poeti ai fanciulli (poetica del fanciullino); i poeti ed i fanciulli condividono la prerogativa di sapersi ancora stupire, sanno, ancora, non essere banali e non rendere banale il mondo circostante.

Questi pensieri si affacciano alla mente mentre leggo o ascolto le poesie di Piero Pistoia. Sono versi, appunto, mai banali e riescono ad esprimere, spesso con forte efficacia, un senso di profonda partecipazione all’Essere, di comunione con la Natura ( intesa nell’accezione greca di phisys, non quella oggettivante dei Positivisti) non facile da trovarsi. Non c’è in questi versi alcuna imitazione di D’Annunzio e dei suoi panismi, piuttosto l’espressione del legame fra noi e ed il mondo, tra noi e la Natura, che, una volta, era forse dato dal senso comune, ma che, oggi, solo le parole della poesia sanno ancora esprimere. La campagna, il bosco, il fiume, i declivi, le piagge: ecco i luoghi della poesia di Pistoia, luoghi dove ora va a caccia e che, nella memoria e nei versi, tuttavia si confondono con quelli, geograficamente e temporalmente lontani, dell’infanzia già remota. Luoghi, visioni: ma, va notato che, per Pistoia il dato visivo non è mai isolato, si arricchisce, si sostanzia di altre sensazioni, più forti, più carnali, più animali quasi, soprattutto uditive e olfattive. Chi (e anche Pistoia è fra questi) ha varcato il limite della maturità, raramente è esente da una vena di nostalgia per un passato sentito perduto e irrecuperabile: nostalgia si respira in effetti anche in talune di queste poesie, ma senza che mai divenga tono dominante, che mai riesca a spegnere la corposa energia di vivere che rimane tratto distintivo.

Resta da dire del linguaggio poetico. Non voglio azzardare giudizi ed analisi, ma credo che i lettori converranno nel riconosce la sciolta, agile eleganza di questi versi che, senza riferimenti troppo espliciti, mostrano però come l’autore abbia fatto propria la lezione della poesia del primo Novecento.

Gli interessi scientifici  di Pistoia, le sue incursioni in svariati campi del pensiero, non sono senza eco nelle sue poesie: numerosi i rimandi a teorie scientifiche e matematiche, frequenti le parole tratte da vocabolari settoriali. Ma (ed è questa una riprova della solidità del linguaggio poetico dell’autore) queste parole. questi rimandi, non stridono affatto, si inseriscono anzi nel contesto, lo arricchiscono e ne fanno esempio della necessità, oggi centrale, di ibridare discipline, esperienze e vocabolari.

 

LE POESIE DI PIERO PISTOIA SUL BLOG SONO RAGGRUPPATE, FRA L’ALTRO, ALLE SEGUENTI VOCI (tag)

Riflessioni non conformi

Poesie di paese

Fatica di vivere

Memoria memoria…

Poesie di caccia e Natura

Poesie di “cose” del mito

Solo rassegnazione

Tempi perduti

La memoria: la preziosa eredità del prof. Renato Bacci; a cura della dott.ssa Nara Pistolesi

Quando il giardino della memoria inizia a inaridire,

si accudiscono le ultime piante e le ultime rose rimaste

con un affetto ancora maggiore.

Per non farle avvizzire, le bagno e le accarezzo

dalla mattina alla sera:

ricordo, ricordo, in modo da non dimenticare”

Orhan Pamuk

            Questo bellissima citazione dello scrittore turco Orhan Pamuk, premio Nobel per la Letteratura nel 2006, apre l’ultimo libro del prof.  Renato Bacci, che ci ha lasciati lo scorso 13 Agosto dopo un lungo periodo di malattia. L’opera dal titolo “Attenti ai piccioni”, arricchita dalle foto di Damiano Dainelli, ripercorre la vita dell’autore negli anni ’50 – ’60 del secolo scorso, strettamente intrecciata con la vita della città  di Volterra, sullo sfondo degli eventi storico-sociali di quegli anni: una testimonianza di un legame profondo che il prof. Bacci ha sempre sentito con la sua città, di un forte e appassionato impegno civile, mai venuto meno nella sua vita, di attenzione alle persone che abitavano la città e la contraddistinguevano, di rapporti di amicizia vissuti intensamente. Il libro è testimonianza degli interessi e delle  passioni di un giovane fino agli studi universitari che hanno coinciso con gli eventi del ’68: questo è stato il  terreno su cui si è formato l’adulto che ha fatto dei propri interessi la vita di ogni giorno.

            L’impegno civile si è concretizzato  in una mai interrotta attività politica e culturale nell’amministrazione comunale di Volterra come assessore, nel Museo “Guarnacci”, nell’”Accademia dei Sepolti”, nella ASP “Santa Chiara” e in molte altre realtà della città. La passione per lo studio del mondo classico è stata alla base della sua attività di insegnante di Greco e Latino che si è svolta nel Liceo Classico “G. Carducci” di Volterra e poi il suo impegno di Preside: i suoi ex studenti ricordano la  passione per le discipline che insegnava, la profonda competenza, l’ autorevolezza, ma soprattutto l’attenzione allo sviluppo del pensiero critico nei ragazzi e nei giovani, il dialogo ed il confronto con loro sui temi di attualità, con profondo rispetto della loro personalità e delle loro idee. La medesima passione e la consapevolezza del valore profondo della cultura classica per il cittadino di oggi hanno animato fortemente  l’ ininterrotta battaglia per il mantenimento del Liceo Classico a Volterra. L’attività di insegnante e di uomo politico è stata sempre affiancata da uno studio continuo che si è espresso in numerose pubblicazioni.

            Molti suoi  studenti sono poi divenuti amici nella vita: lo testimoniano gli incontri conviviali nella sua casa con ex studenti e colleghi di varie generazioni. I profondi rapporti che il prof. Bacci ha intessuto nel tempo sono risultati evidenti nell’incontro per l’ultimo saluto, venerdì 16 Agosto in piazza XX Settembre a Volterra: ex studenti e colleghi, persone degli ambiti politico e culturale, semplici cittadini si sono stretti intorno alla famiglia, uniti al  Sindaco, Giacomo Santi, che ha portato l’ abbraccio affettuoso dell’intera comunità cittadina. Oltre al Sindaco, hanno ricordato i tratti distintivi della sua personalità e del suo impegno politico-culturale, l’ex sindaco di Volterra, Marco Buselli, e  Giovanni Salvini – due suoi ex studenti divenuti poi amici –  Piero Fiumi, Eleonora Raspi, ex assessore all’Istruzione e alla Cultura.

            L’intenso legame con Volterra che anima l’ultimo libro del prof. Bacci, trova una sintesi significativa nelle pagine finali: ”Tante volte ho pensato di andarmene e per brevi periodi l’ho pure fatto, ma poi non ce la fai a scappare, né lo senti giusto: Volterra ti sta nel sangue con valori più alti di quelli del colesterolo o del diabete nei vecchi. Volterra non  è dannunziana città di vento e di macigno come si tende a rappresentarla, è leopardiana: è quiete dopo la tempesta, è struggente naufragare nell’infinito dell’idillio, è il ricordo potente di vaghe stelle che sono sempre lì a rammentarti chi sei e chi non sei riuscito ad essere”. Vogliamo ricordare Renato con queste parole che interpretano ed esprimono il sentire di molte persone che vivono in questa città.

Nara Pistolesi

IL BLOG ATTONITO RICORDA, CON IMMUTATA STIMA ED AFFETTO, IL DOTT. PROF. RENATO BACCI, PREZIOSO COLLABORATORE ED EDITORE, CHE, SE PRESENTE, OVUNQUE ORA SIA, SI PORREBBE ANCORA COME GUIDA; scritti del dott. prof. Giacomo Brunetti e della dott. prof. Nara Pistolesi; a cura del dott. Piero Pistoia


A opinioniweb (Roberto Nicolini) è piaciuto questo post

Ricordo del dott. prof. Giacomo Brunetti in memoria del prof. Renato Bacci in odt:

E’ con costernazione e rammarico che apprendo la notizia della scomparsa di Renato Bacci, che mi colpisce potente e improvvisa come un temporale d’Agosto.

Renato Bacci, il professor Renato Bacci, è stato il mio insegnante di greco e latino e poi, una volta passato dall’altra parte della “barricata”, il mio diretto superiore, il Preside.

Una guida, insomma.

E così lo voglio ricordare.

Una persona dotata di un’ironia e di un’auto-ironia con le quali sapeva insaporire ogni variante della sua persona, ogni ruolo che era chiamato a svolgere.

Il suo, e oggi me ne rendo conto con una consapevolezza che solo il passare degli anni rende possibile, era uno dei modi più efficaci di far arrivare un messaggio, di raccontare qualcosa: di insegnare. A lezione noi ascoltavamo, ridevamo, qualche volta si tremava anche, ma il più delle volte era un piacere stare, come si diceva, “col Bacci”. Con lui che sapeva improvvisare la metrica dei cori delle tragedie!;che aveva sempre pronte la traduzione ufficiale e tutte le sue varianti dei classici delle nostre lingue antenate.

Renato Bacci sapeva tramandare il bello della conoscenza, facendo quasi scomparire la fatica necessaria a raggiungerlo. Come dice il poeta nel X del Paradiso:

Or ti riman, lettor, sovra ‘l tuo banco,

dietro pensando a ciò che si preliba,

s’esser vuoi lieto assai prima che stanco.

Grazie Renato!

Giacomo Brunetti

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La memoria: la preziosa eredità del prof. Renato Bacci; scritto della dott.ssa Nara Pistolesi

Quando il giardino della memoria inizia a inaridire,

si accudiscono le ultime piante e le ultime rose rimaste

con un affetto ancora maggiore.

Per non farle avvizzire, le bagno e le accarezzo

dalla mattina alla sera:

ricordo, ricordo, in modo da non dimenticare”

Orhan Pamuk

Questo bellissima citazione dello scrittore turco Orhan Pamuk, premio Nobel per la Letteratura nel 2006, apre l’ultimo libro del prof.  Renato Bacci, che ci ha lasciati lo scorso 13 Agosto dopo un lungo periodo di malattia. L’opera dal titolo “Attenti ai piccioni”, arricchita dalle foto di Damiano Dainelli, ripercorre la vita dell’autore negli anni ’50 – ’60 del secolo scorso, strettamente intrecciata con la vita della città  di Volterra, sullo sfondo degli eventi storico-sociali di quegli anni: una testimonianza di un legame profondo che il prof. Bacci ha sempre sentito con la sua città, di un forte e appassionato impegno civile, mai venuto meno nella sua vita, di attenzione alle persone che abitavano la città e la contraddistinguevano, di rapporti di amicizia vissuti intensamente. Il libro è testimonianza degli interessi e delle  passioni di un giovane fino agli studi universitari che hanno coinciso con gli eventi del ’68: questo è stato il  terreno su cui si è formato l’adulto che ha fatto dei propri interessi la vita di ogni giorno.

L’impegno civile si è concretizzato  in una mai interrotta attività politica e culturale nell’amministrazione comunale di Volterra come assessore, nel Museo “Guarnacci”, nell’”Accademia dei Sepolti”, nella ASP “Santa Chiara” e in molte altre realtà della città. La passione per lo studio del mondo classico è stata alla base della sua attività di insegnante di Greco e Latino che si è svolta nel Liceo Classico “G. Carducci” di Volterra e poi il suo impegno di Preside: i suoi ex studenti ricordano la  passione per le discipline che insegnava, la profonda competenza, l’ autorevolezza, ma soprattutto l’attenzione allo sviluppo del pensiero critico nei ragazzi e nei giovani, il dialogo ed il confronto con loro sui temi di attualità, con profondo rispetto della loro personalità e delle loro idee. La medesima passione e la consapevolezza del valore profondo della cultura classica per il cittadino di oggi hanno animato fortemente  l’ ininterrotta battaglia per il mantenimento del Liceo Classico a Volterra. L’attività di insegnante e di uomo politico è stata sempre affiancata da uno studio continuo che si è espresso in numerose pubblicazioni.

Molti suoi  studenti sono poi divenuti amici nella vita: lo testimoniano gli incontri conviviali nella sua casa con ex studenti e colleghi di varie generazioni. I profondi rapporti che il prof. Bacci ha intessuto nel tempo sono risultati evidenti nell’incontro per l’ultimo saluto, venerdì 16 Agosto in piazza XX Settembre a Volterra: ex studenti e colleghi, persone degli ambiti politico e culturale, semplici cittadini si sono stretti intorno alla famiglia, uniti al  Sindaco, Giacomo Santi, che ha portato l’ abbraccio affettuoso dell’intera comunità cittadina. Oltre al Sindaco, hanno ricordato i tratti distintivi della sua personalità e del suo impegno politico-culturale, l’ex sindaco di Volterra, Marco Buselli, e  Giovanni Salvini – due suoi ex studenti divenuti poi amici –  Piero Fiumi, Eleonora Raspi, ex assessore all’Istruzione e alla Cultura.

L’intenso legame con Volterra che anima l’ultimo libro del prof. Bacci, trova una sintesi significativa nelle pagine finali: ”Tante volte ho pensato di andarmene e per brevi periodi l’ho pure fatto, ma poi non ce la fai a scappare, né lo senti giusto: Volterra ti sta nel sangue con valori più alti di quelli del colesterolo o del diabete nei vecchi. Volterra non  è dannunziana città di vento e di macigno come si tende a rappresentarla, è leopardiana: è quiete dopo la tempesta, è struggente naufragare nell’infinito dell’idillio, è il ricordo potente di vaghe stelle che sono sempre lì a rammentarti chi sei e chi non sei riuscito ad essere”. Vogliamo ricordare Renato con queste parole che interpretano ed esprimono il sentire di molte persone che vivono in questa città.

Nara Pistolesi

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Per leggere sul blog gli articoli del prof. Renato Bacci cercarli con il suo nome. Altri interventi erano in programmazione, sugli Etruschi, ancora sulla linguistica applicata, sul mondo greco e romano, ecc., ma purtroppo si sono ‘volatilizzati’ con Lui.

DA CONTINUARE….

“LA FORZA DELL’INDEFINITO” E “LEONARDO E LA GIOCONDA: un rebus matematico”, studi su ricerche dello studioso Walter Cardellini

LA GIOCONDA

 

leonardodavincicelebration.org; http://www.celebrandoleonardo500.com; info@albertovincenzovaccari.it

2019 WILL MARK YEARS SINCE LEONARDO DIED

L’anno 2019 è il cinquecentesimo dalla morte di Leonardo

 

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PREMESSA  SU “LA FORZA DELL’INDEFINITO” di W. Cardellini

Si tratta di un denso studio-ricerca di tipo prettamente sperimentale, sulle ‘macchie’ leonardiane, teso ad appurare la presenza di forme note nei paesaggi di Leonardo. Secondo l’autore, è significativo, in quest’ ottica, che Leonardo da Vinci, nel suo ‘Libro di pittura’, non abbia mancato di valorizzare le proprietà suggestionanti della ‘macchia’ e delle “cose confuse” presenti in natura. Una natura in continua metamorfosi, portatrice di suggestioni misteriose. Una natura che, sicuramente, non mancò di affascinare e influenzare profondamente il pensiero e l’arte del geniale artista toscano. 

Per leggere il primo scritto “LA FORZA DELL’INDEFINITO” di Walter Cardellini, in pdf e con foto ingrandibili con pulsanti situati lungo il margine destro, cliccare su:

LA FORZA DELL’INDEFINITO

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PREMESSA su “LEONARDO E LA GIOCONDA: un rebus matematico”  di W. Cardellini

“La letteratura sulla Gioconda è senza limiti, come la sua fama” affermava André Chastel, noto storico dell’arte francese e studioso del Rinascimento italiano. Come tutti sanno, sul «quadro più celebre del mondo» sono stati scritti innumerevoli libri specialistici e divulgativi. Ciò nonostante, un’impalpabile nebbiolina che profuma di mistero continua ad ostacolare la piena comprensione di questa preziosa opera d’arte.

Gli artisti sanno bene che l’arte non può essere considerata solo come un fenomeno squisitamente culturale ed astratto, questa ha anche una dimensione molto concreta che si identifica in misure di spazi, composizioni e superfici. Per dominare certi aspetti c’è bisogno della geometria, senza trascurare la ricerca dell’armonia proporzionale a suo tempo  teorizzata da fior di intellettuali dell’arte come Leon Battista Alberti, ecc.. Nel caso di Leonardo, la ricerca dell’armonia platonica non deve neppure essere dimostrata, se sono sue le illustrazioni dei solidi platonici presenti nel De divina proporzione scritto da Luca Pacioli nel 1497.

Leonardo era ben conscio di quello che faceva per cui, pare abbastanza ragionevole supporre che il Nostro abbia trovato particolarmente armonioso il rapporto tra l’apotema e il lato del pentagono regolare e che lo abbia usato per definire le dimensioni della sua Gioconda.

Questa breve premessa chiarisce in parte le ragioni per le quali si è ritenuto utile studiare un aspetto matematico ignorato dalla critica e che pare celarsi nelle misure della celebre Monna Lisa. 

Per leggere il secondo scritto, “LEONARDO E LA GIOCONDA: un rebus matematico” in pdf, cliccare su:

LEONARDO E LA GIOCONDA_un rebus matematico

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Lo studioso Walter Cardellini sarebbe disponibile a discutere sulle problematiche evidenziate dai suoi articoli_ricerche con altri studiosi interessati, per chiarirle, approfondirle ed eventualmente espanderle utilizzando, questo blog come riferimento.

A tal fine si allegano come coordinate la mail di un Editore del blog ilsillabario2013 (ao123456789vz@libero.it) e la mail dell’Autore (walter.cardellini54@gmail.com)

 

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Si possono leggere l’ultimo scritto della Triologia su LEONARDO E LA GIOCONDA di Cardellini cercando su questo blog.

POST DA CONTINUARE, PRECISARE, CORREGGERE…..

BREVE MEMORIA: VERBASCUM thapsus E LA BIODIVERSITA’, LA FAME NEL MONDO ed altro; di Piero Pistoia e Gabriella Scarciglia

A Roberto Nicolini (opinioniweb) è piaciuto questo articolo considerato fantastico, come da comunicazione (17-07-2019) di WordPress.com all’Amministratore del blog.

piero-pistoia-curriculumok (#)

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Per leggere il breve scritto iniziale in pdf di Piero Pistoia, cliccare su:

VERBASCUM thapsus, INTERVENTI MINIMALI E PROBLEMI PLANETARI – breve memoria

Per continuare, leggere sotto direttamente…

Per leggere i sette posts relativi ai ‘diari’ di un percorso floristico, cercare  in questo blog ‘percorso floristico!

Questi interventi, pur minimali, potrebbero funzionare anche come apprendistato a garanzia per chi già opera o vorrebbe operare nelle grandi strutture mondiali (veri e propri trust finanziari) invocate per risolvere questi problemi planetari, creando su esse una maggior fiducia da parte dei popoli.

Però, il problema accennato di fatto è davvero estremamente complesso e forse non risolvibile; almeno due sono i filtri certi in cui si perdono gli aiuti, uno negli apparati per mantenere attiva la struttura e l’altro in quelli politici che controllano il territorio di arrivo (capi tribù, stregoni…). Noi intanto ci sentiamo di affermare, come nostra opinione, che, sulla garanzia e fiducia in enormi strutture piramidali costituite da centinaia di umani dotati di libero arbitrio, auto-controllate ed auto-gestite che tendono in ogni caso ad auto-mantenersi (vedere da Google il ‘Paradosso di Godèl’), rimaniamo un po’ perplessi e con qualche interrogativo. Se non vogliamo prendere in considerazione anche il fenomeno dell’Enantiodromia eraclitea sul bene e sul male (leggere su questo blog cercando Enantiodromia), che gioca spesso un ruolo rilevante nelle strutture complesse!

In proposito, io e mia moglie Gabriella abbiamo da raccontare una storia vera a noi accaduta tempo fa senza precisare nomi di cose e persone. Al tempo della guerra nel Cossovo o subito dopo, conoscevamo, e lo conosciamo ancora,  un personaggio considerato da noi un caro amico da più di mezzo secolo (almeno da parte nostra), serio, affidabile, di natura buona e generosa, appartenente ad una di queste strutture, che periodicamente si recava  nei territori di guerra, certamente per fare del bene. Si decise allora di consegnargli un certo pacchetto di dollari, secondo le nostre possibilità, non per trasferirli alla struttura, ma per portarli con sé e, se avesse incontrato in quel territorio disastrato per es., una donna con figli, a suo parere, avrebbe dovuto consegnare i dollari direttamente nelle loro mani. Questo accadde, mi sembra, per un paio di volte. La terza volta il nostro personaggio non poté partire per cui  avrebbe affidato il pacchetto ad un altro della stessa struttura con il solito incarico, ma, disse che non avrebbe potuto garantirci l’esito (certamente si riferiva alla consegna diretta a mano!). Questo evento, però, di preciso non esauriva il percorso futuro, e, se meditiamo su quanto accaduto senza essere prevenuti, forse potremmo continuare a ricavarne qualche risposta a qualche interrogativo e perplessità.

Piero Pistoia e Gabriella Scarciglia