POMARANCE: UNA BREVE PASSEGGIATA FLORISTICA A SCANSIONE MENSILE, PARTE QUINTA; a cura di Sofia, esperta sul campo e brava fotografa; coordinatore Piero Pistoia (NDC)

POST DA RIVEDERE E CORREGGERE

N.B. – SE NON ESPLICITATO ALTRIMENTI, TUTTE LE FOTO, PROGETTI, SCRITTI, ARGOMENTAZIONI E COMMENTI SONO DEL COORDINATORE PIERO PISTOIA

Continua il monitoraggio botanico-educativo delle piante selvatiche, a scansione mensile, lungo un percorso, alla periferia del paese di Pomarance, che, inserito nel paesaggio floristico della Val di Cecina, ne riflette le sue caratteristiche botaniche essenziali. Data la vicinanza delle Scuole, potrebbe, nel tempo, se mai la Buona Scuola diventerà attiva, essere utilizzato anche per passeggiate scolastiche culturali ad uso didattico – infatti la comunicazione non sarà meramente descrittiva, ma spesso inserita in un processo costruttivo di ricerca/scoperta, cioè nei  contesti delle OSSERVAZIONI SCIENTIFICHE scolastiche – e in generale come stimolo all’osservazione guidata della Natura Spontanea della zona, e non solo (se è vero che tutta la vegetazione italiana e delle Nazioni limitrofe, circa alla stessa fascia di latitudine risente mediamente del clima dell’area mediterranea). Questa comunicazione culturale gratuita può così ravviare il concetto di diversità biologica e attivare una interazione più diretta e positiva con il mondo della Natura.

CURRICULUM DI PIERO PISTOIA

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PER CHIARIRE, LE PARTI DEL COORDINATORE INIZIANO CON LA SIGLA ‘NDC’ E TERMINANO CON        ‘FINE NDC’, a guisa di INTERMEZZI  SU RIFLESSIONI, NUOVE PROPOSTE, ARGOMENTAZIONI E COMMENTI . TUTTO CIO’ INFATTI CHE NON E’ COMPRESO FRA QUESTE DUE SIGLE E’ OPERA DELL’INGEGNO DI SOFIA! 

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NDC Piero Pistoia

L’alto numero di foto in GIUGNO in successione lineare, ci costringe a ripartire da LUGLIO 2016 nella QUINTA PARTE.

COME NELLE ALTRE  PARTI I TESTI QUALIFICATI DI RIFERIMENTO PER QUESTO LAVORO SONO PRINCIPALMENTE I SEGUENTI  (consigliamo i lettori di  procurarseli per i riferimenti, l’approfondimento e la qualificazione delle biblioteche personali!)

EUGENIO BARONI “GUIDA BOTANICA D’ITALIA” Ed. CAPPELLI

PIETRO ZANGHERI “FLORA ITALICA Vol. I-II-III” Ed. CEDAM        

SANDRO PIGNATTI “FLORA D’ITALIA Vol. I-II-III” Ed. EDAGRICOLE

EDUARD THOMMEN “ATLAS DE POCHE DE LA FLORE SUISSE” EDITIONS BIRKHAUSER BALE.

N.B. – Il testo precedente di THOMMEN è stato perduto e sostituito dal testo acquistato ad hoc:

E. THOMMEN e A. BECHERER con lo stesso titolo, ma con EDITORE, SPRINGER BASEL AG; più recente, comprende anche le nazioni straniere limitrofe. Si tratta della sesta edizione redatta da Aldo Antonietti. 

VENGONO ANCHE CONSULTATE DUE GROSSE ENCICLOPEDIE SUL REGNO VEGETALE, L’UNA EDITA DA VALLARDI E L’ALTRA DA RIZZOLI; E SVARIATI ALTRI TESTI SECONDARI DI DIVERSE CASE EDITRICI CHE NOMINEREMO QUANDO NECESSARIO.

A questi testi si farà continuamente riferimento esplicito e si spera che Autori ed Editori permetteranno di trasferire qualche disegno schematico di chiarimento dai loro testi a questo post, il cui unico obiettivo è e rimarrà solo quello di ‘costruire’ e comunicare didatticamente cultura, per quanto ci riesce, sempre del tutto gratis. Questo blog non ha alcun fine di lucro ed è auto-finanziato. Comunque siamo disponibili nell’immediato a qualsiasi intervento su questo post su avvertimento (al limite, se necessario, anche a sopprimerlo!)

Il testo teorico di riferimento sarà:

Carlo Cappelletti “BOTANICA, Vol.  I° e Vol II°”, UTET

NOTE DEL COORDINATORE SU UNA PIANTINA, PER NOI,  DI NON FACILE CLASSIFICAZIONE (Inula conyza)

Chi volesse da subito gettare uno sguardo alla storia e alle caratteristiche della pianticella Inula conyza, oggi in fiore presso il Podere Ponsino, può cliccare sulla seguente espressione ‘calda’:

Inula conyza

Per anticipare, l’Inula conyza è una composita che, in pieno inverno, si presentò in alcuni punti del percorso (circa nella zona dove oggi, a fine luglio, è finalmente fiorita) con grandi rosette di base molto vegete, che, però, furono presenti per qualche mese e poi regredirono e scomparvero (seguono Foto di P. Pistoia).

 

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Foglie di base peduncolate

Le prime ipotesi (una Primulacea o una Borraginacea…) risultano poco probabili e molto a rischio (Popper avrebbe detto ‘molto’ scientifiche in quanto facilmente falsificabili).  In effetti ci sono voluti molti mesi di attesa, fino alla sua fioritura in luglio, per poter individuare con sicurezza la famiglia (Composite) e poi il genere e forse la specie. Bisogna dire che solo l’intuitiva Sofia, già allora, pensava ad una Asteracea ed aveva ragione.

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L’Epilodio è un’altra piantina, fotografata in luglio nel fossetto sotto la grossa quercia di riferimento a tre tronchi, sulla quale è possibile raccontare una storia sul processo di classificazione; per vederne l’inizio della storia e gli aspetti più significativi cliccare sotto su “EPILODIO”, che rimanderà poi anche alla PARTE QUARTA.

EPILOBIO

Oggi 30 luglio di sabato rimane forse solo una piantina vegeta di Epilobio sotto la quercia a tre tronchi. Da tempo esiste ancora una piantina di I. conyza, di piccola taglia, che sta fiorendo, sempre nella discesa verso il Mirto, poco dopo la grossa quercia cava, sulla sinistra proprio davanti ad una entrata nella vigna (sotto strada a destra).

Il 4 di Agosto quella solitaria piantina di Epilobio sotto la quercia di riferimento presenta ‘esplosi’ tutti i suoi frutti.

VIENE TRASFERITO IL MEMORABILE LAVORO FOTOGRAFICO E  DI CLASSIFICAZIONE  DI SOFIA ANCHE PER IL MESE DI LUGLIO 2016, RELATIVO AL PERCORSO SCELTO.

FINE NOTE DEL COORDINATORE

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LA CENTAUREA solstizialis

Centaurea solstizialis (1)

Centaurea solstizialis (2)

Centaurea solstizialis (3)

Centaurea solstizialis (4)

Centaurea solstizialis (5)

Centaurea solstizialis: <- clicca per vedere dove di trova la C. solstizialis.

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NDC  Piero Pistoia su C. solstitialis:  Spina gialla o Calcatreppola; fusti diffusi o ascendenti, raramente eretti con tomento ragnateloso; rami abbondanti alati; foglie scabre verde-grigie, le basali a contorno spatolato, pennato-lobate o pennato-sette a 2-3 lobi per parte; foglie cauline lanceolate, semiamplessicauli; capolini (2.5-3 cm) con involucro piriforme (10 x 12 mm), squame largamente ovate, terminate da spine robuste; fiori gialli, gli esterni fino a 2 cm; acheni neri 2.5 mm con pappo fino a 5 mm.

Leggere in Zangheri, opera citata

Centaurea solstitialis

5676 – capolino e foglia basale

5677 – brattea involucrale

Da Pignatti, opera citata:

Da Thommen e Becherer, opera citata:

2850 – CENTAUREA Solstitialis

FINE NDC

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IL CLINOPODIO

Clinopodium nepetea (2)

Clinopodium nepetea (3)

Clinopodium nepetea (4)

Clinopodium nepetea (5)

Clinopodium nepetea: <- clicca per vedere dove si trova.

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INULA viscosa e PULYCARIA dysenterica

Enula viscosa (1)

Enula viscosa (2)

Enula viscosa (3)

Enula viscosa (4)

Enula viscosa (5) Enula viscosa (6)

Enula viscosa (7)

Enula viscosa (8)

Enula viscosa: clicca per vedere dove trovarla nel percorso.

INULA viscosa (Dittrichia viscosa); N.B. – HO CORRETTO IL NOME DEL GENERE (?)

Talmente viscosa che riesce a trattenere un malcapitato ragno e i pappi delle asteracee vicine.

Non è ancora nel periodo della fioritura, a differenza di una pianta vicina, che talvolta si mescola insieme e diventa confondibile: la Pulicaria dysenterica, che già mostra i suoi capolini gialli.

Ho fotografato questi gruppi di piante, nel tratto di discesa verso il Mirto, poco sotto la quercia di riferimento.

PULICARIA dysenterica

Pulicaria dysenterica (1)

Pulicaria dysenterica (2)

Pulicaria dysenterica (3)

Pulicaria dysenterica (4)

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DIPSACUM fullonum (CARDO DEI LANAIOLI)

Dipsacum fullonum (1)

Dipsacum fullonum (2)

Dipsacum fullonum (3)

Dipsacum fullonum (4)

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EPILOBIO

EPILOBIO

Epilobium (1)

Epilobium (2)

Epilobium (3)

Epilobium: clicca per vedere dove trovare nel percorso il cardo e l’epilobio

Dipsacum follonum:

Sempre lungo la discesa verso il Mirto, anche questa volta ho fotografato il Cardo dei lanaioli (Dipsacum follonum) durante la piena fioritura.

Epilobium:

Con minor successo ho cercato nuovamente di fotografare pure l’Epilobium col suo curioso piccolissimo fiore all’apice del baccello.

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NDC Piero Pistoia : Per precisazioni sulla storia della classificazione e ipotesi sulla specie di questa pianticella della famiglia delle Onagraceae (EPILOBIO), vedere la PARTE QUARTA, cliccando all’inizio sul link interno EPILOBIO.

 

 

Da OSSERVARE NEL TESTO DI  E. Thommen; 1866 Epilobium angustifolium; ho perduto il testo originale del 1961; questo schizzo sbiadito è stato ripreso da E. Thommen  e A. Becherer del 1993, testo , pure originale, che riporta purtroppo schemi più sbiaditi!

FINE NDC

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FOENICULUM vulgare

Foeniculum vulgare (1)

Foeniculum vulgare (2)

Foeniculum vulgare (3)

Foeniculum vulgare: <- clicca per vedere dove si trova.

Foeniculum vulgare

Anche questa pianta è presente in diversi punti del percorso.

Le foto riguardano la discesa verso il Mirto, che in questo periodo assolato offre la maggior varietà di tutte le specie che cerchiamo di individuare ed elencare.

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OSSERVAZIONE DI PICCOLI FRUTTI DI ARBUSTI

Osservazione piccoli frutti di arbusti

Osservazione piccoli frutti di arbusti

Osyris alba: il piccolo arbusto, mostra le sue bacche ancora verdi. Si trova all’inizio percorso sul lato dx della strada. (Argine tufaceo, vicino alla Nepitella)

Prunus spinosa: la pianta si trova in vari tratti del percorso. La foto si riferisce a quella sul lato sx all’inizio discesa del Mirto, praticamente insieme alle more. Anche se le piccole ‘prugnole’ mostrano un bel colore violaceo, la loro maturazione avverrà in autunno inoltrato, malgrado il sapore rimanga ugualmente asprigno. (Buone per liquori e marmellate)

Rosa arvensis: dopo i bei fiori profumati che accompagnavano ogni nostra visita al percorso, la pianta mostra orai suoi frutti ancora verdi, con la tipica sporgenza legnosa che favorisce l’identificazione della specie. (Foto davanti Sant’Anna)

Rubus fruticosus : ancora acerbe le sue more, cominciano a colorarsi leggermente di rossastro. (Foto inizio discesa Mirto, lato sx)

Osyris alba

Prunus spinosa

Rosa arvense

Rubus fruticosus (1)

Rubus fruticosus (2)

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Inula conyza

INULA conyza

Inula conizae (1)

Inula conizae (2)

Inula conizae (3)

Inula conizae (4)

Inula conizae (6)

Inula conyzae: <- storia di una classificazione di Sofia

Inula conyza

Questa pianticella che ci ha tenuto nell’incertezza per la sua identificazione fin dall’autunno-inverno dello scorso anno, finalmente sta sbocciando i suoi capolini.

(………..bene o male avevo capito a suo tempo che si trattava di un’Asteracea!….)

Le foto si riferiscono alle piante che si trovano vicine al Ponsino, sia sul lato dx che sx della strada.

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NDC  Piero Pistoia – Si tratta di piante con foglie basali grandi picciolate e con foglie cauline non decorrenti, ma a base cuneata più piccole delle basali,  a pagina inferiore finemente tomentosa; fusti e gli involucri dei capolini, più o meno rossastri, i fiori periferici sono praticamente prive di ligule.

 

VEDERE LO SCHEMA DA: S. Pignatti “Flora Italica Vol. III”, EDAGRICOLE

5104 I. bifrons; rametto fiorito e foglia inferiore

5105 I. conyza ; foglia

E LO SCHEMA DA P. Zangheri “Flora italica II”, CEDAM

FINE NCD

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LACTUCA serriola

Lactuca serriola (1)

Lactuca serriola (2)

Lactuca serriola (5)

Lactuca serriola (6)

Lactuca serriola (7)

Lactuca serriola (8)

Lactuca serriola (9)

Lactuca serriola (10)

Lactuca serriola <- dove si trova nel percorso.

Lactuca serriola

Si trova qua e là in vari punti del tragitto, ma le foto di si riferiscono alle piante che spuntano pochi metri dopo l’ingresso della residenza San Domenico, sull’argine dx vicino ai cipressi.

La pianta, confondibile con altre specie commestibili, è in realtà un poco tossica e il suo latice appiccicoso, può essere urticante per le pelli sensibili e per le mucose.

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Filipendula

Osservazione di varie forme di

Osservazione di varie forme di ‘contenitori’ di semi di piante erbacee:

Filipendula, osservata sempre nella discesa Mirto.

Scabiosa columbaria, fotografata vicino alla rete che costeggia il pelago, dove tuttora è in piena fioritura.

Silene alba, il suo curioso contenitore a palloncino sembra abbia dato il nome alla pianta, in quanto Sileno compagno di bevute di Bacco, si narra che avesse una pancia che ricordava la forma del frutto di questa specie. Fotografata vicino al margine dell’oliveta, lato sx strada, inizio percorso.

Scabiosa columbaria

Silene alba (1)

Silene alba (2)

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VERBASCUM sinuatum

Verbascum sinuatum (1)

Verbascum sinuatum (2)

Verbascum sinuatum (3)

Verbascum sinuatum (4)

Verbascum sinuatum (5)

Verbascum sinuatum (6)

Verbascum sinuatum

Verbascum sinuatum

Le foto riguardano il gruppo di piante nello spazio sul lato dx della strada, davanti Poggio Bartolino (credo si chiami così casa Fontanelli).

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NOTE DEL COORDINATORE (NDC)

Nel corso dei mesi, ma specialmente col passare degli anni  potrà accadere che il pezzo di cammino scelto per lo studio floristico di pianticelle selvatiche (erbacce), cambi di aspetto, ma certamente le informazioni botaniche  offerte relative ad esso, che dipendono essenzialmente da ragioni astronomiche, continueranno a ‘vivere’ nella memoria infinita di internet praticamente per sempre, per cui anche in un futuro molto lontano potrebbe avere senso per quegli umani poterle riutilizzare in qualche modo. Così riteniamo che sia probabile che questo esperimento venga a configurarsi come una via aperta a svariate possibilità  per studiare la Natura.

FINE NDC

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I PRIMI DI AGOSTO,  LE FOTO DI SOFIA e relativi commenti

Acero tribolo commento in testo

Acero trilobo

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CHENOPODIUM album

Chenopodium album (1)

Chenopodium album (2)

Chenopodium album (3)

Chenopodium album commento in txt

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CLEMATIS vitalba

Clematis vitalba (1) Clematis vitalba (2)

Clematis vitalba (3)

Clematis vitalba (4)

Clematis vitalba (5) Clematis vitalba (6)

Clematis vitalba commento in txt

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DAUCUS carota

Daucus carota (2)

Daucus carota (4)

Daucus carota (5)

Daucus carota (7)

Daucus carota commento in txt

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Galatella linosyris commento in txt

Galatella linosyris

Inula conizae commento in txt

Inula conyzae

LEGGERE in Thommen e A.Becherer 1993; 2682 Inula conyza

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LEPIDIUM graminifolium

Lepidium graminifolium (1)

Lepidium graminifolium (2)

Lepidium graminifolium (3)

Lepidium graminifolium (5)

Lepidium graminifolium commenti in txt

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NIGELLA damascena

Nigella damascena (1)

Nigella damascena (2)

Nigella damascena (3)

Nigella damascena commento in txt

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RUMEX crispus

Rumex crispus (1)

Rumex crispus (2)

Rumex crispus (3)

Rumex crispus (4)

Rumex crispus commento in txt

ANCORA IL LAVORO FOTOGRAFICO  SUL CAMPO E BREVI COMMENTI DI SOFIA  DATATI IL I° SETTEMBRE 2016

piante-osservate-il-giorno-1-settembre : se ci clicchi ottieni il testo di Sofia che segue 

Piante osservate il giorno 1 settembre.

Nonostante i due giorni di pioggia, il percorso preso in considerazione per l’osservazione delle piante, mostra quasi esclusivamente graminacee secche lungo i bordi della strada e nei campi adiacenti.

Perlustrando con maggiore attenzione, sono riuscita a trovare qualche eroica specie sopravvissuta al ventoso caldo estivo del mese di agosto.

Chenopodium album: già fotografato nelle ultime osservazioni, ora grazie alla vicinanza del grosso mucchio di letame, di fronte alla residenza del Ponso, è notevolmente cresciuto.

Coniza bonariensis (Erigeron bonariensis). Non di certissima identificazione, anche questa piantina infestante su tutto il percorso, ha resistito al calore estivo. Le foto si riferiscono a quella vicino al letame, che la fa crescere vigorosa.

3 Asteracee a confronto. Molto simili, queste tre specie le ho osservate sul lato dx della strada, lungo la discesa che dal Ponso, porta a San Domenico.

Inula viscosa: capolino giallo, come le altre e foglie appiccicose che la contraddistinguono.

Pulicaria disenterica: Molto simile all’Inula viscosa, talvolta i cespugli delle due specie crescono vicini da sembrare un’unica pianta.

Jacobea vulgaris, viene anche chiamato Senecio di San Giacomo. Prossimo alla fioritura. I capolini rassomigliano molto alle specie già descritte, ma le foglie sono totalmente diverse, ricordano quelle del crisantemo.

Bacche (Cinorrodi) di Rosa canina e Rosa arvensis: giunto il periodo di maturazione per entrambe le specie, si possono facilmente notare le differenze che aiutano per un sicuro riconoscimento delle due piante. Nella Rosa canina le infruttescenze, sono di forma piuttosto ovale-allungata, mentre per la Rosa arvensis si presentano più rotondeggianti e più numerose sul ramoscello, distinguibili soprattutto per i residui della colonna dello stilo. (Fotografati davanti la residenza S.Anna, nel cespuglieto sul lato dx della strada).

Rubia peregrina: di fronte a san Domenico, lato sx, aggrovigliata ad altre piante di rovo ho notato i piccoli frutti della Rubia ancora verdi, che saranno maturi in autunno.

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Note del coordinatore P. Pistoia (NDC) – Per leggere le argomentazioni sulla classificazione della CONYZA bonariensis andare nella PRIMA PARTE dopo la cartina, e cliccare sul link  CONYZA o ERIGERON? Sembra che l’ERIGERON bonariensis non risulti nei testi controllati.

FINE NDC

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Seguono le foto di Sofia

CHENOPODIUM album

chenopodium-album-1

chenopodium-album-2

chenopodium-album-3

CONYZA bonariensis

conyza-bonariensis-erigeron-bonariensis-1

conyza-bonariensis-erigeron-bonariensis-2

conyza-bonariensis-erigeron-bonariensis-3

INULA viscosa

inula-viscosa-1

inula-viscosa-2

inula-viscosa-3

inula-viscosa-4

inula-viscosa

JACOBEA vulgaris

jacobea-vulgris-1

jacobea-vulgris-2

jacobea-vulgris-3

PULICARIA disenterica

pulicaria-disenterica-1

pulicaria-disenterica-3

ROSA arvensis

rosa-arvensis-1

rosa-arvensis-3

rosa-arvensis-4

RUBIA peregrina

rubia-peregrina-1

rubia-peregrina-2

IL 19 SETTEMBRE SOFIA HA MANDATO IL SUO DIARIO FLORISTICO RELATIVO AL SOLITO PERCORSO. SEGUONO LE FOTO DELLE PIANTICELLE EMERGENTI ED IL SEGUENTE COMMENTO:

CLICCARE SU:

piante-osservate-il-19-settembre in Word

OVVERO LEGGERE IL CONTENUTO DEL LINK, di seguito

Cyclamen ederifolium:

Si trova soprattutto sul lato sx della strada, poco dopo l’inizio e prosegue fino a poco prima della traversa che porta all’oliveta. Questo Ciclamino, già descritto lo scorso anno è molto simile al Cyclamen repandum, che fiorisce invece in primavera, ha un colore più intenso ed è profumatissimo.

Parietaria officinalis:

Fotografata proprio sotto l’argine del podere Ponsino, vicino al tronco di un cipresso. Questa pianta officinale, dai molteplici utilizzi, viene sempre un po’ ignorata, dato che non è molto appariscente. In questo periodo prosegue la sua fioritura, che dalla primavera continua fino all’autunno.

Crataegus:

Tra le bacche che maturano in questo periodo, nelle siepi di arbusti di fronte al podere Sant’Anna, ho osservato quelle del ‘Biancospino’. (Non so se la specie sia ‘monogyna’ o ‘laevigata’. La prossima volta osserverò se il frutto abbia un solo seme o più)

Synphyotricum (NDC:  Symphyotricum ) squamatum :

Di fronte alla casa col pelago, nell’argine dx della strada spunta questa Asteracea dai fiori minuscoli. A lato della stessa casa ne ho osservata un’altra pianta piuttosto grande. Altre piante sono lungo la discesa che porta al Mirto (lato sx), poco dopo la quercia col tronco biforcato, che di solito prendiamo come riferimento.

Galatella linosyris:

Finalmente questa graziosa asteracea autunnale sta per rifiorire, proprio vicino al cartellino con la sua descrizione. Anche a pochi metri di distanza, sullo stesso argine ne sono spuntate numerose altre piante, che non erano presenti lo scorso anno.

Helianthemus (NDC: o Helianthus?) tuberosus:

Dopo San Sebastiano, sotto l’argine dx del piccolo slargo, dove la strada comincia a scendere per il Mirto, ho notato questa pianta che di solito colonizza zone con presenza di umidità. In effetti avvicinandomi, il luogo mi è sembrato che corrispondesse a tali caratteristiche, infatti poco più avanti sono presenti anche dei salici.

Verbena officinalis:

Prosegue la fioritura della piccola Verbena, fotografata proprio sotto la grande quercia, nella discesa verso il Mirto.

Cornus sanguinea:

Sempre nelle immediate vicinanze della quercia di riferimento, lato sx della strada, ho notato degli arbusti di Corniolo sanguinello, con le piccole bacche mature e le foglie che fin da ora stanno assumendo la caratteristica colorazione rossastra che ha determinato anche l’epiteto del suo nome.

SEGUONO LE FOTO DI SOFIA RELATIVE ALLE INFORMAZIONI PRECEDENTI

Cyclamen ederifolium

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a-cyclamen-ederifolium-6

a-cyclamen-ederifolium-7

 

Parietaria officinalis

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b-parietaria-officinalis-4

b-parietaria-officinalis-5

Crataegus (o biacospino)

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Synphyotricum (NDC:  Symphyotricum) squamatum (?)

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d-synphyotricum-squamatum-2

d-synphyotricum-squamatum-3

 

d-synphyotricum-squamatum-4

d-synphyotricum-squamatum-5

 

Galatella linosyris

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e-galatella-linosyris-5

e-galatella-linosyris-6

Helianthus tuberosus (topinambur)

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Verbena officinalis

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Cornus sanguinea

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Un insetto stecco?

ospite-sui-miei-appunti

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NDC Piero Pistoia – Siamo ai primi di ottobre 2016 e rinascono timidamente le piantine della precedente primavera come il terracrepolo (l’Asteracea Richardia picroides); alcuni esemplari si notano davanti al podere Poderino, sull’argine per salire, sopra strada, al prato di S. Barbara.

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Terracrepolo

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Richardia picroides

Più numerose piantine che volg. chiamiamo  piscialletto o pisciacani , estremamente polimorfi (assomigliano ai terracrepoli) sempre in via del Poderino, scendendo verso sud, a destra nel campetto subito dopo il confine con la proprietà Borghetti, prima dell’incrocio con via dei Filosofi. così ad occhio potremmo rischiare come primo tentativo di ipotesi che si tratti di Taraxacum officinale, visto che in gergo i piascialletto si chiamano anche tarassachi.

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Taraxacum officinale (?)

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Taraxacum officinale (?)  (capolini, lunghezza caule, forma foglie della rosetta basale, radice, boccio). Petali periferici arrossati all’esterno. La radice spesso sembra si divida all’inizio.

 

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Taraxacum officinale (?) (lunghezza caule unico dei campioni, max=40-45 cm). Impossibile osservare ora  gli acheni, necessari alla classificazione. Seguiremo la fruttificazione.

DESCRIVIAMO ORA I CAMPIONI OSSERVATI: aspetto erbaceo;  da una radice tendenzialmente a fittone partono alcuni fusti semplici (spesso uno solo) (max 40-50 cm) poco ramosi (1 o 2 volte biforcati), fogliosi in basso , con foglie inferiori sinuate o pennato-lobate, le altre cauline, più rare, lanciolate abbraccianti intere o dentate; squame  dell’involocro esterno, cuoriformi alla base; capolini gialli, talora con ligule periferiche leggermente macchiate, rigonfi alla base poi cilindrici.

CARATTERISTICHE DEL TARAXACUM officinale

Il tarassaco officinale è un gruppo estremamente polimorfo, con radice a fittone dapprima indiviso poi ramificato. Al colletto della radice si avvolgono squame brunastre o nerastre. Foglie con nervature reticolate, grossolanamente dentate o lobate; raramente intere, ma anche incise fino alla nervatura centrale; si restringono in un picciolo talora alato; capolini  grandi 2.5-4 cm; uno o più cauli  (15-30 cm), glabri, per ogni radice partono dalla rosetta, scapi cavi, lattiginosi che portano alla cima ciascuno una inflorescenza a capolino giallo-dorato; squame involucrali esterne lineari, generalmente ripiegate verso il basso.

Da OSSERVARE IN  E. Thommen e A. Becherer : 2919 – Taraxacum officinale (dent-de-lion). Abbozzo di radice, rosetta di base, seme con pappo, squame involucrali e capolino

Intanto confrontando le caratteristiche del campione osservato con la scheda del T. officinale, rileviamo alcune discordanze (nel campione notiamo cauli più brevi, foglie senza nervature reticolate, petali periferici arrossati all’esterno e le squame involucrali non sono inflesse verso il basso e, nei casi osservati, per ogni radice usciva un solo caule); e’ probabile che l’ipotesi sia falsa. Forse potrebbe trattarsi di un Dente di Leone (genere Leontodon) od altro. Vedremo.

FINE NOTE DEL COORDINATORE

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Il link classifica le piantine fotografate nei diversi punti del percorso

percorso-del-3-ottobre-2016

Contenuto del link precedente:

Percorso del 3 ottobre 2016

  1. Linaria vulgaris: all’inizio del percorso è visibile sulla dx un bel cespuglio fiorito di questa specie. I suoi steli eretti e snelli, portano fitti racemi, al termine dei quali si aprono graziosi fiori gialli a forma di fauce. 4 foto.
  2. Cornus sanguinea: insieme alla Linaria, incurante dell’autunno, si può osservare una vistosa fioritura di un cespuglio di Corniolo sanguinello, con ramoscelli e getti nuovi pieni di foglie ancora verdi. Foto 3
  3. Amaranthacea: proseguendo il cammino, vicino al tronco di un cipresso, proprio davanti all’entrata del Ponsino (lato sx della strada) ho notato questa Amarantacea, di cui per ora non è del tutto definibile la specie. Foto 3
  4. Verbascum blattaria: piccola piantina, in questo momento con unico fusto eretto, vicino al bordo dell’asfalto. Si trova sul lato dx della strada a circa una ventina di metri dopo l’ingresso di sant’Anna.Foto 3
  5. Portulaca oleracea: Pianta invasiva commestibile, con le sue foglioline carnose e i rametti rossastri prostrati e striscianti. Si trova proprio accanto al piccolo Verbasco e credo di non averla mai notata prima, in questo percorso. Foto 7
  6. Galatella linosyris: completa fioritura per questa Asteracea che ha colonizzato gran parte dell’argine vicino al suo cartellino descrittivo. Appare inoltre anche lungo la discesa che dal Ponso va a San Domenico (lato sx). Foto 5
  7. Carex pendula: sempre sul lato sx della via, di fronte alla residenza San Domenico, alla base del capannone di canne, si apre uno spazio che lascia intravedere anche un bel panorama sulla campagna circostante. Proprio qui si trova questa Cyperacea, con dei bellissimi cespugli eretti e vigorosi. Foto 5
  8. Asparagus acutifolius: nella discesa verso il Mirto, sul lato dx della strada, spunta questa pianta che ci mostra le sue piccole bacche verdi, non ancora mature. Foto 3

1 -Linaria vulgaris

1-linaria-vulgaris-1

1-linaria-vulgaris-2

2 – Cornus sanguinea

1-linaria-vulgaris-3

1-linaria-vulgaris-4

2-cornus-sanguinea-1

2-cornus-sanguinea-2

2-cornus-sanguinea-3

3 – Amarantacea

3amarantacea-1



3amarantacea-4

4-verbascum-blattaria-1

4 – Verbascum blattaria


4-verbascum-blattaria-3

4-verbascum-blattaria-4

4-verbascum-blattaria-5


5 – Portulaca oleacea

5portulaca-oleracea-3

5portulaca-oleracea-4

5portulaca-oleracea-5

5portulaca-oleracea-5

5portulaca-oleracea-3

5portulaca-oleracea-4

5portulaca-oleracea-5

6 – Galatella linòrysis

6galatella-linosyris-1

6galatella-linosyris-2

6galatella-linosyris-3

6galatella-linosyris-4

6galatella-linosyris-1

7 – Asparagus acutifolius

8-asparagus-acutifolius-1

8-asparagus-acutifolius-2

8-asparagus-acutifolius-3

8 – Carex pendula

carex-pendula-1

carex-pendula-2

carex-pendula-3

carex-pendula-4

carex-pendula-5

PIANTICELLE SPONTANEE FOTOGRAFATE DA SOFIA IL 19 OTTOBRE  2016

CLICCARE SOTTO PER VEDERE IN TXT IL SUO COMMENTO

percorso-del-19-ottobre

3 foto di Cicorium intybus

1-cichorium-intybus-1

1-cichorium-intybus-2

1-cichorium-intybus-3

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5 foto di Uruspermum dalecampii

2-uruspermum-dalecampii-5

2-uruspermum-dalecampii-6

2-uruspermum-dalecampii-7

2-uruspermum-dalecampii-8

2-uruspermum-dalecampii-9

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3 foto di Soncus oleareus

3-soncus-oleraceus-3

3-soncus-oleraceus-4

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4 foto di Reicardia picroides

4-reicardia-picroides-1

4-reicardia-picroides-2


4-reicardia-picroides-4

INIZIO NDC (note del coordinatore)

VEDERE SCHEMI DI Reicardia picroides

DA PRECISARNE I RIFERIMENTI E COMMENTI NELLE O. C.

IN S. Pignatti

E VEDERE IN P. Zangheri

395 – Capolini di R. picroides

5895 – Capolino di R. picroides; 5896 – Pianta di R. picroides; 5897 – Frutto di R. tingitana; 5898 – Foglia caulina di R. picroides, susp. intermedia.

…….. E schema del T. officinale da Thommen

Che cos’era la pianticella delle Asteraceae, osservata all’inizio di ottobre,  di cui abbiamo fatto l’ipotesi a rischio: Traxacum officinale? E’ una Ricardia picroides? O un dente di Leone? O…… Confrontiamo i suoi  schemi e la sua descrizione dai testi, con le osservazioni sulla pianticella precedentemente fotografata dal coordinatore, che la propose fortemente incerta come ipotesi iniziale.

1 – E’ necessario fare la descrizione diretta del campione osservato, cioè fare una prima scheda provvisoria con le caratteristiche botaniche notate, guardando direttamente la piantina in posto e osservando le foto. Se la piantina è incompleta descrivi quello che vedi! Se non si ricava nessuna caratteristica si passa ad un’altra piantina e l’altra si osserverà in futuro.

2 – Da questa  prima descrizione si formula l’ipotesi che in generale sarà incerta.

3 – Ora si passa al controllo (EE di Popper). Con l’ipotesi dai testi o appunti (o ricordi) descrivi  le ‘vere’ caratteristiche della piantina ipotizzata (seconda scheda) e guardi se ci sono differenze e dove sono con la prima scheda ipotetica;  individuare dove sono le differenze aiuteranno a formulare le ipotesi successive, se ci sono.

4 – Da questo controllo evinci se l’potesi è corroborata o falsificata.

Da continuare l’argomentazione….

FINE NOTE DEL COORDINATORE

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3 foto di BORRAGINE

5-borragine-1

5-borragine-2

5borragine

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6 foto della Rubia peregrina

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7-rubia-peregrina-7

7-rubia-peregrina-8

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7-rubia-peregrina-11

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5 foto di RUBIACEA

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8-rubiacea-2

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CONTENUTO DEL FILE DI TESTO DEL 19 OTTOBRE

Percorso del 19 ottobre

L’autunno è abbastanza avaro di nuove piantine da osservare.

Mi ha incuriosito la rassomiglianza di alcune piante, tra l’altro commestibili e ho cercato con qualche foto di metterle a confronto.

1) Cicorium intybus

2) Uruspermum dalechampii

3) Soncus oleraceus

4) Reicardia picroides

5) Inoltre ho notato diverse piante di Borragine, che cominciano a spuntare di nuovo, soprattutto nel luogo dove era posizionato il cartellino identificativo. (sotto l’argine dx della strada, appena oltrepassato il Ponsino)

6) Spunta di nuovo anche la Mercurialis annua con i timidi fiorellini bianco-verdastri. (proprio vicino alla Borragine)

7 – 8) Due Rubiacee a confronto. Sicuramente una è la Rubia peregrina, già osservata la scorsa primavera, con le sue foglie coriacee, appiccicose e pungenti e il suo stelo quadrangolare. Mentre l’altra, dall’apparenza molto simile, ma di consistenza più erbacea, potrebbe essere un’Asperula o con probabilità un Galium laevigatum……chissà? Aspetteremo la fioritura, per poterle osservare ancora meglio. (Anche questa sull’argine dx della strada sotto la filata di cipressi, vicino alla Borragine).

SOFIA

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NDC Piero Pistoia,

nella passeggiata PARTE SECONDA vicino all’inizio del post già fotografò queste due Rubiaceae su cui espresse dubbi,  chiariti ora da Sofia: si tratta di due generi diversi : la coriacea Rubia peregrina e l’altra erbacea, più delicata, apparterrebbe ipoteticamente al genere Asperula o al genere Galium; per la seconda ha ipotizzato anche la eventuale specie, G. levigatum.

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Il 10 ottobre del 20015 sull’argine all’inizio della proprietà S. Anna fotografai campioni  forse di asperula ‘nascente’ e ‘matura’; allora scrissi,  sul campione osservato, “si nota un fusto quadrangolare, la successione ai nodi di verticilli di 6-8 foglioline oblunghe lanceoloate e uninervie; presenza di ramoscelli all’inizio dei verticilli. Nelle ‘adulte’ le foglie ai verticilli sono meno numerose (max 6) e puntate; le adulte hanno l’aspetto più massiccio. Qui si precisa che si tratta di due specie diverse.

 

IN TOMMEN E BECHERER o.p. citata

2494 – Asperula arvensis

2497 – Galium glaucum

2518 – Galium sylvaticum

2519 –  Galium pumilium

2524 – Galium mollugo

2525 – Rubia peregrina

da continuare l’argomentazione sui testi per il controllo!

fine NDC

IN CORSO DI PUBBLICAZIONE….

piero-pistoia-curriculumok (0)

e.c. sostituire a EPSS, SPSS

POMARANCE: UNA BREVE PASSEGGIATA ‘FLORISTICA’ (flora povera, erbacce…), a scansione mensile, PARTE QUARTA, a cura di SOFIA, esperta sul campo e brava fotografa, coordinatore PIERO PISTOIA (NDC)

N.B. – SE NON ESPLICITATO ALTRIMENTI, LE FOTO, PROGETTI, SCRITTI, ARGOMENTAZIONI E COMMENTI SONO DEL COORDINATORE PIERO PISTOIA (NDC)

Continua il monitoraggio botanico-educativo delle piante selvatiche, a scansione mensile, lungo un percorso, alla periferia del paese di Pomarance, che, inserito nel paesaggio floristico della Val di Cecina, ne riflette le sue caratteristiche botaniche essenziali. Data la vicinanza delle Scuole, potrebbe, nel tempo, se mai la Buona Scuola diventerà attiva, essere utilizzato anche per passeggiate scolastiche culturali ad uso didattico – infatti la comunicazione non sarà meramente descrittiva, ma spesso inserita in un processo costruttivo di ricerca scoperta, cioè nei contesti delle OSSERVAZIONI SCIENTIFICHE scolastiche – e in generale come stimolo all’osservazione guidata della Natura Spontanea della zona, e non solo (se è vero che tutta la vegetazione italiana e delle Nazioni limitrofe, circa nella stessa fascia di latitudine, risente mediamente del clima dell’area mediterranea). Questa comunicazione culturale può ravviare il concetto di diversità biologica e attivare una interazione positiva con il mondo della Natura.

COME NELLE ALTRE PARTI I TESTI QUALIFICATI DI RIFERIMENTO PER QUESTO LAVORO SONO PRINCIPALMENTE I SEGUENTI:

EUGENIO BARONI “GUIDA BOTANICA D’ITALIA” Ed. CAPPELLI

PIETRO ZANGHERI “FLORA ITALICA Vol. I-II-III” Ed. CEDAM        

SANDRO PIGNATTI “FLORA D’ITALIA Vol. I-II-III” Ed. EDAGRICOLE

EDUARD THOMMEN “ATLAS DE POCHE DE LA FLORE SUISSE” EDITIONS BIRKHAUSER BALE.

VENGONO ANCHE CONSULTATE DUE GROSSE ENCICLOPEDIE SUL REGNO VEGETALE, L’UNA EDITA DA VALLARDI E L’ALTRA DA RIZZOLI; E SVARIATI ALTRI TESTI SECONDARI DI DIVERSE CASE EDITRICI CHE NOMINEREMO QUANDO NECESSARIO.

A questi testi si farà continuamente riferimento esplicito e si spera che Autori ed Editori permetteranno di trasferire qualche disegno schematico di chiarimento dai loro testi a questo post, il cui unico obiettivo è e rimarrà solo quello di ‘costruire’ e comunicare didatticamente cultura, per quanto ci riesce, sempre del tutto gratis. Comunque siamo disponibili nell’immediato a qualsiasi intervento su questo post su avvertimento (al limite, se necessario, anche a sopprimerlo!)

Il testo teorico di riferimento sarà:

Carlo Cappelletti “BOTANICA, Vol.  I° e Vol II°”, UTET

Con GIUGNO 2016 inizia la PARTE QUARTA di un nuovo ciclo di diari osservativi sulla flora selvatica  dello stesso percorso.

Chi volesse da subito informazioni sulle seguenti piantine può chiccarci sopra:

EPILOBIO con schemi e ipotesi sulla specie
EPILOBIO1 per vedere altre foto di Epilodio
ALTHEA cannabina con schemi

Per la storia della classificazione della ALTHEA cannabina, chiccare anche, nella PARTE PRIMA, sul link interno ‘ALTHEA cannabina’ subito dopo la cartina topografica del percorso.

NDC – Da chiarire ancora sui riferimenti. Lungo la sterrata dopo il primo cartello per il mirto, dopo una decina di metri scendendo, sulla destra parlammo di una ‘roverella’;  si tratta del grosso albero scavato, nero all’interno? Poi Sofia ha parlato ultimamente (nella PARTE TERZA) di due riferimenti lungo la stessa sterrata. Dalle foto sembrano lo stesso albero: una grossa quercia a tre tronchi; scendendo si trova sospeso sul piccolo argine a sinistra, a una ventina di  metri dal precedente? Si tratta ancora di una roverella? Guardare la foto e rispondere alle domande. Le foglie attribuite alla roverella, hanno la parte superiore più bombata e meno seghettata di quelle della quercia? Ovvero le foglie non sono utili per la differenza? Quali sono le differenze fra  quercia e roverella ora che hanno le foglie? Le foglie attribuite per ipotesi alla roverella sono state staccate dal grosso cavo nero e dall’altro riferimento; le altre da un’altra pianta che mi è sembrata  una quercia. Insomma lungo la sterrata ci sono altre roverelle?

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Confronto foglie di Quercia

 

UNA SINTESI SULLE DIFFERENZE fra Quercus robur e Q. petraea, a cura di P. Pistoia

 

Quercus robur (Farnia o Quercia s. l. )               Rovere (Quercus petraea)

Foglie: con picciolo breve                              ->     con picciolo lungo

due orecchiette asimmetriche            ->      nessuna orecchietta

max terzo superiore                           ->      max a metà foglia

ambedue le facce glabre                    ->      le due facce diverse

picciolo foglia assente                        ->      picciolo lungo

Frutto: peduncolo lungo                                ->      peduncolo breve

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Ecco le risposte_commento di Sofia

Per quanto riguarda il riconoscimento delle varie specie di Quercia, non è proprio cosa facile, diciamo che talvolta è un vero rompicapo.

Le 4 specie più similari, si differenziano per pochi particolari e solo un occhio esperto attento all’osservazione, durante tutte le fasi annuali di vita

della Querce, può notare queste piccole differenze.

La Rovere (Quercus petrea) è la specie più diffusa dalle nostre parti. Le differenze che la distinguono dalle altre riguardano solo la foglia e il frutto.

La foglia mostra un peduncolo evidente che la sorregge. La parte superiore della foglia è glabra mentre quella inferiore leggermente, e non sempre, pelosa. La larghezza massima della foglia si ha nei lobi più bassi (più o meno nel terzo). Un altro particolare che la contraddistingue è l’assenza del peduncolo della ghianda.

La Roverella (Quercus pubescens) è molto simile alla rovere (infatti sono queste due specie che si possono maggiormente confondere tra di loro). Come suggerisce il nome è riconoscibile per i rametti giovani peluriosi. Pure la parte sottostante della foglia è nettamente più pubescente della Rovere. Anche i frutti e il loro peduncolo sono similari tra le due specie perciò facilmente confondibili. La roverella ha la cupola con squame più appressate e più vellutate, inserite per metà sul frutto, ma non sempre è evidente questa piccola differenza.

La Farnia (Quercus robur) è già più riconoscibile dalle altre. Le sue foglie hanno larghezza massima  nei lobi più alti, ma soprattutto non hanno peduncolo. Alla loro base hanno due piccoli lobi come orecchiette. Glabre su tutte e due le pagine. La ghianda invece ha un peduncolo lunghissimo ed è lunga e più elegante delle altre.

Nelle nostre zone, non ne ho viste molte, solo in Farneta, Berignone e lungo il torrente Secolo…..ma se vuoi osservarne alcune in paese, devi andare dietro l’edificio del teleriscaldamento!!!!

Il Cerro (Quercus cerris) comunissimo ovunque nei dintorni, ha le foglie profondamente lobate, tanto che talvolta i lobi sono così scavati che raggiungono la venatura centrale della foglia. La ghianda è inconfondibile perché è inserita in una cupola tutta arricciata.

Ma le querce, estremamente polimorfe e ibridabili possono ingannare anche le persone più esperte!

 

IL RICCO REPERTORIO DI FOTO LUNGO IL PERCORSO DI SOFIA IL 6-GIUGNO-2016 CHE PRATICAMENTE ESAURISCE TUTTO IL POST, eccetto il commento sull’EPILOBIO e la proposta della sua specie

LA COMPOSITA Cotha altissima

Cota altissima (6)

Cota altissima (2)

Cota altissima (3)

Cota altissima (5)

Cota altissima (6)

Dove si può vedere C. altissima nel percorso:

Cota altissima

LA BORRAGINACEA Echium volgare

Dove si può vedere E. vulgare nel percorso:

Echium vulgare

 

Echium vulgare (11)

Echium vulgare (10)

Echium vulgare (6)

Echium vulgare (5) Echium vulgare (4)

Echium vulgare (2)

Echium vulgare (1)

 

L’ Apiacea Eryngium campestre

Eringium campestre (1)

Eringium campestre (2)

Eringium campestre (3)

Eringium campestre (4)

Eringium campestre (5)

Dove si può vedere E. campestre nel percorso:

Eryngium campestre

Questa pungente Apiacea già fiorita, si trova sul lato sx della strada, proprio sul margine accanto all’asfalto, vicino alla vigna, a 30 metri dal Ponso (NDC: scendendo verso San Domenico).

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LA RUBIACAEA Galium mollugo

Galium mollugo (1)

Galium mollugo (3)

Galium mollugo (5)

Dove si trova G. mollugo nel percorso, clicca :

Galium mollugo

La piantina di Galium è presente un po’ ovunque su tutto il percorso. Le foto si riferiscono a quella vicino la fossetta poco prima del Ponsino.

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CONFRONTO FRA DUE FAGACEE del genere Lathyrus

 

Lathyrus odoratus (1)

Lathyrus odoratus (2)

Lathyrus odoratus (3)

Lathyrus odoratus (4)

Lathyrus odoratus (5)

Lathyrus odoratus (7)

Lathyrus odoratus (8)

Lathyrus odoratus (9)

Lathyrus odoratus (10)

Lathyrus odoratus (11)

Lathyrus silvestris (1)

Lathyrus silvestris (2)

Lathyrus silvestris (3)

Lathyrus silvestris (4)

Lathyrus silvestris (5)

Lathyrus silvestris (6)

Lathyrus silvestris (7)

Per vedere dove si trovano nel percorso ed altro, cliccare su:

Solito confronto con due fabacee

Confronto con due fabacee simili:

Lathyrus sylvestris: sul lato dx della strada, di fronte alla rete che dopo 20 metri circa, porta al pelago dopo Sant’Anna.

Lathyrus odoratus: sul lato sx della strada davanti all’ingresso di san Domenico, dove iniziano i cipressi.

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La CARYOPHYLLACEA Petrorhagia prolifera

Petrorhagia (1)

Petrorhagia (2)

Petrorhagia (4)

Petrorhagia (7)

Petrorhagia (8)

Petrorhagia (9)

Petrorhagia (10)

Per vedere dove osservare questa Caryophyllacea, cliccare su:

Petrorhagia prolifera

Una piccolissima Caryophillacea che ho notato mentre osservavo altre piante, sul lato dx della via, dove si apre in uno slargo, che curva per la discesa che porta al Mirto. Davanti Poggio Bianco (da chiarire)

FINE REPERTORIO

NDC – Da ricordare che Poggio Bianco è la zona al termine della via sterrata indicata dal primo cartello per il Mirto, oltre il secondo cartello!

 

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SCHEMI E SCHIZZI DELLE  Cariophyllaceae descritte

CARIOFILLACEE0001992: Petrorhagia proliphera

da P. Zangheri “Flota Italica II”, CEDAM

CARIOPHILLACEAE0001

da continuare…

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LA  CRUCIFERA Raphanus raphanistrum

 

Raphanus raphanistrum (1)

Raphanus raphanistrum (2)

Raphanus raphanistrum (3)

Raphanus raphanistrum (4)

Raphanus raphanistrum (5)

Raphanus raphanistrum (6)

Raphanus raphanistrum (7)

Per vedere dove si trova questa Crucifera, cliccare su:

Raphanus raphanistrum

Si tratta di un Ravanello selvatico fotografato sullo spiazzo a dx, sulla curva prima che la strada discenda verso il Mirto (davanti Poggio Bianco).

Simile a molte altre Crucifere con fioritura di colore giallo, ma ora il suo frutto lo rende inconfondibile.

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FRUTTI VARI

Capsula frutti del papavero. Davanti al Ponso (zona letame).

Frutti Scorpiurus muricatus: la piantina che abbiamo tenuto in osservazione da quasi un anno! I suoi frutti sono davvero curiosi, diciamo belli! Si vedono un po’ dappertutto, ma la foto è fatta nella discesa che dal Ponso porta a San Domenico, sulla dx al margine del campo di avena.

Frutti del Biancospino: Cespuglio grande davanti Sant’Anna, lato dx strada. Già fotografato quando era in piena fioritura, ora si notano i piccoli frutti che stanno crescendo.

Biancospino frutti (2)

Biancospino frutti (3)

Biancospino frutti (5)

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capsula semi pavavero (1)

capsula semi pavavero (2)

capsula semi pavavero (3)

FRUTTI VARI: dove si possono vedere nel percorso

Scorpiurus muricatus - FRUTTO (1)

Scorpiurus muricatus - FRUTTO (2)

Scorpiurus muricatus - FRUTTO (3)

Scorpiurus muricatus - FRUTTO (5)

Scorpiurus muricatus - FRUTTO (6)

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SOFIA IL 14 GIUGNO

IL CIRSIUM arvense (ho corretto il genere)

Cirsium arvense

(Cardo campestre): davanti la casa con pelago. Lato dx della strada proprio sul bordo, poco prima dell’incrocio sulla dx.

(Elimina le foto in eccesso)

 

Cirisium arvense (1)

Cirisium arvense (2)

Cirisium arvense (3)

Cirisium arvense (4)

 

Cirisium arvense (5)

Cirisium arvense (6)

Cirisium arvense (7)

Cirisium arvense (8)

Cirisium arvense (9)

 

Cirsium arvense (10) Cirisium arvense (11)

Cirisium arvense (12)

Cirisium arvense (13)

 

Cirsium arvense (14)

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Dianthus carthusianorum

Dianthus carthusianorum (2)

Dianthus carthusianorum (3)

Dianthus carthusianorum (4)

Dianthus carthusianorum (5)

Dianthus carthusianorum (6)

Dianthus carthusianorum: commento in txt

SCHEMA DA P. Zangheri, “Flora Italica II”,CEDAM

CARIOFILLACEE0002

997:  Dianthus cathusianorum

Possiede sottospecie che cambiano nome con la forma della brattea del calice.

GALIUM verum

Galium verum

(Caglio zolfino), una Rubiacea che comincia a spuntare su tutto il percorso. Osservata nei pressi del cartello della Spirea, però sul lato dx della strada. Le Rubiacce in generale hanno una sezione del caule tendenzialmente a geometria non circolare.

Galium verum (1) Galium verum (2)

Galium verum (3)

Galium verum (4)

Galium verum (5)

Galium verum (6)

Galium verum (7)

Galium verum (8)

Galium verum (9) Galium verum: commento in txt

 

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MELILOTUS albus

Melitotus albus

L’esile fabacea, cerca di resistere tenacemente alle mille avversità, giacchè è spuntata proprio sul bordo asfaltato della via.

Si trova a poche decine di metri, dal cartello di inizio percorso della ‘strada vicinale’, sul lato dx, sporgente sulla strada.

NDC – Da notare che esistono due cartelli che indicano la vicinale: uno all’incrocio con via Filosofi (inizio?) e l’altro presso Poggio Bartolino (fine?)

Melitotus albus (1)

Melitotus albus (2)

Melitotus albus (3)

Melitotus albus (4)

Melitotus albus (5)

Melitotus albus (6) Melitotus albus

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Scabiosa columbaria

In un primo momento avevo pensato che si trattasse della Knautia arvensis, poi osservando le foglie cauline, così minuscole con segmenti molto sottili, credo che si tratti della Scabiosa. Anche la conformazione dei lobi del fiore, che sembrano suddividersi in 5 parti (invece che in 4 come nella Knautia), avvalora l’ipotesi.

Fotografata al margine interno della rete metallica, che in pochi metri raggiunge il pelago. Lato sx della strada, però è presente anche di fronte sul lato destro, quasi sul bordo stradale.

 

Scabiosa columbaria (1)

Scabiosa columbaria (2)

Scabiosa columbaria (3)

Scabiosa columbaria (5) Scabiosa columbaria in txt

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Teucrium chamaedrys

Teucrium chamaedrys

La profumata lamiacea si trova all’inizio del percorso, sul lato dx della strada, subito dopo l’incrocio per ‘S.Pietro’ e l’oliveta del lato opposto.

In alto sull’argine tufaceo, insieme a un ramo di erba medica.

Teucrium chamaedreis (1)

Teucrium chamaedreis (2)

 

Teucrium chamaedreis (3)

Teucrium chamaedreis (4)

Teucrium chamaedreis (5)


Teucrium chamaedrys in txt

NDC – In questo scorcio di giugno nel passare mi è sembrato di intravedere  una densa fioritura di chamedrys nel prato subito a sinistra dopo l’incrocio di via Del Poderino con via dei Filosofi. Il controllo non è stato possibile: il giorno dopo il prato era stato rasato.

Il T. chamedrys ha fiori in numero variabile da due  a sei per ogni nodo riuniti all’ascella delle foglie.

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FINE NDC

Trifolium campestre

E’ presente un po’ ovunque durante il tragitto, ma le foto si riferiscono alle piantine sul bordo dx della discesa che conduce al Mirto, qualche decina di metri dopo la quercia biforcata, presa a riferimento altre volte. (NDC: OK)

Trifolium campestre (1)

Trifolium campestre (2) Trifolium campestre in txt

VARIE

La Malva cannabina in attesa di fioritura.

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NDC di Piero Pistoia

Malva cannabina non figura nella letteratura in mio possesso; esiste Althea cannabina (detta Malva canapina). Esiste invece Malva alcea. APRIAMO  UNA  ARGOMENTAZIONE…..

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FINE NDC

Lungo il tragitto ancora bei cespugli fioriti di rose bianche, che sembrano ornare la strada.

Sperando che resista ai tagli selvaggi, continua a crescere la nostra pianta ‘X’, in osservazione dallo scorso inverno e oltre. Per diversi particolari suppongo che si possa trattare di Enula baccherina (Inula konizae).

La sua fioritura sarà piuttosto insignificante come tipologia di ‘fiore’, ma molto sospirata!!!!

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NDC P. Pistoia

(NDC) Nel giugno del 2015, dopo attente osservazioni (riportate nella PARTE PRIMA) e controlli, mi convinsi che la malvacea fotografata anche oggi, praticamente nello stesso posto, e individuata come Malva cannabina, fosse da attribuire alla specie Anthea cannabina (chiamata volg. Malva canapina). In effetti Malva cannabina sembra non esistere in letteratura, come già precisato.

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FINE NDC

malva cannabina (1)

malva cannabina (2)

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Presunta Composita in osservazione (1)

I. conyza

Presunta Composita in osservazione (2)

Inula conyza

rosa arvense (1)

rosa arvense (2)

VARIE in txt

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INIZIO NDC  Piero Pistoia

(NDC) Foto di Inula viscosa in vegetazione e Tòrilis arvense (?) nate nell’ultimo tratto della sterrata subito prima della seconda indicazione per il Mirto. Qui sono rinate molte altre piantine di Giugno (per es. la Gentianacea Chlora perfoliata, la Verbena, l’Iperico, il Meliloto,l’Eringium, il Galium verum, una seconda Apiacea,…).

 

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EPILOBIO

Pianticella che sta fiorendo da classificare, fotografata circa a un quarto della strada sterrata fra i due cartelli del P. Il Mirto scendendo sulla sinistra, presso la grossa quercia a tre tronchi già considerata come riferimento.

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Pianticella x1

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Pianticella x2

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Pianticella x3

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Pianticella x4

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Pianticella x5.

Abbozzo di descrizione:  rametti alternati con foglie lineari lanceolate alternate a rotazione destrorsa, cime, ad occhio, a lunghi peduncoli fiorali (?) tendenzialmente corimbose, piccoli fiori terminali sul rosa (?) appena accennati con calice. Il caule centrale, quasi nero dalla parte della strada, alto fino a 1.5 m, a sezione non circolare, tendenzialmente quadrangolare. Non è una Composita. DA PRECISARNE LA DESCRIZIONE.

Nell’ultimo segmento di giugno Sofia propone il genere Epilobium; da precisare la specie. Quelli che apparivano ad occhio come lunghi peduncoli fiorali  Sofia scopre che si tratta addirittura di baccelli a sezione molto sottile pieni di semi con pappi con in cima un ‘accenno’ di fiore, come riferisce nella PARTE QUINTA (Luglio); la distribuzione dei baccelli (tendenzialmente a ‘cima corimbosa’) fa pensare a fiori in un racemo lungo spiciforme (a spiga) con fiori a ovario inferiore che, una volta fecondato, potrebbero allungarlo formando il sottile baccello; seguono foto di questi strani frutti che, secchi, a partire dall’alto si incrinano in lunghe e sottilissime lacinie filiformi longitudinali, aprendosi sempre di più a stecche di ombrello, liberando, in tal modo, i piccolissimi semi e pappi contenuti. Manca la descrizione della corolla e delle altre parti del fiore che non abbiamo potuto osservare.

 

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Ipotesi sulla specie: Epilobium angustifolium

SCHEMI ESPLICATIVI…….da P. Zangheri “Flora Italica II”, Cedam, Padova

NB – Se a causa della lentezza di internet le foto degli schemi rimangono implicite,  il nome del file di riferimento è erroneamente Inula e non Epilobio, anche se poi le foto esplicitate sono dell’Epilodio (ASPETTO CORRETTO!)

 

 

Epilobio_cima_foglie

Epilobium angustifolium: cima fiorita e foglie cauline

 

 

Epilobio_fiore

Epilobium angustifolium: fiore in sezione

Per vedere uno schema che riporti il ‘funzionamento’ dello strano baccello, osservare il frutto di E. roseum (3057)

 

Epilobio_frutto

 

3057: E. roseum; frutti e foglia

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ANCORA NDC

Tòrilis arvensis

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T. arvensis ed I. viscosa in vegetazione.

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Galium verum sulla sinistra scendendo davanti al secondo cartello per Il Mirto alla fine del percorso

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Galium verum con Spirea exapetala in vegetazione

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La Gentianacea Chlora perfoliata con Meliloto in fiore in basso adestra

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Intorno al 24 giugno (San Giovanni) Sofia scatta gruppi di foto per varie specie botaniche durante le sue visite al percorso in studio a partire dalla Gentianacea Chlora perfoliata (Blackstonia perfoliatata) già studiata che si presenta in fusti eretti, ramosi in alto; foglie basali da lanceolate ad ovate; le intermedie triangolari acuminate. Fiori su peduncoli di 3-4 cm; calice diviso quasi completamente il lacinie; corolla gialla a imbuto; il seme è una capsula ellissodale

FINE COMMENTO di P. Pistoia

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Blakstonia perfoliata e Centaurium Erytrea: in testo per vedere dove di trovano

Blakstonia perfoliata (7)

Blakstonia perfoliata (6)


Blakstonia perfoliata (4)

Blakstonia perfoliata (2)

Blakstonia perfoliata (1)

Blakstonia perfoliata (5)

 

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Dipsacus fullonum (1)

Dipsacus fullonum (2)

Dipsacus fullonum (3)

Dipsacus fullonum (4)

Dipsacus fullonum (5)

Dipsacus fullonum:  dove si trova in txt

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EPILOBIO1

Epilobium: dove si trova in txt

Epilobium.... (1)

Epilobium...

Epilobium.... (4)

Epilobium.... (3)

Epilobium.... (2)

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Ferulago campestris: dove si può vedere nel percorso in txt

 

Ferulago campestris (8)

Ferulago campestris (7)


Ferulago campestris (5)

Ferulago campestris (4)

Ferulago campestris (3)

Ferulago campestris (1)

INIZIO NDC  Piero Pistoia su F. campestris

Frutto 4 mm x 8-12 mm con coste laterali saldate in un’ala liscia, di forma ovale schiacciata, leggermente striato che tende ad annerire; fusto eretto glabro, lucido un po’ ingrossato ai nodi; rami alti tendenzialmente verticellati; foglie basali (2-5 dm) 3-4 pennatosette,  completamente  divise in lacinie lineari molli (o.5-5-8 mm) tendenzialmente divergenti ad angolo retto ombrelle a  0-12 raggi; petali gialli larghi un mm.

centaurea0002

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Fusto intermedio e due semi rotondeggianti: uno di profilo

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FUSTO INTERMEDIO DI Ferulago campestris

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Cima di F. campestris con ombrelle e semi; si nota un piccolo coleottero  a righe longitudinali nere

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3130 – foglia di F. campestris schema ripreso da Zangheri, opera citata 

FINE NDC

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Arum italicum

arum italicum (1)

arum italicum (2)

Arum italicum: dove si può vedere nel percorso, in txt

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Cichorium intybus (1)

Cichorium intybus (2)

Cichorium intybus (3)

Cichorium intybus (4)

Cichorium intybus (5)

Cichorium intybus (6)

Cichorium intybus: per vedere dove si trova nel percorso in txt

Cichorium intybus

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Cornus sanguinea frutti (1)

Cornus sanguinea frutti (2)

Frutti di arbusti: per sapere i tipi di frutto delle foto e dove sono state scattate in txt

frutti prunus spinosa (1)

frutti prunus spinosa (2)

Frutto Prunus spinosa (1)

Frutto Prunus spinosa (2)

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ALTHEA cannabina

VARI TIPI DI MALVE NEL PERCORSO: cannabina e punctata

Malva cannabina (2)

Malva cannabina (1)

Malva cannabina (3)

Malva punctata (1)

Malva punctata (2)

Malva punctata (3) Malva punctata (4)

MALVACEAE

Per la classificazione aiutarsi con gli schemi ripresi da P. Zangheri, o. c.

ALCUNI SCHEMI SU ALTHEA E MALVA

Malva_alcea_fiore_da_sotto

Malva alcea: fiore da sotto

Malva_alcea_fl

Malva alcea: foglia

Malva_fiore0001

SEZIONE FIORE Malva sylvestris

ALTHEA cannabina

Althea_cannabina_fl

Althea cannabina: foglia media_superiore

Althes_cannabina_calice_calicetto

Althea cannabina: calice e calicetto

Medicago sativa (1)

Medicago sativa (2)

Medicago sativa (3)

Medicago sativa (4)

Medicago sativa: osservazioni in txt

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Salvia verbenaca

Salvia verbenaca (1)

Salvia verbenaca (2)

Salvia verbenaca (3)

Salvia verbenaca (4)

Salvia verbenaca (5)

Salvia verbenaca: su questa salvia in txt

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Torilis arvensis (2)

  La Torilis

Torilis arvensis (3)

Torilis arvensis (4)

Torilis arvensis (5)

Torilis arvensis (6)

Torilis arvensis: la T. arvensis nel percorso in txt

Torilis arvensis

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Verbena officinalis

Verbena officinalis (1)

Verbena officinalis (3)

Verbena officinalis (4)

Verbena officinalis (5)

Verbena officinalis (6)

Verbena officinalis (7)

Verbena officinalis (8)

Verbena officinalis (9)

Verbena officinalis: cosa dice Sofia sulla V. officinalis del percorso in txt.

Verbena officinalis

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SEGUIRA’ IL LAVORO A PARTIRE DA LUGLIO CHE INSERIREMO NELLA PARTE QUINTA

FINE QUARTA PARTE