LA COLONIA, poesia di Paolo Fidanzi

Sono certo che i gatti si addormentano.

Spesso.

Non conosco i loro percorsi cerebrali

quando sognano il cielo

e la notte piena di stelle.

 

Sono certo che ROSINA mi vuol bene.

Perchè sono io che la cerco con lo sguardo

e il suo affetto mi è caro.

Centra le mie pupille

con le sue, gialle, e ascolta

il mio silenzio.

Sfumano così reciproche tristezze

in una mia carezza e un suo gorgoglio.

 

I suoi tre mici

Tina, Nina e d’Artagnan

sono dei parlatori.

Accennano discorsi ad ogni mia sollecita richiesta.

E’ un miagolio preciso

non come la mia voce ,

che tende sempre ad oscurare

quello che veramente sente.

 

La loro voce, invece,

come quella di ROSINA, la madre,

è pura e non mente a nessuno,

tantomeno a colui che la capisce.

Insegna a D’artagnan l’educazione

per la sua quasi certa, prossima, adozione.

 

Tina rimane e sarà lei a sopportare

il carico di una nuova procreazione,

lo sgravio di antiche sofferenze feline.

 

D’altronde, dopo circa tre mesi,

di nuovo gravida

-come natura vuole-

ROSINA abbandona ogni protesta

ed ogni protezione

verso i suoi piccolini che avranno,

-a ragione-

pretese alimentari

e forti richiami sociali.

 

 

PS.

Il gatto non è individualista.

Rifiuta di stare tra la folla

e vive un po’ appartato

solo per non essere pestato.

 

 

 

 

 

Paolo Fidanzi

settembre 2016

Volterra