Ti seguono
come un presentimento.
Arrivano come qualcosa di fastidioso
e percepibile da tempo.
Qualcosa di ben riconoscibile
che hai dentro:
scolpito per te in un’infanzia remota
o prima ancora della tua presenza in vita.
Cancelli tutto, poi, con una grande spugna
fatta della tua semplice esperienza
che faticosamente ti ha concesso di marcare
la presenza con un minimo di decenza civile.
Fatta del tuo pensiero,
del tuo comportamento nuovo
che giorno dopo giorno
hai cercato con forza di cambiare,
che certe volte,
più semplicemente ti ha sorpreso
come un faro che acceso
puntasse al tuo cuore distratto.
Paolo Fidanzi
luglio 2013