POESIA “LA VALLE DELLE FARFALLE” del poeta curdo Sherko Bekas; commento del dott. prof. Francesco Gherardini

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La Valle delle Farfalle di Sherko Bekas

Opppure:

SHERKO BEKAS 1940 – 2013

Nato a Sulaimanja nel Kurdistan irakeno, figlio del poeta curdo Fayak Bekas, nel 1965 entra nel Movimento di Liberazione del Kurdistan e lavora alla radio ” La voce del Kurdistan”. Lascia la sua patria a causa delle pressioni del regime irakeno nel 1986. Dal 1987 al 1992 vive in esilio in Svezia. Nel 1992 torna in patria. Muore di cancro a Stoccolma nel 2013.

Il suo lavoro principale è la VALLE DELLE FARFALLE, un poema epico pieno di sentimento , incentrato sulle vicende del popolo curdo nel XX secolo. Scrive con un tocco gentile e con ritmo, senza melodrammaticità, parla degli avvenimenti che segnarono la fine della guerra tra Iran e Iraq. La minoranza curda affronta tremende difficoltà in entrambi gli stati. In particolare in Iraq Saddam Hussein provoca la distruzione di migliaia di villaggi e fa compiere ai suoi soldati massacri indicibili con decine di migliaia di vittime.

Sherko Bekas scrive in una maniera molto personale, senza toni affannosi, sciorina delle litanie come se passasse uno per uno i grani di un rosario. Parla di Halabja richiamando la ferocia di un regime che ha fatto cinquemila morti e migliaia di carcerati per impedire la crescita della Resistenza contro il suo regime. L’ insieme dei versi è come una Nenia, dove piano piano la Forza del popolo curdo nasce dalla Resilienza. Canta come un Bardo delle ere passate, raccontando queste vicende. Nel poema su tutto sovrasta l’avvincente bellezza dei paesaggi, delle montagne dove i Curdi si rifugiano; luoghi che non cederanno mai. Nonostante la drammaticità delle vicende narrate non viene mai meno la Speranza.

Sherko Bekas fa abbondante uso di metafore, di immagini astratte e surreali, di riflessioni molto complesse. La bellezza e la tragedia convivono in un contesto di grandi contrasti anche climatici fra inverni rigidissimi ed estati fiammeggianti oltre i cinquanta gradi. La sua poesia riflette queste condizioni estreme della vita curda.

Sherko Bekas è stato un pioniere della poesia curda, un poeta estremamente popolare; la faccia stessa del movimento di Liberazione fin dal 1980. Dopo il 1992 con la fondazione del Governo regionale del Kurdistan irakeno si è concentrato sui temi della giustizia sociale, contro l’estremismo religioso, la corruzione e il nepotismo anche di quelli che una volta erano stati rivoluzionari. Ha dato voce ai poveri, alle donne e a tutti gli “altri” emarginati.

BUTTERFLY VALLEY (Derbendi Pepûle) è stata pubblicata nel 1991 in Svezia e tradotta in molte lingue. Il poema è stato scritto per ricordare il massacro di ANFAL del Febbraio 1988 e l’annientamento coi gas degli abitanti della città di HALABJA del 16 Marzo 1988. Con queste azioni estreme Saddam Hussein volle punire la popolazione di questi villaggi per il loro sostegno alla Resistenza curda. Duemila villaggi distrutti e 281 attacchi chimici ad ANFAL , centomila civili sterminati. Ad Halabja cinquemila persone gasate. Entrambe le vicende occupano il posto centrale nel poema di Sherko Bekas, che evoca la tragedia di Halabja parlando di “doomed spring” (primavera condannata) e “the frost of March” (il gelo di Marzo) e di “lemon tree”, un albero di limone costituito dalle persone morte avvelenate. Gli eventi tragici sono descritti e narrati attraverso una mescolanza di generi letterari ( che vanno dal folksong alle lamentazioni funebri rituali e tradizionali più antiche fino ai rituali di nozze), di colori (white, brown, yellow, quelli delle miscele di gas letali) e di odori (di aglio e mele marce).

Riporto i primi duecento versi introduttivi del poema, così profondi intimi suggestivi emozionanti che non potranno non colpire il lettore. Butterfly Valley è pubblicato in lingua inglese dal 2018.

La Valle delle Farfalle di Sherko Bekas

Goccia a goccia la pioggia disegna per terra dei fiori

come lacrima per lacrima i miei occhi danno forma al tuo volto.

Che anno di esilio sempre in contatto , che dolore in tutto il corpo

portano alla fioritura la montagna della mia testa

pietra su pietra; ramo per ramo, frasca per frasca

fanno germinare le mie mani riarse, le mie dita,

e come fa il cardo 1 abbandonano me al vento del tuo amore,

per germogliare nel gelo della tua anima.

Crepitando e vibrando il vento pare leggere i campi

mentre sussulto per sussulto il mio respiro ti chiama.

Cos’è questo verde uragano,2

questo leggendario cavallo alato

che rinforza la corsa per strapparmi da questo posto fuori dal mondo,

per portarmi dai tuoi nomadi nei loro quartieri invernali!

Fiocco per fiocco, la neve ascolta la montagna

e parola per parola le mie poesie hanno cura del tuo amore.

Cos’è questa nevicata giallastra,3

questa bufera di neve di una storia prematura

che nella morte di oggi

mi spinge verso di te.

Campo per campo, montagna per montagna

lungo il percorso di una morte bianca!

Questo è un viaggio

Un viaggio

Viaggio

Il viaggio della paura permanente

Il viaggio di un albero povero e martoriato,

un insieme di ferite erranti.

E’ un gelo

Un gelo

Gelo

Il gelo annuale di una primavera condannata

Il gelo di Marzo.

Questo è il lamento della tempesta di vento e il singhiozzo dei fiori,

così io mi preparo.

Quando il dolore sboccia sulla pietra

Io preparo il mio cavallo, la sua testa ardente per la partenza.

Quando la pioggia scrive le poesie più verdi

Io preparo il tuono lamentoso di queste nuvole rosse.

Quando la culla, gli arbusti, il cespuglio galoppano

Io preparo il puledro irrequieto dei bianchi dolori.

Quando Dio è stupito e la morte perplessa

Io preparo un carrettino di graziosi angioletti

Che chiedono aiuto.

Quando la morte è la mia sposa,

quando il veleno è il regalo che mi fa il mondo,

io preparo questi versi velati,

una collana di nebbia.

Al Crepuscolo, dopo che hai convocato tutte le tue ferite,

io arrivo, al Crepuscolo.

Al Crepuscolo, dopo una cena di pianti,

sarò con te, al Crepuscolo.

Accendimi una candela sulla santa cima cara a Nali4, quando arrivo.

Lascia che sia la fronda di un albero,

i petali del Narciso o un albero di glicine.

Illuminami una ferita di Haji 5sul picco del monte Kekon6.

Lascia che sia la testa decapitata di una poesia,

il seno di Wasana7 o l’immagine di Halabja.

Dopo che hai riunito presso di te tutte le tue ferite, io arrivo.

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Non seppellire quei fiori bianchi8 finché non arrivo.

Aspetta! Non lasciarli alla culla della storia

Lascia che si sdraino sulla schiena

Sulla collina erbosa

Lasciali riposare tra le braccia dell’acqua

Lascia che si appoggino sulla spalle del vento.

Non chiudere il cielo dei loro occhi,

non coprirli con una nuvola di montagna finché non arrivo,

non disperderli.

Vorrei, per l’ultima volta,

bagnare i miei occhi con una spruzzatina del loro profumo.

Vorrei, per l’ultima volta,

abbracciare la loro brezza,

mettere le mie labbra sulle labbra dei loro desideri, uno per uno,

respirare la loro delusione,

annusarli come una madre,

sentire l’odore di pioggia e melone,

passare le mie dita

attraverso le ciocche dei loro capelli

e baciarli filo per filo.

Non seppellire quelle lune gialle finché non arrivo.

Aspetta finché porto la luce della luna del mio esilio.

Permettimi di arrivare

Cosicché io possa raccogliere le mie poesie

E fare una cintura ai loro fianchi.

Io spero, per l’ultima volta,

di abbracciare le fasce del loro collo,

scuotere i loro dolori uno per uno, l’albero di limoni delle loro figure, avvelenate a Marzo,

mettere la mia testa sulle loro corolle innevate, uno per uno,

inchinarsi a loro, uno per uno,

soffiare sulle loro ferite aperte

e suonare il flauto dei loro corpi, uno per uno.

( Heyran Heyrana9 … questa è Sahar10,

sono questi gli occhi caduti di Sahar,

questo è l’autunno del corpo di Sahar,

questi sono le perle vaganti dei sogni di Sahar,

qui ci sono le mani, le dita e i seni

lasciati alle spalle da Sahar,

quelle sono le urla strazianti di Sahar,

qui ci sono le ceneri della casa paterna di Sahar,

Hayran Hayrana,

questo è l’addio al nubilato.

Aman amana11

Questo è il ballo.)

Questa è la candela che brucia il collo di Nali

in una notte nell’oceano pacifico e illumina il suo corpo di acqua,

egli misura la profondità del mare per la lunghezza dell’epopea, naviga tra i suoi sogni

nella parte inferiore della vasca da idromassaggio. Sbalordito dal turbine

il colibrì della sua paura riposa per un secondo. Laggiù depone le uova colorate

per il pesce alato della sua poesia.

Laggiù ha sogni vividi sugli occhi della sua terra natale.

Sta per affogare quando allunga la mano ed estrae la perla dal cuore di Dio.

Sta per annegare quando pianta i semi del sole e della poesia. E’ solo lui

E la sua barca, lui e il viaggio delle acque scure,

lui e la pagaia della sua penna, solo lui e i dolori fiammeggianti. Egli è il pioniere, che conduce la

ballata dei dolori dei senza patria. Egli guida le parole erranti.

L’esilio è bagnato. La barca senza costa cavalca la solitudine

E il giardino dell’acqua ha sbocciato i fiori dei capelli di Habiba.12

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Istanbul lo guarda e non sa quale lago

Giri sotto questo cappello da uomo,

sotto questa barba di basilico e neve.

Lo guarda ogni giorno e non conosce

Quali boschetti e ombre

Riposino nella stretta valle del suo torace.

I piccioni dei minareti e delle cupole lo guardano

E non sanno che belle ali abbandona in questo cielo blu dell’anima.

Le montagne al tramonto lo guardano e non sanno

Che brace, fiamma e fuoco brucia

Nel cuore di questo esiliato poeta errante.

La pioggia e le docce lo raggiungono e non conoscono quanto

Ruggito, lavoro, movimento e tuono

si soffermino in questa nuvola della mente.

Il povero lo guarda e non sa nulla

Del pane implorato e dell’acqua bramata

E della freddezza di un nascondiglio di vita

In una villetta dell’anima di questo vecchio uomo.

Gli amanti lo sorpassano e non sanno

Quale dolore ondeggiante

E quali visioni della primavera

Sono nell’alba di quegli occhi spalancati.

Aggiungo una piccola storia, La canna innamorata, una favola di grande delicatezza che fa comprendere la posizione psicologica dei Curdi, che non vogliono rinunciare alla loro identità:

Non era mai accaduto nel boschetto che gli alberi fossero tutti innamorati di una canna, una canna sottile che invece amava il vento, il vento che porta la pioggia. Così il boschetto l’aveva ripudiata. La canna innamorata non se la prese troppo. Voi fate come volete, io sto col vento e con la pioggia, così vuole il mio cuore. Il boschetto si offese e decretò la condanna a morte per quella canna innamorata dagli occhi di rugiada. Chiamò il picchio dal becco forte , che la colpì nel cuore tre, quattro, cinque volte. Da quel giorno la canna innamorata diventò un flauto e da quel giorno le ferite degli amanti parlano col vento e cantano da quel giorno ovunque nel mondo.

1 Antiche leggende narrano che questo fiore nasce “pieno di spine e vermiglio”dal pianto disperato della Terra per la morte del pastore Dafni

2 Questa Primavera così terribile

3 Il colore dei gas letali

4 Famoso poeta curdo, nato nella regione di Suleimani, emigrato in Siria, poi in Turchia,morto a Istabul

5 Celebre poeta curdo di Koysiniak

6 Monte presso Koysiniak

7 Regione curda bombardata con armi chimiche nel 1987 e 1988

8 Metafora per ricordare i giovani caduti

9 Heyran è un fanciullo protagonista di un canto popolare, dove si racconta con parole e musica la sua lunga storia d’amore

10 Sahar è il nome di una donna, Alba. Il riferimento è ad una canzone popolare d’amore triste non ricambiato

11 Dall’inglese La sicurezza garantita

12 L’innamorata di Nali, mai sposata

EPISTEMOLOGIA E DIDATTICA DELLE SCIENZE, dell’accademico dott. prof. Silvano Fuso, chimico normalista; un aforisma di Anonimo

POST in via di costruzione…

Articolo trasferito da “Didattica delle Scienze” N. 174, La Scuola, Brescia.

Ringraziamo Autore e Redazione se ci permetteranno di mantenerlo su questo blog, che è senza alcun fine di lucro e completamente auto-finanziato il cui unico scopo è la comunicazione culturale. Questo blog, per sua scelta, non riceve alcun contributo sociale o di altra natura. Altrimenti, avvertiti alla mail dell’Editore del blog, ao123456789vz@libero.it, lo sopprimeremo.

Per leggere l’articolo del prof. Fuso, cliccare sul link:

Epistemologia_Scienze0001

 

BREVE TRACCIA DEL CURRICULUM DI SILVANO FUSO

Silvano Fuso, nato nel 1959 a Lavagna (GE), ha studiato alla Scuola Normale Superiore di Pisa  e all’Università di Genova. È laureato in chimica (indirizzo chimico-fisico) con 110/110 e lode; ha conseguito il titolo di Dottore di Ricerca in Scienze Chimiche

Ha svolto, per diversi anni, attività di ricerca nel campo della spettroscopia molecolare presso l’Università di Genova. È coautore di diverse pubblicazioni nel settore su riviste internazionali (Journal of Chemical Physics, Physical Review, Makromolecular Chemie, ecc.) e ha presentato diverse comunicazioni a congressi nazionali e internazionali.
Dal 1987 è docente di ruolo di chimica nelle scuole superiori. Si occupa di didattica delle discipline scientifiche e di divulgazione e collabora con diverse riviste (quali Nuova SecondariaDidattica delle Scienze, ResIterLe Scienze, Explora, Scoprire, Magia, Coelum) e con diversi siti Internet.

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Silvano Fuso

Si interessa da tempo di indagini scientifiche sul presunto paranormale e di pseudoscienze. È socio effettivo del CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale ), responsabile educazione del medesimo Comitato e segretario regionale del CICAP-Liguria . Ha collaborato per anni con la rivista Scienza & Paranormale, periodico ufficiale del CICAP, curando le rubriche “Come funziona la scienza”, “Mi è successo! È paranormale?” e “Il terzo occhio”. Fin dalla sua nascita, collabora con la nuova rivista del CICAP “Query”, dove tiene la rubrica “Non è mai troppo presto”.
È autore del libro Facili esperimenti scientifici (Edibrico, Gavi Ligure 1994), coautore di due testi di fisica e chimica per le scuole superiori: S. Fuso, C. Nicolini, Fisica e chimica: un approccio sperimentale alla scienza della materia (G.B. Palumbo Editore, Palermo 1998) e S. Fuso, C. Nicolini, Scienza della materia: un approccio sperimentale (G.B. Palumbo Editore, Palermo 1999) e del testo di ricerca didattica: P. Gentilini, G. Manildo e S. Fuso, Competenza razionale e didattica dei saperi di base (Franco Angeli, Milano 2007). E’ inoltre autore del libro La scienza come gioco. Capire la realtà divertendosi (La Meridiana, Molfetta 2004).
Relativamente al paranormale e alle pseudoscienze ha pubblicato i seguenti volumi: Realtà o illusione? Scienza, pseudoscienza e paranormale, Edizioni Dedalo, Bari 1999 (presentazione di Piero Angela); Paranormale o normale? Una guida per scoprirlo, CICAP, Padova 1999 (presentazione di Tullio Regge), ad uso degli insegnanti che vogliano affrontare in classe il problema del paranormale e delle pseudoscienze; Indagare i misteri, Editoriale Scienza, Trieste 2004 (pesentazione di Piero Angela), destinato ai ragazzi; Pinocchio e la scienza. Come difendersi da false credenze e bufale scientifiche, Edizioni Dedalo, Bari 2006 (prefazione di Tullio Regge); Strategie dell’occulto. Come far apparire vere cose palesemente false (in coll. con I. Torre), Edizioni Armando, Roma 2007; 100 Domande & Risposte. Sul paranormale, l’insolito, i misteri e le pseudoscienze, CICAP, Padova 2007; I nemici della scienza. Integralismi filosofici, religiosi e ambientalisti, Edizioni Dedalo, Bari 2009 (prefazione di Umberto Veronesi); Mai fidarsi della mente: n+1 esperimenti per capire come ci inganna e perché (autori principali: S. Della Sala e M. Dewar), Edizioni Laterza, Roma-Bari, 2010; Il libro dei misteri svelati. Una lucida analisi denuncia millenni di superstizioni e inganni interessati, Castelvecchi Editore, Roma 2010 (Prefazione di Silvan); Superstizione. Istruzioni per l’uso. In che cosa si crede e perchè, CICAP, Padova 2010; La falsa scienza. Invenzioni folli, frodi e medicine miracolose dalla metà Settecento a oggi Carocci, Roma 2013.
Ha inoltre collaborato alla realizzazione di diversi volumi collettanei.
Tiene abitualmente conferenze su tematiche legate alla divulgazione scientifica, al paranormale e alle pseudoscienze. Sugli stessi argomenti ha partecipato a diverse trasmissioni televisive a livello nazionale (RaiUno, RaiDue, RaiTre, TelePiù, Italia 1) e locale (Rai Tre-Liguria, TeleGenova, TeleNord, Telecittà , Primocanale) e a diverse trasmissioni radiofoniche (RadioUno, RadioDue, RadioTre, Radio Svizzera Italiana, ecc.).

Curiosità: il 27 gennaio 2013 il Minor Planet Center dell’International Astronomical Union  ha intitolato a Silvano Fuso un asteroide  in orbita tra Marte e Giove.

Per maggiori dettagli si veda il suo sito personale: www.silvanofuso.it 

“PERCHE’ INSEGNARE LA SCIENZA” e “UMANESIMO SCIENZE TECNOLOGIA”: editoriali ripresi dalla rivista “Didattica delle Scienze”, ed. La Scuola, Brescia, scritti dal Direttore, l’accademico Mauro Laeng, docente di Pedagogia all’Università di Roma.

Post in via di costruzione….

Questi scritti sono stati trasferiti da ‘Didattica delle Scienze’ N. 67,  e N. 174, Ed. La Scuola, Brescia. Ringraziamo autore ed editore della rivista se ci permetteranno di mantenerli sul nostro blog, senza alcun fine di lucro e completamente auto-finanziato, il cui unico scopo è la comunicazione culturale gratis; di fatto non riceve alcun contributo sociale o di altra natura, per nostra scelta; altrimenti, avvertito l’Editore del blog, alla mail ao123456789vz@libero.it, verrà soppresso.

PREMESSA

 

Per leggere l’editoriale “Perché insegnare la Scienza” cliccare sul link seguente:

LAENG0001

Per leggere l’editoriale “Umanesimo Scienza Tecnologia” cliccare sul link seguente:

LAENG10001

LEONARDO OSANNATO, MA NEL NOSTRO TEMPO NON CAPIREMMO LA SUA INCOMPLETEZZA; scritto dal dott. prof. Alfonso M. Iacono

L’interessante riflessione su Leonardo da Vinci di Alfonso M. Iacono che segue, è stata ripresa dal Tirreno (Pisa-Pontedera) del 21-Ottobre-2019, riportata nella pagina delle  ATTUALITA’ (PAGINA APERTA). Ringraziamo Il Tirreno e l’autore se ci permetteranno di mantenerla su questo blog, che è auto-finanziato, senza alcun fine di lucro, il cui unico scopo è la comunicazione culturale gratis. Altrimenti, avvertiti alla mail ao23456789vz@libero.it, la sopprimeremo.

Sguardo sinistro

LEONARDO OSANNATO, MA NEL NOSTRO TEMPO

NON CAPIREMMO LA SUA INCOMPLETEZZA

di Alfonso M. Iacono

Per leggere lo scritto cliccare sul link seguente:

LEONARDO_Tirreno_21-10-2019

 

 

UN ESPERIMENTO DIDATTICO (AUTODIDASSI) RILEVANTE PER L’AUTO-AGGIORNAMENTO: BREVI E ‘DENSI’ APPUNTI SUL NEOPOSITIVISMO PER UN INIZIALE AUTO-AGGIORNAMENTO DEL DOCENTE SULL’EPISTEMOLOGIA ED ALTRO; a cura dell’Editore del blog dott. Piero Pistoia

Post in via di costruzione…

Al blog acutamente è piaciuta questa riflessione, grazie.

Oggi, momento in cui i governi cambiano rapidamente insieme al codazzo degli uffici che controllano la Scuola e che promulgano le nuove regole,  vorremmo presentare un nostro pensiero relativo ad uno degli aspetti a nostro avviso più rilevanti che incidono sul rapporto  insegnamento/apprendimento, l’aggiornamento dei docenti, superando il vecchio e scarsamente efficace metodo che misura, non si sa da chi! il lavoro ‘insegnativo’.

RIFLETTIAMO SU UN ‘VECCHIO’ ESPERIMENTO

Quasi mezzo secolo fa Piero Pistoia e due colleghi delle Elementari, Pazzagli Andrea e Scarciglia Gabriella, proposero di attivare un esperimento sui generis, un aggiornamento per i docenti della Scuola Primaria e Secondaria di primo e seconda grado che si configurasse come un auto-aggiornamento con la partecipazione gratuita della Università in particolare quella di Pisa con le sue svariate facoltà che, in qualche modo, rappresentassero le discipline insegnate negli ordini di Scuola presenti sul territorio (Scuola elementare, media e scuola superiore). Le motivazione che ci spinsero allora ed in cui ancora oggi crediamo sono quelle riportate nella foto N. 1, “PRESENTAZIONE” e sarebbero da meditare! L‘idea era che l’aggiornamento condotto personalmente potesse concretizzarsi in uno scritto da pubblicare su un opuscolo, che fu chiamato “AUTODIDASSI” (vedere foto 3, copertina dell’inserto), auto-gestito ed auto-finanziato, allegato poi  nel giornale locale “La Comunità’ di Pomarance”, che, senza entusiasmo, ci ospitò, ma a nostre spese! Riuscimmo a coinvolgere circa quaranta persone fra presidi, insegnanti dei vari ordini di Scuola, compreso il direttore responsabile, il giornalista Brunetti dott. Ivo. I tre promotori si fecero carico di contattare, in svariati tentativi, i professori delle varie facoltà Universitarie, ottenendo la collaborazione di accademici che avrebbero ‘coperto’ le diverse discipline: dal gruppo scientifico-matematico, a quello umanistico, storico, filosofico, pedagogico, psicologico ed epistemologico, a quello artistico, fino al tecnico-ingegneristico, per mettere insieme un COMITATO DI REFEREES, con funzione di direttore culturale, (vedere foto 2 dell’inserto e controllate il livello culturale di questi operatori!) per filtrare (eventualmente correggere e consigliare) gli scritti da noi inviati. I componenti universitari REFEREES, pur lavorando gratis, furono invece entusiasti dell’idea!!!

Uscì solo il primo numero! a causa di quelli che, forse, non scrivendo nulla e invidiando i pochi che collaborarono con articoli e gli altri che, dando una mano, ‘apparivano’, non versarono più il contributo per l’ inserzione nel giornale La Comunità di Pomarance.

Forse se non fosse stato a pagamento . . . !

Poteva essere una occasione culturale gratuita perduta non solo per la Scuola, ma per tutta questa zona periferica senza ‘contesto’, della lontana Provincia!

Piero Pistoia e Gabriella Scarciglia

FOTO  1.

FOTO 2

FOTO 3

Di seguito, pubblichiamo questi articoli controllati ed approvati dai rispettivi docenti universitari del Comitato di Referees.

ALCUNE CONSIDERAZIONI SUL CONCETTO DI MASSA IN FISICA: APPUNTI PER UNA LEZIONE

del docente Alberto Alderighi

(ha collaborato l’accademico dott. prof. Marco Rosa-clot, docente di Fisica alla Normale)

Cliccare sul seguente link per leggere l’articolo di Alderighi in pdf; fra parentesi, questo fisico, dapprima incerto su questo nostro nuovo progetto sull’aggiornamento, mi ringraziò poi per averli accettato, per la pubblicazione, il suo articolo, in quanto questo suo scritto, così mi raccontò,  gli permise di salire molto nelle graduatorie per l’insegnamento nell’anno successivo!

MASSA IN FISICA10001

INSEGNAMENTO DELLA FISICA E PEDAGOGIA DELLE STRUTTURE

dei docenti A. Pazzagli e P. Pistoia

(hanno collaborato l’accademico dott. prof. M. Barale, docente di Pedagogia alla facoltà di Lettere (Pi) ed il dott. prof. Rosa-clot, docente normalista)

Cliccare sul seguente link per leggere lo scritto di Pistoia-Pazzagli:

STRUTTURALISMO0001

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METODOLOGIA E DIDATTICA DELLE LINGUE STRANIERE

del docente Gianluigi Benvenuti

(ha collaborato l’accademico dott. prof. Augusto Cecchini)

Cliccare sul seguente link per leggere lo scritto di Benvenuti:

AUTDIDASSI_BENVENUTI0001

Cliccare sul link seguente per leggere alcuni appunti di Epistemologia per un secondo numero mai uscito!

POSITIVISTI0001

UN TERZO STUDIO SU LEONARDO E LA GIOCONDA: UNA TAVOLA QUASI ARMONICA; dello studioso Walter Cardellini

PREMESSA DELL’AUTORE DELLO SCRITTO

Questo studio in pdf cerca di far luce su certe particolarità celate nelle misure della tavola. Queste come si avrà modo di vedere non corrispondono con le note misure della superficie dipinta, ma nei testi; si sorvola sempre su tale aspetto. Preciso che l’articolo non propone verità assodate ma invita solo a riflettere su certi aspetti ignorati dalla critica. 

Questo è il link per connettersi eventualmente in rete all’articolo già pubblicato sulla rivista d’arte Fogli e Parole d’Arte.  https://www.foglidarte.it/il-rinascimento-oggi/536-leonardo-gioconda-armonica.html   

Alla proposta fatta dall’Editore di questo blog al fine di studiare i sassi mammellonati, pur lusinghiera, si ringrazia, perché abbiamo trovato già difficile confrontarci con certi rapporti proporzionali legati alle figure geometriche piane, figuriamoci nel caso di forme create dalla Natura la cui geometria è per forza di cose molto più approssimata. 

Walter Cardellini

Per leggere lo scritto cliccare sul seguente link

Leonardo e la Gioconda. Una tavola ‘quasi’ armonica.

 

Si possono leggere gli altri due scritti della Triologia su LEONARDO E LA GIOCONDA di Cardellini cercando su questo blog.

 

BREVI LEZIONI : “PRINCIPIO DI INDUZIONE MATEMATICA”; “SUCCESSIONI E NUMERI REALI”; “PROGRESSIONI E NUMERI REALI”; “SCALA MUSICALE UNIVERSALE “; del dott. prof. Giorgio Cellai

Post in via di costruzione…

Per leggere le prime tre lezioni del modulo di Cellai in pdf cliccare sotto:

cellai_modulolezioni_induzione_successioni_progressioni0001

Per leggere la quarta lezione del modulo di Cellai “Scala Musicale temperata” di Cellai in pdf  cliccare sotto:

Articolo scala temperata1

 

Testo della lezione “INDUZIONE MATEMATICA” in  jpg:

INDUZIONE MATEMATICA

 

Dott. prof. Giorgio Cellai

Da notare che Cellai ci informa che questa breve lezione si trova inserita in un modulo didattico da lui proposto sulle “Successioni matematiche ed altro” e presto lo vedremo qui pubblicato.

Si può leggere, più chiaramente, l’articolo di Cellai anche in pdf, cliccando sul link seguente:

PRINCIP_INDUZ0001

 

Testo della lezione “SUCCESSIONE E NUMERI REALI” in pdf:

SUCCESSIONI E NUMERI REALI

Possiamo leggere la lezione “Successioni e numeri reali”  in pdf cliccando sul link sotto:

successioni-e-numeri-reali12-1

Testo della lezione “PROGRESSIONI E NUMERI REALI” in pdf:

PROGRESSIONI E NUMERI REALI

Possiamo leggere la lezione “Progressioni e numeri reali” in pdf cliccando sul link sotto:

PROGRESSIONI E NUMERI REALI0001

‘VERISIMIGLIANZA’, VERITA’ E APPROSSIMAZIONE ALLA VERITA’, scritto di Dario Antiseri – Giovanni Federspil; a cura dell’Editore del blog Piero Pistoia

Post in via di costruzione…

Questo scritto è stato trasferito da ‘Didattica delle Scienze’ N. 75, Ed. La Scuola, Brescia. Ringraziamo autori e redazione se ci permetteranno di mantenerlo sul nostro blog, senza alcun fine di lucro e completamente auto-finanziato, il cui unuco scopo è la comunicazione culturale gratis; di fatto non riceve alcun contributo sociale o di altra natura, per nostra scelta; altrimenti, avvertito l’Editore del blog, alla mail ao123456789vz@libero.it, verrà soppresso.

Per leggere in pdf lo scritto di Antiseri e Federspil, cliccare sul link seguente:

VERISIMIGLIANZA E VERITA’0001

HYPOTHESIS NON FINGO: EPPURE IL METODO INDUTTIVO NON ESISTE; scritto dell’epistemologo accademico Dario Antiseri; a cura del dott. Piero Pistoia

POST in via di sviluppo…

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Leggere l’articolo di Antiseri in pdf, cliccando sul link seguente:

INDUZIONE FISICA0001

MEMORIA BIOLOGICA MONDO 3 E STATI PROBLEMATICI OGGETTIVI; scritto dell’accademico epistemologo Dario Antiseri; a cura dell’Editore Piero Pistoia

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Leggere in pdf lo scritto del dott. prof. Dario Antiseri, cliccando sul link seguente, scusandoci delle varie ‘evidenziature’ dovute ad intense letture:

ANTISERI_MEMORIA BIOLOGICA_mondo30002