SCRITTI SARCASTICI: post aperto a più voci

TEMA: PARLA DEL TUO GATTO

(Vernacoliere–Novembre 1984) – fatto pervenire dal G. Albertini

Il Ciucio, meticcio Certosino, abita presso la  famiglia Scarciglia-Pistoia

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N.B. Il gatto del seguente scritto non è il Ciuci! ma il gatto di un tale  Friedirich Nietzsche; la storia del Ciuci,  foto sopra, e dell’evento “Friederich Nietzsche” si può leggere al tag  “LA STORIA VERA DI CIUCI”

‘R gatto è quella bestia ‘he nì puzza ‘r piscio. Anche alla mì nonna nì puzza  ma lei ‘un miagola. Di notte ‘r gatto  cià l’occhi accesi e s’infila ‘n tutti ‘bui. Quando va n’amore ‘r gatto fa ‘gattini. Fa anche un gran casino e mi’ pà n’arronza le scarpate. ‘R gatto fa anche le fusa che mì ma’ dice è ruffiano e fa anche la popò a palline. Se cià ‘r mardipancia fa la squaquarella.
‘R gatto è fatto in tre parti. Davanti cià la testa, didietro cià la ‘oda e sotto cià le palle. Le gatte ‘nvece no.

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‘R gatto è fatto in tre parti. Davanti cià la testa, didietro cià la ‘oda e sotto …

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…cià le palle.

‘R gatto magia ‘topi. Alle vorte c’è topi ‘he mangiano ‘gatti. Che difatti ‘r mi gatto cià la ‘oda tutta rosicchiata e a dinni topo ni s’arrizza ‘peli.
‘R gatto mangia anche le scatolette per i gatti ma ni piace di più le sarcicce. Io ar mi’ gatto ni do anche ‘r ciuingumme ciucciato che poi fa la popò cor filo e la striscia per casa.
‘R gatto è ‘n animale ‘goista ‘he pensa a’ fatti sua. Quando la mi mamma mi picchia a lui n’importassai.
Da grande voglio fa’ ‘r gatto anch’io, così vo ‘n culo a tutti.

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caporAutore Ignoto

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cap

ASPETTI DI LINGUISTICA APPLICATA a cura del Dott. Renato Bacci, Giovanni Albertini, Raimondo Pistoia ed altri; post aperto

LE ORIGINI DEL VOLGARE NEL VOLTERRANO E LA GUAITA DI TRAVALE

Del Dott. Prof. Renato Bacci

  Per vedere l’articolo cliccare sotto:

VOLGARE_VOLTERRANO_guaita


‘N SULLA NEVE NELL’ANNI 60. . . di Astianatte (alias Raimondo Pistoia)

In vernacolo pisano (Il Portone, Porta Fiorentina, La Cella)

per leggere il testo in PDF, cliccare su:

Raimondo astianatte

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PERDITA DI CULTURE SPECIFICHE E SCOMPARSA DI PAROLE 

di Giovanni Albertini

Si perdono certe tradizioni, usanze, modi di vivere legati al quotidiano, in definitiva si ‘spengono’ certe culture e con loro muoiono le parole e modi di dire ad esse collegati.

Progongo in tale ottica una raccolta di scritti ripresi dal libro, da me curato,“CIRINGAGLIA, parole , storie e aneddoti salinesi”; edito dalla PRO LOCO, Saline di Volterra e stampato nel luglio 2013 dalla Grafitalia, Peccioli (Pi).

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Per vedere il paragrafo: “MODI DI DIRE VECCHI COME IL CUCCO” clica qui:

MODI DI DIRE2.pdf

Per vedere il paragrafo: “LE PAROLE CONDANNATE A MORTE” clicca qui:

PAROLE MORTE4.pdf

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Art. in via di costruzione.