Le immagini di questo post sono riprese da “Il Sillabario” N. 2- 1998
INTERMEZZI
1) Sculture di Roberto Marmelli.
2) Commento allo scultore da parte del critico d’arte.
Le immagini di questo post sono riprese da Il Sillabario N. 3 – 1998
UN PICCOLO ZIBALDONE
INTERMEZZI
1) Alcune sculture di Mauro Stefanini.
2) Commento alle sculture di Stefanini.
3) Una poesia di Raimondo Pistoia “I RAGAZZI ED IL LICEO”.
4) “Che cos’è la poesia” dall’ Enciclopedia Multimediale di Scienze Filosofiche.
5) Un breve pensiero su Eraclito.
Nel secondo cortile
la fontanella gocciola periodica
fatale come la morte di Cesare.
Entrambi fili della trama che abbraccia
il cerchio senza fine né principio,
l’àncora del Fenicio,
il primo lupo e il primo agnello,
l’ora della mia morte
e il teorema di Fermat.
Tale trama di ferro
gli storici la intuirono di un fuoco
che muore e nasce come la Fenice.
E’ il grande albero delle cause
e dei ramificati effetti:
ha nelle foglie Roma e la caldea
e ciò che vedono i volti di Giano.
L’universo è uno dei suoi nomi.
Nessuno lo ha mai visto
e nessun uomo può vedere altro.
Per vedere il commento del prof, Gherardini cliccare sotto
Per vedere il commento della prof.ssa Pistolesi cliccare sotto
Testi rivisitati da ‘Il Sillabario’, n. 2 1999
Da commentare la poesia “Cocotte” riportata nel link seguente:
Sono inseriti due intermezzi: “L’assenza di fondamenti” di Varela e l'<<anyThing goes>> di Feyerabend.
Segue una pittura di Gabriella Scarciglia:

SE VUOI LEGGERE PIU’ CHIARAMENTE IL TESTO DELLA POESIA E IL BREVE PENSIERO DI VARELA (‘Assenza di fondamenti’) IN PDF, CLICCA SU:
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COMMENTO DI LISA FEDELI
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COMMENTO DI PIERO PISTOIA – SCARCIGLIA
Curriculum di piero pistoia:
ESPERIMENTO DI INTERPRETAZIONE DI UNA POESIA
PER VEDERE IL COMMENTO IN PDF DI PISTOIA-SCARCIGLIA IN MODO PIU’ CHIARO, CLICCARE SU:
altrimenti:

N.B. – I tre riferimenti nel precedente commento rimandano al Sillabario cartaceo da cui sono stati enucleati, rivisitati e trasferiti in questo blog, cercando, per es., con la le parole “Enantiodromia” e “Fabbri”.
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COMMENTO GHERARDINI
PER VEDERE IL COMMENTO DI GHERARDINI e il breve ‘anything goes’ di Feyerabend in pdf, in modo più chiaro, CLICCARE SU:

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Se vuoi leggere il commento della prof.ssa Nara Pistolesi clicca qui sotto:
GUIDO_GOZZANO_COMMENTO_NARA_PISTOLESI_prima_versione_in_pdf
GOZZANO_La_via_del rifugio_N_PISTOLESI_seconda_versione_in_doc
GOZZANO_La_via_del rifugio_N_PISTOLESI_seconda_versione_in_pdf
Testi rivisitati da ‘Il Sillabario’, n. 3 1997





(Cesare Pavese)
29 ottobre 1945
Testi rivisitati da il ‘Sillabario’ n. 4 1998



Anche testi rivisitati da il ‘Sillabario’ n. 4 1996
LINKS AI SINGOLI COMMENTI
Saffo e “L’ode sublime”, L. Ghilli
Saffo e il testo greco, L. Ghilli
Tramonto della luna, A. Togoli
Tramontata è la luna, R. Bacci
INTERMEZZO, a cura di Piero Pistoia
Scultura ripresa da lospeaker.it_Newsletter del 4-2-2015_Art. di Antonio Vitale

Saffo e “L’ode sublime”, L. Ghilli

Saffo e il testo greco, L. Ghilli

Dott.ssa Lucia Ghilli
INTERMEZZO a cura di Piero Pistoia
INIZIO INTERMEZZO
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Sappho-Musei-Capitolini
PRIMA PARTE – INTERMEZZO DI PIERO PISTOIA
Per leggere questa prima parte intermezzo in pdf cliccare su:

SECONDA PARTE: Intermezzo di Piero Pistoia
A me pare simile a Dio quell’uomo,
quale e’ sia, che in faccia ti siede, e fiso
tutto in te, da presso t’ascolta, dolce-
mente parlare,
e d’amore ridere un riso, e questo
fa tremare a me dentro al petto il core;
ch’ai vederti subito a me di voce
filo non viene,
e la lingua mi s’è spezzata, un fuoco
già non hanno vista più gli occhi, romba
fanno gli orecchi
e il sudore sgocciola, e tutta sono
da temore presa, e più verde sono
d’erba, e poco già dal morir lontana,
simile a folle.
Ille mi par esse deo videtur,
ille, si fas est, superare divos,
qui sedens adversus identidem te
spectat et audit
dulce ridentem, misero quod omnis
eripit sensus mihi: nam simul te,
Lesbia, aspexi, nihil est super mi
vocis in ore,
lingua sed torpet, tenuis sub artus
flamma demanat, sonitu suopte
tintinant aures, gemina teguntur
lumina nocte.
Otium, Catulle, tibi molestum est:
otio exsultas nimiumque gestis:
otium et reges prius et beatas
perdidit urbes.
BREVE COMMENTO RELATIVO AL CARMEN 51 di Catullo A CONFRONTO CON LA “L’ODE SUBLIME (31)” di Saffo; rivisitato da SKUOLA.NET.
Questo carme è la traduzione, o meglio un libero rifacimento, della celebratissima ode 31 di Saffo nel vedere la fanciulla amata a colloquio con un uomo. La lirica, ancora oggi interpretata come una sorta di dichiarazione d’amore del poeta a Lesbica-Clodia e tradizionalmente collocata ai primi tempi dell’amore tra i due, testimonia l’originalità con cui Catullo sa entrare in competizione con i modelli letterari più suggestivi.
Il testo fu a lungo inteso come documento della gelosia di Catullo nei confronti di Lesbia, intenta a civettare con un altro uomo. In realtà esso risulta piuttosto centrato sull’analisi che il poeta compie di sé e dei propri sentimenti, a partire dalla constatazione dell’incapacità nel controllare la propria passione, contrapposta alla serenità di chi può stare accanto a Lesbia senza alcun turbamento. Questa lettura, del resto, non è molto diversa da quella che oggi prevale anche nell’interpretazione dell’ode di Saffo, non più ritenuta il canto della gelosia, ma piuttosto l’analisi degli effetti provocati nell’amante dalla contemplazione della persona amata.
Del tutto originale rispetto al modello saffico sembra l’ultima strofa, di carattere propriamente riflessivo, sulla cui reale appartenenza al carme si è lungamente discusso. Particolarmente suggestiva, nel quadro generale dell’opera, l’interpretazione secondo cui questa strofa, centrata sui danni provocati da amore, costituirebbe una prima, implicita percezione da parte di Catullo della sofferenza che il suo sentimento per lesbia gli avrebbe arrecato.
È bene tuttavia non lasciarei suggestionare troppo da indizi che solo apparentemente depongono a favore dell’originalità catulliana. Se si considera che della quinta strofa di Saffo ci è giunto soltanto l’incipit del primo verso: “Ma tutto bisogna sopportare”, e che anch’esso in qualche modo potrebbe introdurre un ripensamento sull’opportunità di liberarsi dalla rovinosa passione d’amore, l’effettivo divario di Catullo rispetto all’originale potrebbe ridursi anche di molto.
Fondazione Mazzullo, Taormina
FINE INTERMEZZO di Piero Pistoia
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