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Commento a ‘La trama’ di Jorge Luis Borges
Nel secondo cortile
la fontanella gocciola periodica
fatale come la morte di Cesare.
Entrambi fili della trama che abbraccia
il cerchio senza fine né principio,
l’àncora del Fenicio,
il primo lupo e il primo agnello,
l’ora della mia morte
e il teorema di Fermat.
Tale trama di ferro
gli storici la intuirono di un fuoco
che muore e nasce come la Fenice.
E’ il grande albero delle cause
e dei ramificati effetti:
ha nelle foglie Roma e la caldea
e ciò che vedono i volti di Giano.
L’universo è uno dei suoi nomi.
Nessuno lo ha mai visto
e nessun uomo può vedere altro.
Per vedere il commento del prof, Gherardini cliccare sotto
Per vedere il commento della prof.ssa Pistolesi cliccare sotto
LA POESIA di Guido Gozzano ed altro, Commenti dei docenti di Lisa Fedeli, Nara Pistolesi, Piero Pistoia, Gabriella Scarciglia, Francesco Gheradini; post aperto a più voci; da commentare la poesia aggiunta”Cocotte”
Testi rivisitati da ‘Il Sillabario’, n. 2 1999
Da commentare la poesia “Cocotte” riportata nel link seguente:
Sono inseriti due intermezzi: “L’assenza di fondamenti” di Varela e l'<<anyThing goes>> di Feyerabend.
Segue una pittura di Gabriella Scarciglia:

SE VUOI LEGGERE PIU’ CHIARAMENTE IL TESTO DELLA POESIA E IL BREVE PENSIERO DI VARELA (‘Assenza di fondamenti’) IN PDF, CLICCA SU:
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COMMENTO DI LISA FEDELI
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COMMENTO DI PIERO PISTOIA – SCARCIGLIA
Curriculum di piero pistoia:
ESPERIMENTO DI INTERPRETAZIONE DI UNA POESIA
PER VEDERE IL COMMENTO IN PDF DI PISTOIA-SCARCIGLIA IN MODO PIU’ CHIARO, CLICCARE SU:
altrimenti:

N.B. – I tre riferimenti nel precedente commento rimandano al Sillabario cartaceo da cui sono stati enucleati, rivisitati e trasferiti in questo blog, cercando, per es., con la le parole “Enantiodromia” e “Fabbri”.
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COMMENTO GHERARDINI
PER VEDERE IL COMMENTO DI GHERARDINI e il breve ‘anything goes’ di Feyerabend in pdf, in modo più chiaro, CLICCARE SU:

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Se vuoi leggere il commento della prof.ssa Nara Pistolesi clicca qui sotto:
GUIDO_GOZZANO_COMMENTO_NARA_PISTOLESI_prima_versione_in_pdf
GOZZANO_La_via_del rifugio_N_PISTOLESI_seconda_versione_in_doc
GOZZANO_La_via_del rifugio_N_PISTOLESI_seconda_versione_in_pdf
LA POESIA “TRAVERSANDO LA MAREMMA TOSCANA “, di Giosuè Carducci; commento a più voci (“pittura di Gabriella Scarciglia”)
Testi rivisitati da ‘Il Sillabario’, n. 3 1997




ESISTE UN METODO DI INVESTIGAZIONE ALTERNATIVO ALLA SCIENZA? es. il sacro, il magico, l’arte, medicina alternativa…, a cura del dott. P. Pistoia; post aperto ad altri svariati interventi
Curriculum di piero pistoia :
piero-pistoia-curriculumok (#)
NOTA BENE
Per comprendere un “oggetto” complesso multidimensionale è necessario “osservarlo” da diversi punti di vista indipendenti (uno dei criteri di questo blog). Così l’oggetto culturale “Religione“, a più dimensioni, verrà ‘letto’ in questo blog, da scritti più o meno ortodossi e difformi. Per trovare questi scritti, cercare con il tag, per es., “Religione”.
MOLTI DEGLI SCRITTI E LE FOTO DI QUESTO POST SONO STATI TRASFERITI DALL’EX-INSERTO CARTACEO, IL SILLABARIO, DELLA COMUNITA’ DI POMARANCE.
Ragione, senso dell’arte e del sacro, di Piero Pistoia. Intermezzo: poesia “La conchiglia” di Fidanzi e pittura di Cangio “Galli”
Ricerca di un metodo di conoscenza alternativo di Piero Pistoia
Valore cognitivo del pensiero magico di Cristina Ghilli
Aspetti antropologici del pensiero magico di Cristina Ghilli
I riflessi della cultura magica nel mondo occidentale moderno di Cristina Ghilli. Intermezzo: il miracolo di don Serafino Falvo, il carismatico,
Il miracolo di don Marco Fabbri, il teologo.
Il miracolo di Antonio Zani
Cose dell’Universo, dott. Piero Pistoia
Come ultimo intervento presentiamo anche il pensiero dei ‘Testimoni di Geova’ riportato sulla Torre di Guardia’, 1° Ottobre 2010, dove si argomenta con precisi riferimenti ad un Testo Sacro, la Bibbia (il link è ancora da attivare)
Ragione, senso dell’arte e del sacro
Testo rivisitato da il ‘Sillabario’ n. 3 1996

Ricerca di un metodo di conoscenza alternativo
Testo rivisitato da il ‘Sillabario’ n. 2 1997


Valore cognitivo del pensiero magico
Testo rivisitato da il ‘Sillabario’ n. 1 1995

Aspetti antropologici del pensiero magico
Testo rivisitato da il ‘Sillabario’ n. 4 1996; 1-2 1997

PARTE SECONDA

PARTE TERZA

I riflessi della cultura magica
Testo rivisitato da il ‘Sillabario’ n. 1 1996

PARTE SECONDA
Testo rivisitato da il ‘Sillabario’ n. 2 1996


Testo rivisitato da il ‘Sillabario’ n. 1-2 1996


Testo rivisitato da il ‘Sillabario’ n. 2-3 1999




Testo rivisitato da il ‘Sillabario’ n. 2 1999

Direttore culturale del vecchio SILLABARIO
RIPORTIAMO, INFINE, COME UNA DELLE ‘DIMENSIONI’ CULTURALI DEL NOSTRO POST ANCHE IL PENSIERO DEI ‘TESTIMONI DI GEOVA’
Cliccare su
SULL’ANALISI DELLA POESIA, post aperto a vari interventi (P. Pistoia, R. Veracini, G. Scarciglia, M. Maggi, G. Conte, ed altri); a cura di Piero Pistoia
da continuare…
RIFLESSIONI SULL’ANALISI DELLA POESIA
di Piero Pistoia
Per cogliere l’essenza di una poesia (o di un’opera d’arte in generale) è forse indispensabile calarla nella sua storia? E’ forse necessario sezionarla come fanno i retori, con i loro strumenti sofisticati e taglienti, rendendo estrinseci il ritmo, il metro, le rispondenze e le rime, le metafore che abbracciano, gli accordi di colori e di toni, le simmetrie, le armonie,…Tali aspetti consapevolizzati non acquistano forse significati accidentali e falsi, rompendo di fatto l’unità dell’intuizione poetica? E’ possibile capire una poesia senza conoscere niente del poeta, niente del background culturale in cui è sorta, niente degli strumenti e dei simboli linguistici usati? I grandi artisti non “…trascendono forse il tempo, le società e se medesimi in quanto uomini pratici (R Croce, Breviario di estetica, Laterza,1954, pag 136”? “Dare al contenuto sentimentale la forma artistica”, non “è dargli insieme l’impronta della Totalità, l’afflato cosmico”?
Forse alcune risposte si potranno trovare nei commenti sperimentali personali alla poesia di R. Jeffers, e alla poesia di Milosz scritti da Susanna Trentini, riportati su questo blog.
Un analogo esperimento continuerà con la stessa autrice su Montale ‘Ho sceso, dandoti il braccio’
Un altro dei commenti che riflette le nostre aspettative e meglio risponde ai nostri criteri (da prendere come esempio lapalissiano di efficace presentazione di un’opera d’arte) è il sublime commento del poeta Veracini relativo alla poesia di W. Szymborska, ‘Un appunto’, in cui esplodono i punti emotivi nel raccontare un ‘appunto’ di vita. Lo stesso poeta-pittore Fidanzi commenta un’altra poesia di Wislawa con una sua poesia personale e ‘commenta’ Guernica di Picasso, cioè una pittura, con tre musiche in successione: sinfonia di Shostokovich, serenade di Shubert, fuga di Bach.
Qualsiasi manifestazione artistica può essere commentata efficacemente soltanto con un’analoga forma di arte o anche con altre tipologie artistiche? (per es., una pittura commentata con una poesia o con una musica o con svariate altre combinazioni). Controllare su questo blog. Ciò che è altro da una amplificazione del sentimento e dell’emozione, anche se fondato sulla storia e sul simbolo e per molti forse anche necessario, ma certamente non sufficiente, si potrà situare alla ‘cornice’ della zona ‘calda’ del commento, la sola agganciata al futuro lontano.
UN BREVE SENTIRE
del Dott. prof. Roberto Veracini
I Testi seguenti sono rivisitati da ‘Il Sillabario’


FIGURE RETORICHE del dott. prof. Maurizio Maggi
Leggere l’art. cliccando su:
Altrimenti continuare…

Dott. Prof. Maurizio Maggi

IL CONTRATTO
Ti seguono
come un presentimento.
Arrivano come qualcosa di fastidioso
e percepibile da tempo.
Qualcosa di ben riconoscibile
che hai dentro:
scolpito per te in un’infanzia remota
o prima ancora della tua presenza in vita.
Cancelli tutto, poi, con una grande spugna
fatta della tua semplice esperienza
che faticosamente ti ha concesso di marcare
la presenza con un minimo di decenza civile.
Fatta del tuo pensiero,
del tuo comportamento nuovo
che giorno dopo giorno
hai cercato con forza di cambiare,
che certe volte,
più semplicemente ti ha sorpreso
come un faro che acceso
puntasse al tuo cuore distratto.
Paolo Fidanzi
luglio 2013
acque agitate
Sono probabilmente
“i cavalloni”
il motivo della bandierina rossa
che sventola stasera sul pennone
del ” BAGNO MAESTRALE” .
Ma se il vento non fosse così visibile
sulla tela screziata del cielo
e così stretto alla forza delle onde
nessuno potrebbe dire
che questo sia davvero un mare mosso.
E i ghirigori bianchi della schiuma
le sue sponde, cariche di rumori
consueti all’estate.
Paolo Fidanzi
luglio 2013
LA POESIA “ULISSE” di Umberto Saba: commenti

(Cesare Pavese)
29 ottobre 1945
Testi rivisitati da il ‘Sillabario’ n. 4 1998



Le poesie “L’Ode sublime” e “Tramontata è la luna” di Saffo: commenti a più voci con Intermezzo a cura di P. Pistoia
Anche testi rivisitati da il ‘Sillabario’ n. 4 1996
LINKS AI SINGOLI COMMENTI
Saffo e “L’ode sublime”, L. Ghilli
Saffo e il testo greco, L. Ghilli
Tramonto della luna, A. Togoli
Tramontata è la luna, R. Bacci
INTERMEZZO, a cura di Piero Pistoia
Scultura ripresa da lospeaker.it_Newsletter del 4-2-2015_Art. di Antonio Vitale

Saffo e “L’ode sublime”, L. Ghilli

Saffo e il testo greco, L. Ghilli

Dott.ssa Lucia Ghilli
INTERMEZZO a cura di Piero Pistoia
INIZIO INTERMEZZO
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Sappho-Musei-Capitolini
PRIMA PARTE – INTERMEZZO DI PIERO PISTOIA
Per leggere questa prima parte intermezzo in pdf cliccare su:
SECONDA PARTE: Intermezzo di Piero Pistoia
L’ODE 31 DI SAFFO SECONDO LA TRADUZIONE di Giovanni Pascoli
A me pare simile a Dio quell’uomo,
quale e’ sia, che in faccia ti siede, e fiso
tutto in te, da presso t’ascolta, dolce-
mente parlare,
e d’amore ridere un riso, e questo
fa tremare a me dentro al petto il core;
ch’ai vederti subito a me di voce
filo non viene,
e la lingua mi s’è spezzata, un fuoco
già non hanno vista più gli occhi, romba
fanno gli orecchi
e il sudore sgocciola, e tutta sono
da temore presa, e più verde sono
d’erba, e poco già dal morir lontana,
simile a folle.
TESTO LATINO DEL CARMEN N. 51 di Catullo
Ille mi par esse deo videtur,
ille, si fas est, superare divos,
qui sedens adversus identidem te
spectat et audit
dulce ridentem, misero quod omnis
eripit sensus mihi: nam simul te,
Lesbia, aspexi, nihil est super mi
vocis in ore,
lingua sed torpet, tenuis sub artus
flamma demanat, sonitu suopte
tintinant aures, gemina teguntur
lumina nocte.
Otium, Catulle, tibi molestum est:
otio exsultas nimiumque gestis:
otium et reges prius et beatas
perdidit urbes.
BREVE COMMENTO RELATIVO AL CARMEN 51 di Catullo A CONFRONTO CON LA “L’ODE SUBLIME (31)” di Saffo; rivisitato da SKUOLA.NET.
Questo carme è la traduzione, o meglio un libero rifacimento, della celebratissima ode 31 di Saffo nel vedere la fanciulla amata a colloquio con un uomo. La lirica, ancora oggi interpretata come una sorta di dichiarazione d’amore del poeta a Lesbica-Clodia e tradizionalmente collocata ai primi tempi dell’amore tra i due, testimonia l’originalità con cui Catullo sa entrare in competizione con i modelli letterari più suggestivi.
Il testo fu a lungo inteso come documento della gelosia di Catullo nei confronti di Lesbia, intenta a civettare con un altro uomo. In realtà esso risulta piuttosto centrato sull’analisi che il poeta compie di sé e dei propri sentimenti, a partire dalla constatazione dell’incapacità nel controllare la propria passione, contrapposta alla serenità di chi può stare accanto a Lesbia senza alcun turbamento. Questa lettura, del resto, non è molto diversa da quella che oggi prevale anche nell’interpretazione dell’ode di Saffo, non più ritenuta il canto della gelosia, ma piuttosto l’analisi degli effetti provocati nell’amante dalla contemplazione della persona amata.
Del tutto originale rispetto al modello saffico sembra l’ultima strofa, di carattere propriamente riflessivo, sulla cui reale appartenenza al carme si è lungamente discusso. Particolarmente suggestiva, nel quadro generale dell’opera, l’interpretazione secondo cui questa strofa, centrata sui danni provocati da amore, costituirebbe una prima, implicita percezione da parte di Catullo della sofferenza che il suo sentimento per lesbia gli avrebbe arrecato.
È bene tuttavia non lasciarei suggestionare troppo da indizi che solo apparentemente depongono a favore dell’originalità catulliana. Se si considera che della quinta strofa di Saffo ci è giunto soltanto l’incipit del primo verso: “Ma tutto bisogna sopportare”, e che anch’esso in qualche modo potrebbe introdurre un ripensamento sull’opportunità di liberarsi dalla rovinosa passione d’amore, l’effettivo divario di Catullo rispetto all’originale potrebbe ridursi anche di molto.
Fondazione Mazzullo, Taormina
FINE INTERMEZZO di Piero Pistoia
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